Che la scuola sia ormai preda di qualsiasi follia didattica e ambientale è una realtà che diventa sempre più evidente e dimostrata dal fatto che recenti statistiche ci dicono che la preparazione degli studenti sta colando a picco, ma di certo suscita ancora una certa sorpresa la richiesta degli insegnanti britannici di sospendere immediatamente qualsiasi lezione o attività scolastica qualora la temperatura superi i 26 gradi. Si tratterebbe di una temperatura legalmente vincolante. Non è difficile collegare questa scemenza con un’estate particolarmente calda e i miti catastrofistici in cui si culla la maggior parte delle persone, comprese quelle che avrebbero tutti gli strumenti per decostruire le mitologie contemporanee. Si scopre invece che ne sono le prime vittime.
Il National Education Union, il maggior sindacato inglese del settore scolastico, non si ferma ai 26 gradi, temperatura oltre la quale è evidentemente impossibile né studiare, né insegnare, chiede inoltre la creazione di “centri” di raffreddamento finanziati dai contribuenti, da mettere a disposizione delle comunità in caso di “caldo estremo” e il riconoscimento legale del diritto a permessi retribuiti per il personale designato, al fine di consentire loro di completare corsi di formazione sui cambiamenti climatici. Immagino che corsi di formazione, con il cervello pieno di CO2, grande scarsità di ossigeno e cognizioni generali ridotte all’osso. Certo si può benissimo intuire che il fine ultimo di tutta questa pagliacciata, per la quale esiste già una proposta di legge, siano i permessi e probabilmente anche l’interruzione del lavoro nell’ultimo trimestre che va da aprire a metà luglio.
Ora studi rigorosi fatti negli anni ’90 ci dicono che un essere umano nudo e a riposo sente una sensazione di disagio termico, ovvero sente un po’di freddo, fino ai 28 gradi centigradi, il che indica che 26,anche da vestiti, non sono poi un caldo debilitante. Ma lasciamo perdere: per il bene degli alunni sarebbe molto meglio che gli insegnanti inglesi giocassero sporco sugli orari, piuttosto che credere davvero alle loro proposte di coprifuoco climatico. Purtroppo probabilmente si tratta di entrambe le cose: più giorni liberi da vivere con la buona coscienza di contribuire al bene dell’umanità. Del resto è l’ipocrisia di moda. Perciò mi limito a riportare il commento di un lettore a questa gaia notizia del globalismo imperterrito, apparsa sul Telegraph: “Il No Education Union, sembra desideroso di incoraggiare i suoi membri a incrociare le braccia a ogni occasione possibile. Non mi fiderei di loro nemmeno per addestrare il mio cane, figuriamoci per educare i miei nipoti”.


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Il problema di queste soluzioni apocalittiche è che in realtà non offrono soluzioni, o meglio offrono una soluzione “win, win” per chi l’ha ideata. Da un lato c’è la perdita di libertà, dovuta al legare le nostre vite ad un numero, dall’altro gli investimenti green, nel mezzo, a dominare le nostre vite, l’emergenza ambientale. Da parte mia osservo che esiste un rischio ambientale, al netto della propaganda interessata che intende usare tale questione come leva per cambiare l’economia e le nostre vite, è però curioso osservare che coloro che si preoccupano dell’ambiente sono gli stessi che non temono il rischio della terza guerra mondiale e vanno avanti spediti a seminare allarmi e minaccie. Forse credono che tale guerra verrà combattuta con le “bombette puzzolenti” -quelle dei tempi della scuola, per capirci- e l’effetto possa passare entro una decina di minuti..
Per parte mia osservo che anche 26 gradi possono dare fastidio, specie se accompagnati da una forte umidità, ma l’inazione dovuta allo “sciopero climatico” è senz’altro peggiore, sia per chi pratica lo sciopero che per chi lo subisce.
certo che esiste un rischio ambientale, ed è esattamente quello di cui non si parla, o si parla poco: il dilagare della chimica di sintesi. PFAS, agrofarmaci di sintesi, additivi e coadiuvanti industriali, plastica. Ohibò, e perchè se ne parla poco? perchè i responsabili sono una manciata di multinazionali, perfettamente individuabili ma purtroppo appartenenti alla cercia ristretta dei padroni del discorso, quindi in grado di selezionare gli argomenti tabù e quelli ammessi. Fra questi ultimi ovviamente primeggia la CO2, gas essenziale per la vita almeno finchè non impariamo a organicarci il carbonio (buona fortuna) e ancora molto sotto i livelli che sarebbero ottimali per le piante (700 ppm, anche 1000 – 1200 nei momenti di maggior richiesta tipo la fioritura), ma con il pregio enorme di essere emesso da tutti gli shudra che calcano il pianeta, che possono quindi essere colpevolizzati, sorvegliati e puniti
26 °C troppo caldo ?
Nel 2003 ho passado due mesi per lavoro a Yanbu, Arabia Saudita, sul Mar Rosso. Il complesso petrolchimico dove lavoravo per la messa a punto di alcuni macchinari è stato attivosenza interruzioni sia a Luglio, sia a Settembre. Le temperature si mantennero costantemente sopra i 40 °C, con punte più alte nelle prime ore del pomeriggio.
Quando mi lamentavo del caldo nelle ore pomeridiane, alcuni impiegati (per lo più pakistani o indiani) mi rispondevano che l’istituto metereologico del governo dichiarava 49,5 °C, perché se avesse dichiarato 50 avrebbero dovuto sospendere l’attività del complesso.
secure zone
Supponiamo una temperatura compresa tra 15° e 20° centigradi… ci consenta di vivere senza provare particolare freddo e neppure caldo. Ora in assenza di qualsiasi dispositivo per modificare temperature (leggi condizionatori o caloriferi) supponiamo di aumentare questa temperatura di 20 gradi portandola a 35-40°… parecchi cominceranno a lamentarsi per caldo eccessivo ma pure tra disagi assortiti potranno sopravvivere. Se invece abbassassimo di venti gradi da temperatura ottimale… ci ritroveremmo a vivere con temperature comprese tra zero gradi e -5. Secondo voi quale ipotesi sarebbe più luttuosa per umanità?…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
golpe all’ italiana
https://www.sollevazione.it/2026/09/colpo-di-stato-elettorale-di-leonardo-mazzei.html
Buon articolo , ma dove avete messo il golpe americano dell 11 settembre con le tre torri cadute ma con solo 2 descritte .
Pensa si sono persi x strada il world trade center 7 crollato dopo 1 ora dalle altre due .
la 3° torre è crollata senza che un aereo l’abbia colpita…!!!
troppi boccaloni in giro…