Ci sono molti modi di reagire agli “stivali della storia” che Hegel, l’inventore di questa espressione, sentiva nella marcia delle truppe di Napoleone. Egli stesso si rifugiò in soffitta, assieme alla sua padrona di casa il cui appartamento era stato requisito dagli ufficiali dell’Empereur e fece quello che si faceva allora in simili condizioni, ovvero un figlio e non chiacchiere sui social. Ieri ho presentato la nuova arma aerea della Cina che tanto spaventa il Pentagono e che oggi vola per la prima volta in pubblico in occasione del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Sco). Qui praticamente l’Occidente è assente, ci sono i rappresentanti dei Brics e decine di altri Paesi che fanno parte del Sud del mondo e che rappresentano la grande maggioranza dell’umanità e ora anche una maggioranza economica sempre più evidente. Non voglio farla troppo lunga, ma alla sconfitta che la Nato sta subendo in Ucraina e che ha messo in luce anche una certa arretratezza negli armamenti che invece venivano esaltati come i migliori (Hollywood dopotutto ha i suoi limiti, non va oltre la bidimensionalità degli schermi), si aggiunge anche una certa obsolescenza economica.
Qui sotto potete vedere una tabella in cui si confronta la crescita dei Brics con i Paesi del G7 e benché questi ultimi possano godere di statistiche diciamo così ” benevoli”, a volte proprio manipolate, mentre quelle sugli altri sono sempre più severe, la differenza è palese:
Basta un’occhiata per sentire gli stivali della storia, per vedere che la crescita, in tutti i sensi, è altrove, nonostante che questi numeri rispondano a criteri costruiti in e per l’Occidente. Ci si può rendere conto che, limitandosi ad avere rapporti solo fra di loro, i Paesi occidentali non fanno altro che approfondire e accelerare la propria crisi, come se la fine della capacità di sfruttare e minacciare gli altri fosse l’elemento decisivo della loro prosperità ormai in rapido declino. Considerare nemici coloro con cui si potrebbe collaborare, è l’ennesima strategia di sopravvivenza del capitalismo estremo che ora sta sacrificando l’Europa per poter ballare ancora qualche estate. Così semmai saranno gli Usa a riavvicinarsi a Mosca, impedendo agli europei di farlo e finanziando le élite politiche del nostro continente, costruite in laboratorio, a rimanere in uno stato di guerra permanente. Erano invece gli europei che avrebbero dovuto per primi abbandonare il tentativo di creare una specie di porcospino occidentale tenuto assieme da tutte le stravaganti, false o mortali ideologie che ne costruiscono la dottrina: basti solo pensare allo stridore che fa il culto del multiculturalismo con la russofobia o l’arabofobia. I maestrini cazzari hanno un gesso di pessima qualità che stride sulla lavagna. Di questo passo l’unico avvenire possibile è la sconfitta su tutti i fronti: militare, economico e sociale. È quasi ovvio dire che tutto questo non sarebbe accaduto senza l’Ue perché, pur nella deferenza verso Washington, ogni Paese avrebbe potuto coltivare almeno un pezzo di politica estera e commerciale e non si sarebbe creata una nuova cortina di ferro che ci costringe ad essere la parte perdente.



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Significativo l’eploit dell’ethiopia, indicativo di una sinergia fra popolazione e governanti certamente. Tali risultati, ci umiliano, com’è giusto che sia. Pensare che li bombardavamo e gasavamo, come fossero inferiori. Potremmo chiedere perdono degli errori del passato e costituire un nuovo corso di scambi positivi.Abbiamo delle conoscenze che potrebbero essere apprezzate e fare da volano ad una presenza stabile con ovvi ritorni economici e di prestigio. Non è un dramma riconoscere di aver sbagliato. Non serve la Ue: è un percorso fra noi e loro, di accettazione.Nemmeno è soggetto a embarghi e dazi. Non è difficile ed è una strada fruttifera. E’ sufficente riconoscerlo, e lo stesso per altre realtà, idem per la Libia, il passato coloniale. Certo, bisogna inginocchiarsi, davanti al mondo. Mostriamo la dignità. Non ci chiamiamo Trump o Nethaniau. Nemmeno Meloni o Salvini.
E stesso discorso del parassitismo quale core business potrebbe essere condotto per Cina-Russia e Africa. Le medesime sovranità attingenti a risorse e mercati altrui, e i Brics hanno imparato a sostenersi vicendevolmente perché la crescita è obiettivo principe per schiacciare l’Occidente, quali reali sovranità e prospettive future possono avere se sotto scacco dei capricci altrui e dei cambiamenti ingovernabili?
Per chi crede in un disegno divino per l’umanità (non io) sarà facile capire perché la creatura umana sia stata confinata in questa periferia degli universi….con così tante limitazioni in ordine di tempo e di capacità da impedirgli ogni fuga e ogni possibile contaminazione del resto del creato.
Eccellente articolo che evidenzia senza possibilità di dubbio il declino del mondo occidentale.
Un solo appunto, l’Europa si trova in questa situazione non per un caso.
I leader che gestiscono questa situazione sono stati selezionati al peggio e non da ora, basta ricordarsi di chi ha sponsorizzato le carriere dei politici che oggi gestiscono le politiche del continente.
Harvard Crimson
Scuola del World Economic Forum
in forma minore ma determinante anche
London School of Economics
Bocconi
Senza contare le lobbies che selezionano e sostengono economicamente e con appoggi molteplici i politici sino a renderli marionette determinanti per condurre le politiche di interesse privato.
Se ogni forma di governo e tutela, dalla politica alla stampa, dagli armamenti all’industria, dalla farmaceutica alla robotica è in mani private, quale autonomia può avere un politico messo lì da quelle mani e per tutelare esclusivamente quelle stesse?
Si può ancora parlare di Europa e narrazione occidentale quando risulta ormai palesata la forza che direzione ogni scelta politica profonda e che è perfettamente condotta dal sionismo più radicale? Il disegno di distruzione della Ue, volto a tamponare la sconfitta militare contro la Russia, ultima di una lunga serie che procede quasi ininterrottamente dagli anni ‘70/‘80, è solo contingente a tenere in piedi il pachiderma USA, drogato dal petrolchimico e dall’ideologia di dominio….ma è solo per un po’: la carcassa europea non potrà sfamare che per qualche anno il bestione americano, poi sono necessarie altre vittime sacrificali. Sion ha fatto degli USA il suo avatar, ormai sono necessari l’uno all’altro per legittimarsi e sostenersi, uno il parissitato e l’altro il parassita che lo governa…..ma fino a quando?
In natura il parassita distrugge il parassitato,
Non c’è via di scampo,
L’articolo soprastante è molto esplicativo dei rapporti tra Brics.
Nel 2024 India ha esportato beni per 88 miliardi di dollari verso gli Stati Uniti, con un surplus di circa 45 miliardi; al contrario, gli scambi con Russia e Cina hanno generato importazioni ben superiori alle esportazioni (rispettivamente 60 e 100 miliardi di surplus a favore di Mosca e Pechino). È il segno di una dipendenza strutturale che riduce i margini di manovra di Nuova Delhi.
La sequenza di operazioni di calcolo relazionale tra Russia e Cina è chiamata espressione di calcolo relazionale che produce anche una nuova relazione come risultato. Il calcolo relazionale ha due varianti: calcolo relazionale tupla e calcolo relazionale di dominio .
Il calcolo relazionale delle tuple elenca le tuple da selezionare da una relazione, in base a una determinata condizione fornita. È formalmente indicato come:
{t | P (t)}
Dove t è l’insieme di tuple per le quali la condizione P è vera.
La variazione successiva è il Domain Relational Calculus, che a differenza del Tuple Relational Calculus elenca gli attributi da selezionare da una relazione, in base a determinate condizioni . La definizione formale di Domain Relational Calculus è la seguente:
{ | P (X1, X2, X3,… Xn)}
Dove X1, X2, X3,. . . Xn sono gli attributi e P è la condizione certa.
Quale infinito dolore provoca in noi questo inoppugnabile elzeviro… noi che già metà anni ’90 sentivamo neuseabondo olezzo di cloaca emanare da feto futura Unione Europea!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/