Forse qualcuno ricorda la querelle che oppose la Ue alla Polonia  del premier Mateusz Morawiecki il quale aveva presentato  una riforma della giustizia nella quale figurava un nuovo organismo disciplinare, di nomina sostanzialmente politica, con il potere di sanzionare, destituire o trasferire contro la sua volontà qualsiasi giudice del Paese. Insomma una sorta di Csm con gli steroidi.  I giudici della Corte Ue, che sono peraltro tutti di nomina politica, giudicarono questa riforma  incompatibile con l’ordinamento europeo e con lo stato di diritto ( qualcuno ricorda che una volta esisteva?) così che venne avviata una procedura d’infrazione di cui non si sa più nulla. Et pour cause perché la vicenda è scivolata nel dimenticatoio da quando a Morawiecki, fervente sovranista, è subentrato Donald Tusk, fervente europeista.

E adesso questa Ue così sollecita a vedere violato lo stato di diritto quando ci sono al governo i suoi avversari tace e fa il tifo quando a manomettere il potere giudiziario sono i suoi pupilli: il premier – si vede che il nome Donald porta con sé qualcosa di oscuro –  ha mandato la polizia a fare irruzione alla Corte Costituzionale, mentre al suo vicepresidente è stato negato l’accesso. La scintilla è scoccata in seguito a una segnalazione del giudice Anna Korwin-Piotrowska, l’utile idiota del caso, in cui si metteva in guardia sui potenziali pericoli per la vita e la salute di giudici e personale, nonché sui disordini dell’ordine pubblico viste le manifestazioni di protesta che si svolgevano davanti all’edificio. Contemporaneamente, sul sito web della corte è stata pubblicata una sentenza che sospende dalle funzioni ufficiali il presidente Bogdan Święczkowski e il vicepresidente Bartłomiej Sochański. I gestori dell’account ufficiale X della corte definiscono l’accaduto un “colpo di stato” e un’occupazione illegale del sito web. E un commento a riguardo recitava: ” Quei bastardi hanno aspettato fino a venerdì sera, quando il presidente non era più nel paese. Significativo e patetico.”

Infatti il presidente polacco, Karol Nawrocki, che era in visita in Senegal, ha dovuto far ritorno precipitosamente nel Paese. Il contesto di tutto ciò è la disputa, che si protrae da anni, sulla composizione e l’indipendenza della Corte Costituzionale. Dal cambio di governo con Donald Tusk, la nuova maggioranza sta cercando di riprendere il controllo. Il presidente della repubblica è critico nei confronti dell’amministrazione Tusk e la Corte, sotto la guida di Święczkowski, a sua volta, si rifiuta di accettare i giudici nominati dall’attuale maggioranza. Da settimane, i sostenitori dell’opposizione protestano davanti all’edificio, avvertendo di un’imminente presa di potere violenta. Ciò che sta accadendo qui non è semplicemente una misura di sicurezza tecnica. È la continuazione di una lotta sistematica per l’ultimo baluardo istituzionale che si frappone ancora al governo Tusk e ai suoi sostenitori di Bruxelles. Coloro che difendono l’indipendenza della magistratura solo quando serve al proprio potere e la smantellano non appena oppone resistenza, gettano le basi per l’imposizione autoritaria di obiettivi politici. Il rapido ritorno del presidente e le dure parole di Szydło e Kaczyński dimostrano che in Polonia il conflitto per l’ordine costituzionale si sta ora combattendo apertamente e con la forza.

Il presidente Nawrocki ha formulato una dichiarazione ufficiale che non lascia spazio alle interpretazioni:

L’altra notte si è verificata una violazione dell’ordine costituzionale della Repubblica di Polonia e un violento colpo di stato ai danni di un organo costituzionale dello Stato. Ho avuto consultazioni con il primo presidente della Corte Suprema, Zbigniew Kapiński, il quale ritiene anch’egli illegali le azioni di coloro che hanno usurpato il potere all’interno del Tribunale Costituzionale.

Chiedo il ripristino dell’ordine e che le forze dell’ordine inviate dal governo vengano allontanate dalla sede del Tribunale.
Ho concesso l’accesso alla Corte Costituzionale al legittimo Vicepresidente della Corte Costituzionale, il giudice Bartłomiej Sochański.

In relazione alla minaccia alla sicurezza interna della Repubblica di Polonia, chiedo consultazioni urgenti, da tenersi oggi, con la partecipazione dei rappresentanti delle forze parlamentari, al fine di stabilizzare la situazione politica e ripristinare l’ordine costituzionale.

Ringrazio tutti coloro che si sono riuniti dinanzi alla Corte Costituzionale e che stanno difendendo la Costituzione della Repubblica di Polonia.

Come si vede lo scontro tra presidente e primo ministro è totale. E  intanto crescono le manifestazioni che si oppongono a Tusk, mentre Bruxelles che in definitiva  è all’origine di questo tentativo di golpe, rimane in silenzio. Forse è impressionata da se stessa, forse sa di dover provare vergogna, ma ornai non riesce più a ricordare cosa siano dignità e coerenza. Non parliamo di buon governo che è oramai una pia illusione.