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Dadaismo virale

COPERTINAdada_articleQuando questa storia sarà finita qualcuno dovrà dirci cosa è accaduto, la ragione per la quale una sindrome influenzale, sia pure severa e causata da un nuovo agente sulla cui reale origine, naturale o artificiale non si può ancora dire nulla, sia stata innalzata dal tumulto dei media a pestilenza senza scampo. Qualcuno dovrà dirci perché in Italia c’è il 60 per cento delle vittime totali nel pianeta e perché nell’area di Wuhan con lo stesso numero di abitanti della Lombardia, ma con una densità di popolazione più che doppia ci sia stata la metà dei morti. Qualcuno dovrà dirci che senso abbiano avuto e abbiano le restrizioni  drastiche alla vita pubblica e civile per fermare il contagio, quando invece non si sono chiuse le fabbriche, il che ha reso del tutto inutili le misure ideate per fermare il contagio, e funzionali solo a diluirlo nel tempo in maniera da non far crollare le strutture sanitarie fragili, carenti e logorate da anni e anni di tagli indiscriminati che hanno gravemente leso il diritto alla salute.  Qualcuno dovrà spiegarci cosa sia accaduto in alcuni ospedali lombardi che sembrano essere stati i veri propagatori di contagio e per giunta verso persone già afflitte da gravi patologie, ossia verso il bersaglio tipico  del Covid 19, così come degli altri  e “normali” virus influenzali che fanno migliaia di vittime ogni anno senza che a nessuno importi un fico secco. Per non parlare della concreta possibilità che nel casino apocalittico la maggior parte delle persone decedute sia stata vittima di infezioni ospedaliere.  Qualcuno dovrà spiegare quale il sia il folle criterio per cui si fanno ai tamponi ai morti e a coloro che sono ammalati e non si facciano screening di massa, non permettendo di bloccare il contagio, fare statistiche sensate, e continuare a suscitare allarme rosso e disorientamento. Anzi la spiegazione c’è: manca il personale adeguato, mancano i reagenti, mancano i microscopi per poi leggerli quei tamponi. Rimane il fatto che il tasso di letalità da noi è assurdamente alto rispetto a tutti gli altri paesi, addirittura come ho già avuto modo di scrivere, 28 volte quello della Germania e 25 quello della Corea e via andare. Fatto tutt’altro che secondario perché così facendo si militarizza un Paese dove magari l’infezione è già diffusa da mesi e stiamo chiudendo le stalle a buoi scappati. Ma non possiamo saperlo perché non ci sono le risorse disponibili.

Qualcuno infine dovrà spiegare se il Parlamento esiste ancora o se il suo posto sia stato preso da Twitter dove una banda di assoluti cialtroni  prende ogni giorno misure prive di senso e di dubbia legittimità, anzi certamente illegittimi  per strangolare l’economia del Paese, cercando di imitare a tentoni  ciò che è stato fatto in Asia. Ma lì, sia per quanto riguarda la Cina, la Corea e il Giappone, tre situazioni molto differenti da loro, si è da subito chiuso tutto, non a pezzi e bocconi, con tentennamenti e ritardi, ma soprattutto ci si trovava di fronte a una sola grande area urbana con Wuhan al centro e a un  focolaio ancora più ridotto in Corea e in Giappone, nessuno si è sognato di chiudere un intero Paese a tempo indeterminato: era chiarissimo fin da subito che da noi la strategia non poteva essere quella per ragioni strutturali, ma che bisognava inventarne una diversa e non banalmente imitativa. Per esempio, come è stato fatto nei Paesi scandinavi, portare al massimo livello l’attenzione e l’assistenza agli anziani il che ha portato la letalità del virus a un livello 50 volte inferiore a quello italiano. Il disperato sforzo dell’informazione di regime consiste ora nel trovare strampalate e improvvisate teorie sociologiche per i numeri che non funzionano pur di non dover riconoscere tre cause chiare come luce del sole: sanità ridotta in stato comatoso e assolutamente inadeguata a gestire anche emergenze molto minori di questa, gravi errori commessi localmente e misure allo stesso tempo eccessive e inadeguate il che in un certo senso è quasi miracoloso. Metto  in allegato alla fine del post l’ultima grida manzoniana del ministero dell’Interno che sembra ispirata al famoso proclama Badoglio dal quale non si riusciva ad evincere una linea di condotta e che portò al dissolvimento delle forze armate italiane: vi si dice tutto e il contrario di tutto in una lingua da interpretare, proprio nel momento in cui occorrerebbe la massima chiarezza di pensiero e di linguaggio. Dadaismo allo stato puro che punta agli aspetti istintivi e irrazionali, senza alcun piano coerente.

Ma c’è una quarta causa: se sai di non poter sconfiggere il nemico fattelo alleato. Così nell’impossibilità di confessare la distruzione della sanità pubblica da parte del combinato disposto neo liberismo – austerità europea, nella incapacità di richiedere i finanziamenti necessari per affrontare il virus al fine di per non turbare i trattati europei e cercando di ottener denari a strozzo sociale dal Mes, nell’incombere di una nuova crisi economica anche senza Covid, si è preferito soffiare sul fuoco e trasformare un’ emergenza sanitaria reale, ma contenibile in un irreale stato di eccezione, che ai fini della diffusione infettiva serve poco o nulla,  e ancor meno a organizzare le cure, ma che permette di scavalcare le difficoltà terminali di un ceto politico ormai giunto alla consunzione.  Il tutto sotto l’egida tirannica di un Patto per la Scienza che è la negazione della scienza stessa, la quale è essenzialmente dibattito e per giunta su un tema, quello di un nuovo virus su cui  se una cosa è lampante è la difformità dei pareri: molti scienziati assai più illustri del sanraffaelino Burioni, emerito rappresentante della sanità privatistica,  hanno idee e proposte del tutto diverse.

Del resto quella apocalittica è la chiave emotivo – interpretativa con cui si è voluto millenarizzare il Covid a livello planetario:  il famoso cigno nero cui addossare le responsabilità di un sistema che si andava sgretolando a causa delle sue stesse logiche e permettere alle elite di rinsaldarsi al comando con una nuova ondata di controllo sociale e di nuove restrizioni alla democrazia. Persino in Africa dove il Covid non è diffuso  e comunque sarebbe proprio l’ultimo dei mali di questo continente che peraltro è ricco di centri per la guerra batteriologica fondati dagli Usa con la complicità di alcune Ong , è stato propalato un grande allarmismo: un giornale della Tanzania ha pubblicato un titolo sul premier Conte che piange annunciando il numero dei morti e invece la foto è di Bolsonaro in una delle sue facce da gangster, un errore così grossolano che fa capire come l’allarme sia costantemente “telefonato” e stimolato: ma del resto Africa significa anche grandi investimenti cinesi. E’ forse per questo arrivare del virus come il cacio su parecchi piatti di maccheroni che alcuni, compreso un’altissimo prelato della Chiesa cattolica, hanno espresso l’ipotesi che l’origine del virus sia sospetta. Chissà, ma non è affatto sospetto il suo uso: anzi è conclamato.

La grida del ministero


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