Anna Lombroso per il Simplicissimus

È d’uopo spiegare a Silvio il Magnifico che Lorenzo dei Medici non è passato alla storia per il suo invito a “esser lieti” che nel doman non c’è certezza. Raccomandazione quanto mai commendevole e che vorremmo adottare come regola di vita spensierata. Ma ce n’è un’altra di massima, nata in terre più disincantate malgrado la presenza di sole e mandolini, che ricorda come l’eros non “voglia pensieri”. E di pensieri tutto quello che si svolge intorno a noi ce ne procura tanti da rendere inaffrontabile almeno finanziariamente ispirarsi al modello esistenziale del premier.
Che ieri ci ha ricordato con il suo umorismo di marca newyorkese lieve e rarefatto che il bunga bunga lo vorrebbe fare anche la sinistra. ma, lascia intendere, come nella volpe e l’uva non se lo può permettere…
Eh si sappiamo che la villa di Arcore è stata teatro delle sue imprese erotiche, ma anche una gioielleria degna di Valenza Po e un autosalone dove sono state esposte e commerciate tutte le marche e i modelli, perché Berlusconi è ecumenico e gli piacciono tutte purchè di produzione recente ma con poca attenzione per il contachilometri. 280.000 euro spesi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in auto non di scorta, e 240.000 euro per comprare 100 esemplari del medesimo tipo di collana in oro bianco e croce di diamanti.. e poi bonifici in tutte le banche compresa quella che piaceva tanto alla sinistra parlamentare e che ancora una volta però non ha potuto permettersela.
Io nei confronti del premier ho un debito di gratitudine: è l’unico irriducibile a riconoscere una identità alla sinistra e addirittura a credere tenacemente che i comunisti siano vivi e lottino contro di lui. Ma non sono d’accordo. Alla sinistra o a quella curva sud di arcaici che continuano a vedere in alcuni capisaldi una stella polare cui ispirare vita, comportamenti, scelte e aspettative, il bunga bunga non piace e non perché non se la possano permettere.
È che pur stando ormai dentro a una vignetta di Altan siamo sicuri che non sia desiderabile e praticabile solo l’eros a pagamento. Certo c’è da aver paura che presto vengano adottate misure proibizionistiche anche in questa materia e che dovremo far l’amore in cantina ascoltando Mozart e anche Hendrix in clandestinità come una volta Radio Londra. Perché in una visione del mondo e della bellezza e della vita e del futuro e della speranza come merci cui possono accedere solo quelli che hanno i danè, hanno già cominciati a farceli pagare cari.
Ma non siamo tutti uguali, malgrado facciano di tutto per persuadercene. Dal lato sinistro del mondo ci sono donne che “la danno” per simpatia, per amore, per desiderio, perché è primavera. Uomini che si innamorano e fanno l’amore pur avendo il conto in rosso e francamente io, ad esempio, li preferisco. Gente che per divertirsi gli basta una bella giornata di sole, delle canzoni che cantano dentro e fuori, un bel paesaggio, un buon vino perché la vita è troppo breve per bere un vino cattivo. E del suo pacchiano tavernello non ne vogliamo più.