Domenica prossima si annuncia un’altra giornata dolorosa per il cancelliere di guerra che risponde al nome di Friedrich Merz: le elezioni in Meclemburgo – Pomerania si annunciano con un 36% attribuito all’Afd, che comunque diventerebbe così il primo partito in uno dei Land a maggioranza socialdemocratica. Già nelle elezioni del ’21 Alternative für Deutschland era arrivata al secondo posto, lasciandosi dietro la Cdu merkeliana. E siccome il suo bacino elettorale coincide in gran parte con quella della Cdu (che anche questo sia un partito di “estrema destra”?) c’è anche la possibilità che il partito del cancelliere scenda a una percentuale a una sola cifra. Del resto è storicamente il cancelliere con meno gradimento (14%) da quando esiste la Germania Federale (ma solo perché in precedenza non si facevano sondaggi) e probabilmente quello più disprezzato di tutta la storia tedesca.
Era stato presentato come un salvatore della patria, come un abile stratega in politica estera, nonché come uomo vicino a Trump, capace di persuadere gli americani a mantenere il loro sostegno all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ma a parte forse quest’ultimo “pregio” se proprio vogliamo chiamarlo così si è invece rivelato un politico incompetente, testardo, incapace di comunicare che finora ha raggiunto un solo obiettivo: quello di dimostrare che il precedente governo Scholz non è stato il peggiore dalla fine dell guerra ai nostri giorni. Appena mette il naso fuori dalla cancellaria viene fischiato e coperto di contumelie e nel suo stesso partito ha perso qualsiasi autorità: gli è stato persino impossibile rimuovere un sottosegretario, mentre è rimasto in assoluta minoranza sulla riforma fiscale. Tutti cercano di evitarlo come è successo la sera del 6 settembre quando aveva invitato ad un vertice tutti i presidenti Cdu dei vari Länder, ma non si è presentato nessuno.
Dunque non è strano che si pensi ad una successione ravvicinata, magari ancor prima del panettone i in questo caso dello stollen con marzapane e uvette, sia convincendolo a dimettersi, sia attraverso lo strumento della sfiducia costruttiva. Tuttavia esiste un problema: non si sa con chi sostituirlo. I giornalisti amano fare il nome di Hendrik Wüst, il pessimo Ministro Presidente del Nord Reno-Westfalia. Eppure Wüst è un centrista merkeliano, ben più a sinistra di gran parte del gruppo parlamentare della Cdu al Bundestag e la sua candidatura si scontra già con una tacita e implicita opposizione da parte del suo rivale conservatore, il Ministro Presidente della Csu in Baviera, Markus Söder. Tuttavia, ragioni altrettanto valide depongono contro Söder come successore di Merz, poiché non c’è mai stato un Cancelliere di questo partito e molti cristiano-democratici si opporrebbero alla rimozione di uno dei loro per far posto a un successore del loro partito fratello bavarese, più piccolo. Un’alternativa, meno probabile ma comunque plausibile, che circola qua e là è rappresentata dal conservatore Boris Rhein, Presidente del Consiglio dell’Assia. Al di queste lotte interne rimane però il fatto che un nuovo Cancelliere non può cambiare la sostanza delle cose.
Questo è il vero nodo gordiano, come del resto accade in molti altri Paesi europei: Merz si è dimostrato particolarmente inadeguato nel suo ruolo, ma i problemi vanno ben oltre l’incompetenza personale di un singolo individuo perché in realtà è quasi impossibile cambiare rotta rispetto a quella prefissata dalle oligarchie globaliste, se non attraverso un atto di forza politico che per ora è inimmaginabile. Ormai da tempo il governo di Merz si regge sulla pura e semplice mancanza di alternative, ed è probabile che lo stesso Merz tragga vantaggio da questa situazione. Politicamente è morto e ora vedremo per quanto tempo la Germania potrà andare avanti a tentoni con un cancelliere zombie incapace di raccogliere consensi, approvare leggi e non ottenere altro a livello politico se non la disfatta del suo stesso partito. È proprio come aggirarsi in un labirinto: la via d’uscita c’è, a patto però di aprirsi una via d’uscita al di fuori dei percorsi rituali.


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