“Manco nello Zimbabwe”. Ogni tanto anche nelle cucine del berlusconismo camerieri, sguatteri e  capocuochi parlano: così persino il direttore generale della Rai è stato pizzicato  nel disegnare  un ritratto straordinariamente somigliante del Cavaliere.

Magari nello Zimbabwe può accadere che un presidente del consiglio armeggi con i suoi fidi per far tacere un giornalista e per chiudere una trasmissione televisiva. Ma quello che non può accadere da nessuna parte è che un membro di un organismo di garanzia sia un giocatore  e non un arbitro.

In quest’ultima squallida e degradante vicenda del piano per strangolare Anno Zero, non compaiono infatti solo i valletti dichiarati come Minzolini, ma ancora una volta viene in primo piano la figura di Giancarlo Innocenzi Botti, già ex di mediaset in quota Chiesa, già sottosegretario alle comunicazioni per tutti e cinque gli anni del Berlusconi bis, già noto alle cronache delle intercettazioni per aver tentato di portare dalla parte di buana Silvio, il senatore Willer Bordon durante i due anni di governo Prodi. Un pasticcio infernale e vergognoso di intrighi e favori fatti alla moglie di Bordon chiamandola a recitare in  non so quale sceneggiato.

Possibile che un tipo simile possa far parte dell’Autorità di garanzia nelle comunicazioni? E invece in Italia accade. E per farlo accadere si pagano al pio signor Giancarlo Innocenzi Botti, 400 mila euro l’anno più bonus.

E dire che il codice etico dell’ Agcom recita:  “I Componenti sono chiamati a tenere un comportamento ispirato a lealtà, imparzialità, diligenza e correttezza personale. I Componenti e i dipendenti operano con imparzialità, senza indulgere a trattamenti di favore; assumono le proprie decisioni nella massima trasparenza e respingono indebite pressioni. Non determinano, nè concorrono a determinare, situazioni di privilegio e non ne fruiscono”.

In Zimbabwe, uno così si vergognerebbe e si dimetterebbe. Da noi invece dirà che si tratta di un complotto, di un’imboscata. Che è colpa della sinistra. O meglio ancora si chiuderà nel gommoso silenzio degli ipocriti, protetto da altri imbarazzati e interessati silenzi.

Almeno il servizio sanitario ci passi il Maalox senza ticket.