Un fatto di cronaca, anzi di cronaca nera, può scoperchiare uno degli abissi del neo liberismo e in particolare quello della sanità affidato esclusivamente a mani private che ovviamente fanno solo i loro interessi, come se la salute delle persone fosse una comune merce e non un servizio universale, ovvero uno di quelli che per la loro centralità sociale non possono essere trattati solo dal punto di vista costi – ricavi. Tutti ormai conoscono il caso di Luigi Mangione, ingegnere informatico di 26 anni e creatore di videogiochi, che si è costruito una pistola con una stampante 3d e ha assassinato l’amministratore delegato di United HealthCare, una delle più grandi società di assicurazione sanitaria degli Usa che opera anche in altri Paesi, Italia compresa.

Il gesto, secondo lo stesso “manifesto” di Mangione, quello autentico, non il falso che circola online, è una sorta di vendetta della pratica diffusa da parte delle assicurazioni sanitarie di risparmiare il più possibile, realtà sulla quale i medici si sono completamente assuefatti. Sulle pallottole utilizzate per uccidere l’AD di United, era stato inciso il metodo principe per evitare al massimo possibile il pagamento delle spese dei propri clienti, ossia Delay (ritardare i risarcimenti dovuti), Deny (ossia rifiutare l’assistenza in base a cavilli appositamente inseriti nei contratti) e Depose (difendere accanitamente il proprio operato in qualche modo truffaldino). Ci sono stati diversi film sull’argomento tra cui Sicko, un documentario di Michael Moore e L’uomo della pioggia di Coppola, ma tutti insistono sulle disfunzioni del sistema e non sul fatto che esse siano consustanziali al sistema stesso. La sanità gestita in modo privatistico non solo ha creato corto circuiti fra controllori e controllati come abbiamo visto nel caso del covid, ma ha fatto lievitare i costi fino all’assurdo e così gran parte della popolazione non può permettersi assicurazioni che garantiscano un tetto di spesa tale da affrontare malattie anche non gravi o quelle che richiedono cure intensive: una volta arrivati al limite del tetto di spesa, i malati e le loro famiglie sono abbandonati a se sessi. Se poi ci si aggiunge il tentativo di lucrare anche sulle prestazioni, si ha un quadro devastante della situazione reale. In questo caso l’inclusività a cui si finge di tenere in maniera parossistica si va a far benedire.

Tanto per fare qualche esempio concreto: per una visita da un medico generalista si spendono in media circa 600 dollari, per una visita al pronto soccorso si possono pagare fino a 1000 dollari, per un intervento chirurgico ci sono tariffe che vanno dai 65 ai 170 dollari al minuto (senza contare le spese delle cure, dei farmaci, degli esami e della degenza). Perciò per un semplice intervento di appendicite che a seconda dei casi può variare dai 40 minuti alle 2 ore, si possono spendere anche più di ventimila dollari più una cifra che varia dai 2 ai 3 mila dollari per giorno di degenza in ospedale. Un parto cesareo costa da solo 25 mila dollari, escluse le prime cure al neonato. È fin troppo ovvio che avere un’assicurazione sanitaria che comprenda la maggior parte delle evenienze sanitarie e che rimborsi il 90 per cento delle spese costa parecchio: più di mille euro al mese a persona che aumentano con il crescere dell’età. Vero, molte aziende forniscono polizze sanitarie ai propri dipendenti o quanto meno un contributo per pagare i premi assicurativi, ma si tratta di assicurazioni di base (chiamate bronzo e argento) che coprono solo il 60 per cento delle spese e prevedono unicamente visite mediche ed esami per cui spesso questo sistema non è sufficiente. Anche Medicare, che vale per chi ha compiuto i 65 anni. non copre tutte le spese mediche, l’assistenza a lungo termine o i farmaci e tra l’altro è supportata solo da una parte delle strutture sanitarie: per avere un’assistenza reale occorre stipulare ancora e sempre un’assicurazione privata integrativa.

Il risultato di tutto questo può essere condensato in una semplice notazione: mentre gli Usa hanno il sistema sanitario di gran lunga più costoso del mondo,

come si può vedere dalla tabella a fianco, sono molto sotto nella classifica sull’aspettativa di vita, arrivano solo intorno al 40°posto. Si tratta perciò di un sistema largamente inefficiente, oltre ad escludere un buon terzo della popolazione dalla possibilità effettiva di cure efficaci o al limite di qualsiasi cura. Certo il sistema di uccidere i capi delle assicurazioni sanitarie non è molto efficace in un sistema ossessionato dal privato e che di fatto demonizza qualsiasi intervento pubblico. Ma in qualche modo spiega perché Mangione viene visto da molti americani non come un assassino o un pazzo, ma come un vendicatore. Cosa di cui non ci rendiamo contro, assaliti come siamo da decenni di serie TV sanitarie americane che forniscono una narrazione ingannevole. Niente più di una favola.