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Esopianeti e esopolitica

Kepler-452-bOggi avevo deciso di occuparmi della bufala tirata fuori, senza nessuna pezza d’appoggio, da una pubblicazione domenicale greca del centro destra (gruppo editoriale Lambrakis) che narra di dieci miliardi chiesti da Tsipras a Putin per uscire dall’euro e negati dal premier russo. Si tratta chiaramente di un ballon d’essay perché la presunta richiesta del premier greco è del tutto incongrua rispetto allo scopo e ridicolmente rozza oltre a dare un’immagine di estrema inaffidabilità e bipolarità al capo del governo greco che nel frattempo giurava sull’euro. Infatti è un artificio per rendere in qualche modo edotti i greci dell’avvicinamento di Tsipras al centro destra, prodromo di un nuovo governo e per addossare a Putin con un pretesto di fantasia il tradimento del referendum. Naturalmente questa sciocchezza ha trovato rilievo da noi perché porta sollievo alla brigata Kalimera, cioè quella sinistra di bon vivant salottieri che ancora difende Tsipras “perché non poteva fare diversamente”. Allora che ci stanno a fare visto che a parole invocano cambiamenti che non si possono fare? A che pro esultare per il referendum se non lo si poteva onorare?

Ma qualcuno ci crederà. Così come qualcuno si esalterà di fronte all’annuncio da parte della Nasa della scoperta di un pianeta molto simile alla terra, anzi di una nuova terra, notizia immediatamente definita storica o scioccante dai media. Nessuno si è soffermato a capire come mai la notizia arrivi a 20 anni esatti dalla scoperta del primo esopianeta e se per caso ci sia qualcosa che non funzioni. E c’è più di qualcosa: in realtà  sono stati individuati altri 11 pianeti, probabilmente rocciosi, la cui distanza dai rispettivi soli è teoricamente compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido, perché è questo che si intende con “simile alla Terra”. Infatti Kepler-542b ha un diametro del 60% superiore a quello terrestre rendendolo perciò completamente diverso e incompatibile con ciò che vediamo sul nostro pianeta. Per di più ha un miliardo e mezzo di anni in più ed è già nella fase in cui in cui il suo sole comincia lentamente a riscaldarsi entrando nella sua infernale “vecchiaia”.

Ora come vengono individuati questi pianeti? Non certo con la visione diretta, impossibile a certe distanze, ma attraverso le variazioni di luce di una stella che diminuisce di frazioni molto piccole quando i propri pianeti le passano davanti. Il telescopio Kepler individua queste variazioni dopo di che comincia un iter di ricerche complicate e certosine per confermare l’esistenza possibile del corpo planetario, valutarne il diametro, la distanza dalla stella e attraverso le caratteristiche dell’orbita desumerne la natura rocciosa o gassosa. Dunque passano la bellezza di tre anni dal download dei dati che avviene una volta al mese, la loro interpretazione e la proclamazione di ipotesi di pianeta. Per di più nell’estate di due anni fa il telescopio è entrato in avaria cessando di essere utile. E dunque il nuovo pianeta non può essere stato scoperto dopo il 19 agosto 2013 quando i tentativi di ripristinare le funzionalità di Kepler sono definitivamente cessati.

Allora come mai l’annuncio urbi et orbi nel giorno del ventennale della nuova terra sulla quale del resto dopo un’indagine a tappeto del Seti non pare esserci il minimo segnale di vita intelligente? Semplicemente per far rumore, smuovere le acque e le emozioni e trovare i fondi per un nuovo telescopio. Non è facile: lo stesso Kepler è stato lanciato nel 2009, tre anni dopo il previsto, prima per il taglio dei bilanci della Nasa, poi per problemi fiscali e infine per la messa a punto di problemi tecnici.  Tirare fuori un almeno miliardo per un nuovo telescopio è un bel rebus, anche se le tecnologie fondamentali per una macchina di questo tipo, vale a dire i sensori fotografici, sono enormemente progrediti nei 15 anni passati dalla progettazione ad oggi e potrebbero dirci molto di più.

In questo caso dunque non si citano i soldi, ma sono proprio quelli a cui si tende, mentre nel primo, quello di Tsipras, si citano i soldi per giungere a tutt’altri scopi, dimostrando il ruolo  chiave della comunicazione, ma anche quello ancillare e superficiale dell’informazione in due notizie rilevanti giunte lo stesso giorno. Tanto che si potrebbe anche fare così: mettere gli scienziati della Nasa a fare l’analisi della vicenda greca e mandare Vendola su un altro pianeta simile alla terra. Probabilmente non cambierebbe nulla, non avremmo analisi più acute sulla crisi greca e sugli esopianeti non ci sarebbe traccia di intelligenza.


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