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Grufolature d’ilarità

1394693464-consigliE’ vero, abbiamo un premier talmente inesistente che si compiace di una ormai rarissima vittoria della Ferrari per gonfiare l’asfittico petto di nobilastro papalino e gridare che l’Italia torna a vincere. Ma per raggiungere il grufolante Poletti sulla strada delle offese al’intelligenza e al buon gusto ce ne manca: il commensale a sua insaputa dei banchetti mafiosi e paramafiosi, macina chilometri su chilometri in questa sua maratona verso il degrado politico e umano. Come saprete, dopo una serie infinita di canagliesche esternazioni ultimamente ha detto che “Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.

Con quella boccuccia affossata nel grasso, nel grasso antico che risale ai tempi in cui si divertiva a distruggere la cooperazione come idea e quello nuovo di governo che quasi sfrigola nell’eloquio, non ci si può certo stupire di ciò che dice, del prodotto lipidico dei suoi neuroni, ma questa volta in una sola frase non soltanto ha svelato la sua povertà si spirito, ma anche detto una parola di verità sul lavoro sfruttato e sul senso della buona scuola: l’ alternanza  formazione – lavoro, così lodata da chi sta all’intelligenza come un magnetofono, non serve se non a fornire braccia gratuite ai caporali dell’italia contemporanea e a creare negli ragazzi il senso della sottomissione sul lavoro e attraverso di essa, guadagnarsi la fiducia del padrone. In questo senso è superfluo fare apprendistato gratuito per mansioni di basso livello del tutto estranee a ciò che si studia, tanto vale acquistare questa fiducia sui campi di calcetto o altre occasioni ludiche dove si può misurare benissimo la disponibilità allo sfruttamento, cosa che purtroppo è difficile far emergere con chiarezza nei curricula.

Per lo meno se vogliamo vedere con chiarezza il baratro che si spalanca davanti all’ Italia contemporanea, se vogliamo parole di verità sulla meta cui ci conduce il ceto politico, dobbiamo ascoltare Poletti che sembra un insaccato è invece è un ministro. La sua rozzezza appena ricoperta da un vernicetta di politichese posticcio, il suo agitarsi nel truogolo del governo, il suo irsutismo mentale ogni tanto danneggia la copertura superficiale e fa venire alla luce le vere intenzioni, la reale prospettiva, drammatica e miserabile insieme, di chi ci governa. Non si può certo dire che faccia baluginare qualcosa, perché le sue rivelazioni assomigliano più a improvvisi e maleodoranti rumori scappati mentre i sacerdoti del nulla recitano la loro messa cantata, ma ci dobbiamo accontentare, anche quelli servono. Sempre sia lodato Feuerbach: il baco considera la foglia di gelso come il suo infinito, non immagina un altro mondo oltre quella, quindi figuriamoci certi bachi da m…e non da seta.

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