Le reazioni della destra hanno tutte un tono funerario o qualcosa che ricorda l’ultimo viaggio ed anche se evocato come battuta e scaramanzia si sente che la lingua batte dove il dente duole.
Ha cominiciato ancor prima dei ballottaggi, Mastella, il famoso Kennedy italiano, come si autodefini, sfidando il ridicolo: “Se vince De Magistris mi suicido”. Confido che Mastella sia uomo di parola, anche se detto tra noi non ci metterei la mano sul fuoco.
Oggi Berlusconi dice ” Ho troppi impegni per fissare il mio funerale”. Evidentemente vorrebbe stabilire un legittimo impedimento anche per la mesta cerimonia delle esequie politiche. Ma si può sempre addivenire a un compromesso, può scegliere un giorno a settimana in cui rendersi disponibile.
Di tutt’altro spirito sembra Rotondi il democristiano sott’olio, per il quale invece “Questo è il momento di aiutare il premier a completare un programma di riforme e un lucido disegno di rinnovamento della politica italiana”. Già… però, come si evince dalle sue parole, Rotondi è già morto, ma non glielo hanno comunicato.


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L’unica riforma che questo carrozzone può attuare è quella di andare via il prima possibile. Il paese è piegato su se stesso urge che si metta in moto con uomini onesti che abbiano a cuore il destino delle città nelle quali operano e dell’Italia intera.
I vaticini nefasti sono in linea con quella che fin’ora è stata la loro cultura,o meglio i loro affarismi che niente hanno a che vedere con i bisogni dei cittadini. Hanno trascorso le ore della notte per ascoltare e cantare il ritornello del Bunga Bunga, si sono circondati di igieniste dentali messe ad occupare posti che non gli spettavano,strafregandosene di tutto. Mi sembra tardi per parlare di riforme. Forse su una dovrebbero concentrarsi la riforma elettorale, ma il cantautore del Bunga Bunga non la vuole.