Qualche giorno fa il governo ha firmato un atto di cooperazione con Kiev che di fatto però è un atto di guerra contro la Russia perché prevede un intervento automatico delle nostre truppe in difesa dell’Ucraina qualora essa sia in futuro di nuovo invasa. Sì, lasciamo perdere il ridicolo di tutto questo e il tentativo di un governo formato da imbonitori da bancarella di apparire duri e puri agli occhi del padrone ipotizzando però situazioni future più remote della galassia di Andromeda e di una straordinaria ambiguità o vacuità. Ma il livello del milieu politico è questo. Solo mi chiedo è valido questo accordo? Infatti come potete vedere qui il testo dell’accordo è esclusivamente in inglese che non è tra le due lingue ufficiali della Repubblica ovvero italiano e tedesco (per via dell’Alto Adige) e non esiste alcuna legge che obblighi i cittadini italiani a conoscere l’inglese, nonostante lo scandaloso atteggiamento servile nei confronti dell’imperialismo linguistico che viene perseguito ad ogni livello. E forse un giorno mi metterò d’impegno a dimostrare come tutto questo sia disastroso non solo per noi e per la nostra cultura, ma per la conoscenza in generale nel mondo occidentale dovendo usare una lingua tra le più rozze della panoplia indoeuropea, con una vocazione visibilmente commerciale e per giunta immiserita, svuotata dal ruolo imperiale che vuole svolgere.

Oggi mi limito ad osservare che non esiste un obbligo di conoscenza della lingua inglese anche per i membri del governo (molti dei quali si troverebbero in difficoltà) o del Parlamento o dell’amministrazione. Dunque esiste un accordo dalla lettura del quale una consistente parte dei cittadini italiani tra cui certamente alcuni del milieu politico, viene esclusa o comunque si trova a non poter valutare il testo approfonditamente. Certo questo avverbio è fuori luogo per la compagine di dilettanti allo sbaraglio (purtroppo solo nostro) che compone l’esecutivo, ma il fatto è formale: ha valore un qualsiasi atto della Repubblica sia esso interno o internazionale che non abbia il testo nella lingua della Repubblica? Qui non si tratta del fatto che l’inglese è una lingua ampiamente conosciuta, sebbene solo a livello turistico: qualsiasi lingua diversa dall’italiano sarebbe inaccettabile. Oltretutto c’è anche il fatto che l’inglese è così ambiguo che spesso i trattati importanti e seri hanno una versione in francese oltre che nella lingua del Paese o dei Paesi interessati. Certo capisco che sarebbe comodo scrivere leggi e disposizioni in qualche dialetto melanesiano per evitare la vergogna legata a tali provvedimenti, ma non credo che sia costituzionale.

Perciò quell’accordo non ha alcuna validità e nessuno, i cittadini e men che meno i futuri governi ne devono tenere conto. Sono solo melonate. E dire che questa gaffe offensiva per tutti viene da un ortaggio in scadenza che asseriva di voler difendere la sovranità e l’italianità: si vede che erano tutte bullshit.