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La guerra dei beccamorti

Ci si potrebbe chiedere, qualora a qualcuno la testa fosse rimasta attaccata al collo, con il cervello ancora irrorato, quale senso abbia il coprifuoco dalle 23  alle 5 del mattino, orari in cui comunque circola pochissima gente rispetto al resto della giornata e questa gente è di solito giovane e in buona salute, con ben poco da temere dal Covid. Da un punto di vista sanitario ed epidemiologico nulla, ha lo stesso valore dei consigli sul quarto d’ora d’amore che qualche pagliaccio vestito da esperto non ha resistito a proporre, ma ha invece un grande valore antropologico e sociale perché non solo fa incombere sulla testa della gente  il peso di un a seconda ondata completamente e dolosamente costruita, ma evita che le persone stiano assieme, si scambino esperienze, impressioni, idee e stando insieme tornino alla vita e possano accorgersi della macabra farsa alla quale sono sottoposti. Lincoln disse che si possono ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non tutti per sempre“, ma lui non poteva immaginare una società così marcia in cui il potere prova a sottrarre gli spazi fisici e mentali ai cittadini: gli spin doctor che guidano la narrazione pandemica sanno fin troppo bene che le persone isolate e lasciate davanti alla televisione, esposte come fossero contadini di Pol Pot a una continua rieducazione al Covid non hanno la capacità di sottarsi nemmeno emotivamente al lugubre racconto.

Ecco perché sono state demonizzate le manifestazioni contro le restrizioni delle libertà costituzionali o attualmente viene vietato qualsiasi tipo di incontro, non certo per i possibili contagi: questa gente è pienamente consapevole della debolezza dell’infezione e delle menzogne che propala, ma in ogni caso non ha alcun interesse reale per la salute dei cittadini, né quella fisica, né tantomeno quella mentale, al punto che ha colto ha colto l’occasione pandemica per sbaraccare la sanità pubblica mentre gli stessi presidi contro il Covid sono una roba da barzelletta come può testimoniare chiunque ci sia passato: il consiglio è di rimanere a casa con la tachipirina e andare al pronto soccorso solo in caso di peggioramento. Del resto si tratta esattamente di ciò che si farebbe in caso di influenza che fino ad ora era considerata un malanno piuttosto leggero, salvo che per chi è affetto da altre gravi patologie. In ogni caso non si può permettere che decine di migliaia di giovani affollino le mete della notte senza morire e senza nemmeno dare segno di ammalarsi, di essere solo positivi a test condotti con criteri che ne garantiscono l’assoluta inaffidabilità:  dopo qualche tempo potrebbero cominciare seriamente a dubitare e a volersi liberare dei beccamorti e del loro governo. Non è un caso che anche questa estate sia scoppiata la polemica contro le discoteche  senza tuttavia che sia stato specificato se sia morto qualcuno o l’assembramento ludico abbia avuto qualcosa più di un mal di testa e qualche linea di febbre: ma insomma qualsiasi affollamento è di per sé qualcosa di potenzialmente sedizioso perché sottrae le persone all’ipnosi.

Si tratta di una vera e propria strategia visto che l’isolamento sociale produce, come è stato ampiamente dimostrato da parecchi studi,  profondi cambiamenti nel comportamento, aumenta l’aggressività interpersonale e soprattutto fa crescere l’ipersensibilità alle minacce. Dunque più si sta insieme più la paura si sgretola, più si è soli più essa ci sovrasta: le misure anti Covid sono in realtà misure anti libertà e razionalità. Ma nonostante questo si teme che la caduta economica di straordinarie proporzioni possa comunque portare a reazioni tanto più violente quanto più sono rimaste compresse ed è per questo che il presidente di cartone ha convocato il Consiglio Supremo della Difesa con il probabile ordine del giorno di far intervenire l’esercito per far rispettare il coprifuoco. Del resto anche in questo Mattarella non fa che ubbidire visto che è stata la Germania ad avviare un progetto ad utilizzare i militari nelle zone di crisi Covid che possono anche essere fuori dai confini. Ed è del tutto evidente che si preparano eventi drammatici nel prossimo futuro.


Il nuovo caccia F Napolitano Ghostgolp

Napo pilota - Il SimplicissimusDi fronte alla possibilità che il Parlamento, anche se in stato comatoso, scongiuri la pazzesca spesa per  gli  scadenti F 35, dopo l’esplorazione conoscitiva sull’apparecchio dei misteri, scende in campo il Quirinale a dire di abbandonare ogni speranza: quel caccia s’ha da compare. Così suona il vivo e vibrante monito di Napolitano dopo una riunione del consiglio supremo di difesa: ci fa sapere che il Parlamento non può porre veti al governo nel campo dell’ammodernamento militare.

Sebbene questo consiglio, formato dal Presidente, dal capo di stato maggiore e dai membri del governo, sia stato istituito come cavallo di troia delle volontà statunitensi con una legge del 1950 che gli ha conferito rilevanza costituzionale, finora ha sempre avuto un ruolo puramente consultivo. Et pour cause: non sta né in cielo né in terra che il Parlamento e i cittadini non possano mettere bocca sulle spese militari che sono poi tenuti a pagare ed è comunque il Parlamento che deve approvare i bilanci dello Stato. Quella legge del ’50 è oggi insensata perché rispetto al primo dopoguerra la situazione è radicalmente mutata anche rispetto ai tempi, alle  tecnologie e alle ricadute produttive: di fatto nessuno sa quanto costerà un F35 perché il prezzo finale dipende da una quantità di fattori imponderabili. Dunque ci si impegna per una spesa non definita rendendo evidente che  il golpe del consiglio supremo di difesa non solo è uno sfregio alla Costituzione e alla divisione dei poteri, ma anche  al minimo buon senso.

In realtà si è di fronte ad una sorta di golpe a carattere presidenziale che trova probabilmente la sua spinta e la sua origine nell’impossibilità di non comprare una costosa carretta per la quale probabilmente sono già corsi  sostanziosi “riconoscimenti” visto che la scelta ci allontana non solo dall’Europa, ma anche da un ruolo progettuale  e produttivo raggiunto con l’Eurofighter e che con l’F35 viene ridotto ai minimi termini. Si deve essere riconoscenti per i mezzani  di questo suicidio. Una decisione destabilizzante che nasce dall’opacità di fondo in cui è maturata l’operazione F35, a piccoli e insensati passi.

Sempre di più il Quirinale appare come garante di ogni insensatezza e nequizia delle caste, il Noè e il refugium peccatorum sotto le cui ali accorre una classe dirigente fallita e corrotta. E il caso degli F 35 da marginale che era, rischia di diventare il primo concreto e visibile passo di una operazione a carattere autoritario. Di fatto comprare un apparecchio tra i più costosi del mondo  in un momento di drammatico impoverimento, sapendo da innumerevoli analisi che è una macchina mediocre, che non serve agli scopi per i quali si era dimostrato interesse 15 anni fa, che nessun pilota italiano ha mai provato e che per giunta sarà sempre controllato dagli Usa* (vedi nota), è talmente folle da rendere fin troppo evidente l’esautorazione di un Parlamento che già a sua volta ha esautorato i cittadini.

* Uno dei problemi più spinosi del nuovo caccia è la cessione dei codici sorgenti. L’ atout dell F35 consiste infatti nell’elettronica e informatica di bordo che dovrebbe aprire nuovi orizzonti di interconnessione tra i velivoli, i piloti e gli obiettivi. Sono emersi difetti anche in questo campo che, del resto, ha poco a che vedere con la macchina in sé, ma la questione è che la Lockheed si rifiuta di fornire i  codici sorgenti di programmazione del sistema informatico ritenendolo segreto industriale. Così i vari Paesi che acquisteranno il caccia non potranno adattarlo alle loro esigenze, ma non potranno nemmeno sapere se nel software non sono presenti sottoprogrammi destinati a spiare e/o a bloccare e alterare le funzionalità in casi specifici o con certi segnali. E’ chiaro che un’arma di questo genere, non può essere venduta a scatola chiusa, come pretende la Lockheed ( per interposta Washington)  suscitando così le perplessità di molti stati che avevano aderito al progetto.  


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