C’è qualcosa di nuovo nel Pd, anzi d’antico. Si chiama Veltroni. In un’ intervista quanto mai opportuna prima delle elezioni, messa lì per mettere la zampa su un possibile insuccesso del partito, l’uomo nuovo da quando c’era il muro di Berlino, svela di avere delle idee e dei programmi per il partito. Che saranno rese note a tempo opportuno.

Più che giusto:  in politica un po’ di riservatezza è necessaria, soprattutto nel campo delle idee. E bisogna dire che Veltroni in questo è un maestro: da 25 anni non le ha ancora rivelate. Se le tiene ben strette come un segreto di Stato.  Però qualcosa ha fatto trasparire su quello che proporrà in caso di sconfitta del partito e quindi di sconfitta dell’attuale segreteria: innanzitutto di fare delle primarie un valore fondativo per il Pd.

Nessuno potrebbe essere più felice di me nell’ascoltare queste parole, c’è il fatto però che questo valore fondativo verrebbe scagliato contro Bersani che è stato eletto segretario con le primarie. Un bel problema di logica, ma diciamo che siamo all’interno di un film di David Lynch di cui Veltroni è grande estimatore.

Le anticipazioni non si fermano qui, c’è qualcosa di più corposo e concreto. In caso di sconfitta Veltroni punta a un rinnovamento di classe dirigente e fa i nomi: Chiamparino, l’uomo favorevole a Marchionne, Renzi il Berlusconi di Firenze a cui da noia lo sciopero come strumento di lotta e Zingaretti, l’uomo che avrebbe potuto sconfiggere Alemanno, se Veltroni non gli avesse preferito il nuovissimo Rutelli. E come protettore il beato Wojtyla, ma questa è solo un’indiscrezione.

Insomma si tratta di un bel rinnovamento destinato a dare slancio al partito, qualcosa che non farà rimpiangere il pdl nemmeno al Cavaliere semmai fosse costretto a ritirarsi. Chiamparino si sta già esercitando con le barzellette: ” la sapete quella della globalizzazione?”

Il fatto è che quando si falliscono le opportunità, concesse dalla fortuna, dalle circostanze, magari anche dal proprio lavoro, si pensa che l’opportunismo possa portare a un riscatto. Invece si rischia di prendere una fava con due piccioni. Anzi con tre.