Che l’uomo sia malato è evidente. Se non lo fosse, se non fosse ossessionato dalla sua sessualità deviata e seriale, Silvio non si sarebbe cacciato in questo guaio. Avrebbe protetto il suo squallido retroscena umano, non si sarebbe affidato a mezzani della peggior specie e alla loro merce.

Certo è circondato da un ambiente che non è meno corrotto e deviato di lui, gentina e gentaglia annegata nel potere, disposta a tutto visto che è nulla. Un ambiente che gli ha fatto perdere il senso delle proporzioni e della decenza. E credo che nemmeno Baudelaire in preda all’assenzio potrebbe immaginare che si tratta in sostanza del governo del Paese.

Se questo non bastasse è circondata da un’Italia dispersa, confusa, indolente, malata anch’essa a cui si può raccontare qualsiasi cosa. A cui si può per esempio dire che la magistratura osa interessarsi indebitamente dei reati che avvengono nelle residenze private di Berlusconi, come se queste fossero zone franche per la legalità. Come se ognuno in casa propria potesse violentare e ammazzare senza che questo debba interessare.

E a cui si può anche far credere, come nel caso di Ruby, che una magistratura malvolente e naturalmente comunista, fa di tutto per incastrare il premier votato dal popolo. Ma se ripercorriamo le tappe dell’amor pedofilo, si vede che invece è esattamente il contrario: che in realtà si è fatto di tutto per sorvolare sulla plateale concussione realizzatasi con le telefonate in questura. E’ ‘ stato solo per l’incaponimento del pm Annamaria Fiorillo  a cui erano state attribuite cose non vere, se la vicenda non è finita sotto la sabbia.

Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, il 2 novembre scorso aveva  tentato di mettere la parola fine:  «La fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione e affidamento della minore è stata operata correttamente e non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto». Dunque niente concussione che è il reato certamente dimostrabile in questo triste affaire. Purtroppo il tentativo di appoggiare le bugie di Maroni non è andato a buon fine.

Non sempre l’imprudenza alimentata dall’impudenza e viceversa ha ragione. Nemmeno in un sistema colluso e corrotto che potrebbe essere definito “Io Ruby, tu rubi” e qua la mano. No a volte s’incappa nelle marchette da pollo.