La strage dei civili è certamente la dottrina centrale della Nato, derivando direttamente da quella angloamericana in essere dalla seconda guerra mondiale ( ma qualcuno potrebbe già ravvisare questo nelle guerre indiane oppure nelle imprese sanguinose della Compagnia delle India, la cui bandiera ispirato quella degli Usa) e perseguita durante tutti gli altri conflitti: colpire la popolazione civile significa demolire il morale del nemico e quindi favorire la resa militare. Spesso si tratta di una giustificazione razionale di un istinto e di una cultura o forse sarebbe meglio dire culto della violenza ben radicate. Ad ogni modo tale e dottrina ipocritamente respinta dalle opinioni pubbliche sul piano astratto  viene invece appoggiata attivamente ogni qualvolta ci si trova di fronte al fatto compiuto. In questi giorni ne abbiamo due esempi irrefutabili. Il  primo è costituito dalle rivelazioni della Bbc, accompagnate da documenti e testimonianze secondo cui Le forze speciali britanniche d’élite, conosciute con l’acronimo SAS (Special Air Service), hanno ucciso  sistematicamente e metodicamente centinaia di prigionieri afgani disarmati. C si è concentrati su una sola unità di queste forze speciali, e su  una sola missione svolta da novembre 2010 ad aprile 2011:  si può quindi immaginare il carnaio generale provocato dall’insieme delle truppe di sua maestà impegnate ad esportare democrazia e civiltà. Per sei mesi, questo distaccamento ha ucciso centinaia di afgani, che sono stati dichiarati d’ufficio terroristi. Gli autori del documentario si sono assicurati che almeno 54 di loro ci sono prove chiarissime del loro assassinio al di fuori di qualsiasi legalità. Stiamo parlando dell’omicidio a sangue freddo di prigionieri di guerra disarmati e dell’esecuzione di civili durante le incursioni notturne del SAS nelle case degli afgani. E tutti sanno bene che queste cifre sono soltanto la punta di un’ iceberg.

In un certo senso però la notizia non è nemmeno questa, ma il fatto che una volta mandato questo servizio non ci sono stati segnali di indignazione e di protesta, men che meno la richiesta di una punizione dei colpevoli, ma al contrario gli autori dell’inchiesta sono stati attaccati dicendo per aver messo a rischio i militari. Ora capite ben cosa significa da parte di questi degenerati sentir parlare di “moralità nella politica mondiale”. E la conferma di questo spirito e di queste attitudini arriva dall’Ucraina: come si sa i lanciatori di missili statunitensi Himars sono finora serviti non tanto per arrestare l’esercito russo che  si sta preparando a una nuova offensiva, ma s colpire i civili nelle città del Donbass ancora a loro tiro. Sappiamo dalle parole del ministero della difesa russo  Sergei Shoigu che lo stato maggiore russo la priorità alla distruzione di questi lanciatori e di chi li presidia  Ma il fatto è che a quanto pare che questi lanciatori di razzi non sono affatto gestiti da fanatici nazisti che si prendono la loro rappresaglia sui civili di cui si erano fatti scuso, ma al contrario da uomini del corpo dei marines vista l’impossibilità di imparare a manovrare questi strumenti complessi in poco tempo. Dunque sono ancora una volta gli americani ad ammazzare i civili e a commettere crimini di guerra. Pagheranno anche per questo e forse molto prima di quanto non immaginino.

E intanto cominceremo a pagare noi per primi perché difficilmente dopo il 22 luglio quando dovrebbe essere riparata dalla Siemens la turbina per  il Nord Stream 1, la Gazprom riprenderà le forniture: già nel giugno scorso aveva  dichiarato il suo esonero legale dagli obblighi di fornitura a causa di eventi di forza maggiore, cosa che secondo alcuni analisti preluderebbe a un’azione definitiva dopo  il ripristino dei motori di flusso. E sarebbe davvero il minimo privare di rifornimenti energetici chi ha armato e continua ad armare  l’Ucraina. Nel frattempo il sottomarino Belgorod ha preso il mare con i suoi siluri nucleari Poseidon che hanno un’autonomia di 11500 chilometri e possono devastare ampie sezioni di costa in qualsiasi parte del mondo. Non ci si può più fidare dei banditi, soprattutto quando fanno finta di volere la pace.