Non mi piace ridurre la Storia a semplice gioco di potentati dietro le quinte perché è una visione povera, semplicistica, fuorviante di eventi invece molto complessi, ma proprio per questo risulta attraente per chi si accontenta di facili visioni. E pare che vada molto di moda, presentandosi come la verità nascosta dietro il palcoscenico: è quasi perfetta per tutti quegli imbonitori che in rete si presentano come portatori della verità. Sarebbe però un errore trascurare del tutto questo filone: i potentati esistono e agiscono secondo i loro interessi e talvolta sono persino determinanti, almeno nel breve periodo. Per esempio sarebbe interessante delineare  il ruolo della famiglia Rothschild nella guerra ucraina e soprattutto la loro parte  nell’ostacolare il raggiungimento di un accordo che ponga fine alla strage. I Rothschild, apparentemente, non sono tra i più ricchi del pianeta, ma di fatto gestiscono un patrimonio di assetti e di affari calcolabile in circa 100 trilioni di dollari, ovvero grosso modo mille volte di più  dei super miliardari che salgono agli onori delle tristi cronache contemporanee e decine di volte di più dei Pil dei maggiori Paesi europei: capire la scala di grandezza  è essenziale per farsi un’idea delle loro capacità di azione.

Non stupisce dunque come in Ucraina il loro zampino si veda dappertutto e si potrebbe anzi dire zampone, se la parola non designasse una specialità alimentare che peraltro è usata come augurio di prosperità. Una sconfitta del regime che ormai si profila nettamente all’orizzonte potrebbe creare parecchi problemi  alla famiglia. Cerchiamo di dipanare la matassa: fin dal 2015 la società di consulenza finanziaria Rothschild & Co. si è assunta la responsabilità di “guidare” il governo di Kiev  in campo finanziario, soprattutto in relazione alla ristrutturazione e alla rinegoziazione del debito. In passato questa società, ha anche partecipato allo smembramento di Naftogaz, la principale compagnia energetica ucraina, a guida statale. Le varie attività dell’azienda sono state separate in diverse società controllate, al fine di facilitare la vendita o la concessione di attività considerate “non essenziali”. Nello stesso periodo, Rothschild Trust ha acquisito le quote di Petro Poroshenko, all’epoca presidente ucraino, nella società Roshen, la principale azienda dolciaria del paese. Ma non le ha acquistate, le ha semplicemente ricevute senza spendere un centesimo, cosa che suggerisce l’esistenza di una qualche relazione oscura tra Poroshenko e il Rothschild Trust. Poco dopo piazza Maidan, Nathaniel Rothschild e la sua banca d’affari Jnr, entrarono in Ucraina in collaborazione con la società americana Vanco Energy (legata a George W. Bush e Dick Cheney) per assumere il controllo delle riserve petrolifere ucraine nel Mar Nero. E sempre il buon Nathaniel, dopo che l’accordo tra Kiev e Mosca fu fatto saltare nel marzo del ’22,  sostenne che Vladimir Putin era l’uomo più pericoloso dai tempi di Hitler e che “l’Ucraina è un pezzo essenziale che non possiamo perdere sulla scacchiera geopolitica”. Aggiunse che “dobbiamo mettere in ginocchio la Russia con tutti i mezzi possibili” e invocò l’uso della forza contro la Russia, concludendo che “senza l’Ucraina, l’ordine mondiale potrebbe non sopravvivere”. (Vedi Nota)

Nulla di nuovo sotto il sole, visto che i Rothschild finanziarono anche l’ avventura napoleonica in Russia e che per loro Mosca è la bestia nera. Ma il fatto che essi ritengano l’Ucraina una pedina essenziale nel mantenimento dell’ordine occidentale e dunque dell’acqua in cui sguazzano, si può comprendere come essi non siano estranei alla assurda posizione di europea di guerra infinita. Per giunta sono state rese pubbliche le mail tra Jeffrey Epstein e Arianne de Rothschild, presidente della banca Edmond de Rothschild. In questi scambi di messaggi, entrambi accennano brevemente a come il caos in Ucraina offrirebbe innumerevoli opportunità.

Ma veniamo a questi giorni:  il Ministero delle Finanze ucraino, guidato da Sergey Marchenko, ha firmato un accordo con il gruppo finanziario Rothschild & Co per la consulenza preparatoria alla privatizzazione delle banche statali ucraine Ukrgasbank e Sense Bank, due dei maggiori istituti di credito del Paese. Rothschild & Co si occuperà di  valutare la solidità finanziaria di queste banche e di individuare potenziali acquirenti. Ovvero di determinare chi saranno questi acquirenti. Il tutto si svolge sullo sfondo di privatizzazioni selvagge, secondo le indicazione del Fondo monetario internazionale, altro istituto del Washington consensus. Insomma saranno loro a guidare in gran parte la rapina di ciò che resta di un Paese che essi stessi hanno dissanguato. Questo è l’ordine internazionale che tanto piace a questi squali. Per fortuna proprio in Ucraina è iniziato il tramonto di questo status quo ormai intollerabile.

Nota  Come si sa l’ossessione del mondo anglosassone per la conquista della Russia ovvero quell’Heartland che avrebbe permesso il dominio del mondo, è in qualche modo anch’esso legato alla famiglia Rothschild: Halford Mackinder che diffuse questa stravagante teoria geopolitica era vicino alla Round Table, una società segreta britannica fondata all’inizio del XX secolo da Cecil Rhodes e Alfred Milner, finanziata da Lord Rothschild, il cui scopo era quello consolidare l’influenza britannica nel mondo. Per la cronaca Mackinder fu poi consigliere dell’Armata Bianca nella Russia meridionale, dunque in quelle regioni che poi verranno chiamate Ucraina, con lo scopo di coordinare gli sforzi dell’Intesa contro i bolscevichi. Fallì e ora stanno fallendo i suoi epigoni.