Il codice era Scaj. Nei registri di Anemone, il mecenate della cricca, figurava sotto questa benevola abbreviazione l’ex ministro Scajola. Così viene fuori che i 900 mila euro per la casa con vista, non sono stati l’unico regalo segreto, ma che fin dal 2001 le misteriose e sconosciute  donazioni costellavano la vita del pluriministro  e del reggente di Forza Italia, manco fosse stato madre Teresa di Calcutta.

Un milione qui, 5 milioni là quando si trattava di lire con un passaggio senza scosse all’Euro.Nella sua opera di anonima beneficienza, Anemone che foraggiava il clan Bertolaso, il clan Lunardi , il cardinale Sepe oltre a monsignori assortiti e cerimonieri del Papa, aveva proprio pensato a tutto per fargli la sorpresa della casa. Persino a mettere da parte 230 mila euro per pagare il compromesso e l’agenzia immobiliare, più altri 168 mila  di rimborsi non meglio specificati, ma probabilmente destinati a consolare Scajola dell’amara sorpresa di vedersi ogni volta tutto pagato. Noi che non siamo ricchi, non possiamo nemmeno concepire certe terribili amarezze.

La cosa curiosa è però che il mecenate di Scaj badava anche alle piccole e umili cose della quotidianità, terra per le piante, riparazioni elettriche, persino all’acquisto di un frullatore che immagino sarà comparso magicamente in cucina. Se non fosse per l’aspetto non particolarmente avvenente verrebbe da dire che Scajola faccia di professione il mantenuto, piuttosto che il ministro. Anche se una etera come si deve avrebbe chiesto almeno un Bimby, mica un frullatore da 100 euro. Ma Scajola sa accontentarsi e non fa scenate isteriche: se lo tiene ben stretto il suo Anemone.

Questo è l’individuo che ora pretende di tornare al governo, visto che non ha ricevuto avvisi di garanzia per le donazioni, a parte la garanzia del frullatore, ovviamente. Oddio ci sono avvisi a piovere per le due ultime giunte di Imperia, regno incontrastato del ministro, ne ha una persino il figlio Marco, ma c’è da stare sicuri che lui, Scaj, non ne sa nulla. Gli compaiono anche quelle dal nulla, ma in questi casi è capace pure che s’incazza , che vuole sapere chi gliele ha regalate.

Però ora può ricattare Silvio con la sua manciata dei voti raccogliticci: nel governo delle protesi di cartone anche la zeppa di Scajola può rivelarsi necessaria. Tanto, mica è un problema mettersi sotto i piedi ogni dignità. E a noi girano le balle come nel frullatore.