Un recentissimo studio svedese getta nuove inquietudini sul nostro futuro smentendo in radice le affermazioni tranquillizzanti e ipocrite dei produttori di preparati di mRna. Non è vero come sostengono Pfizer e BioNTech, ma anche gli altri produttori di preparati genici spacciati per vaccini che ” dopo la vaccinazione, l’mRNA entra nella cellula dall’esterno, migra direttamente nell’acqua cellulare verso il ribosoma, la cosiddetta fabbrica di proteine. Non entra nel nucleo cellulare. … e le proteine ​​​​spike vengono incanalate fuori dalla cellula nel passaggio successivo. ” Al contrario i ricercatori svedesi dopo uno studio sulle colture cellulari hanno riscontrato  che la proteina spike penetra nel nucleo cellulare e inibisce significativamente la riparazione del danno al Dna, e quindi la piena funzionalità dell’immunità adattativa. Perciò se  il danno al Dna non può essere adeguatamente riparato, ciò provoca un’indebolimento nei confronti di tutte le malattie causate da infezioni virali, ma anche su molte altre condizioni patologiche cancro compreso. Si tratta di nuove scoperte che illuminano di una luce sinistra i preparati genici e le loro conseguenze a lungo termine provocando un’alterazione dei sistemi di difesa immunitaria che in alcuni potrebbe essere permanente..

Ma ampliando il discorso, sin dall’inizio dell’era vaccinale venne respinto con furore il sospetto che l’ Rna messaggero inoculato con Pfizer e compagnia, avrebbe potuto influenzare il Dna. Gli enzimi della polimerasi nelle nostre cellule possono solo tradurre il Dna in Rna, ma non il contrario, dicevano i sacerdoti dei vaccini e ,l’orribile canea del coro mediatico prezzolato. Invece anche questo ora è in discussione e dopo due miliardi di dosi di vaccino si comincia a comprendere che le cose non sembrano stare proprio così,  si comincia a capire  che quella sicurezza era un errore o probabilmente l’ennesimo inganno. Nuovi esperimenti dimostrano che l’enzima umano chiamato polimerasi theta può anche copiare l’Rna nel Dna e quindi funziona in modo simile agli enzimi di alcuni virus. Questa capacità precedentemente non rilevata della polimerasi potrebbe spiegare come i frammenti genetici del coronavirus entrino nel nostro Dna in caso di infezione e ovviamente di vaccino, ma in quest’ultimo caso vi entrano in maniera molto più massiccia visto che il codice genetico artificiale e più protetto . Un gruppo  guidato da Gurushankar Chandramouly della Thomas Jefferson University di Filadelfia ha ora dimostrato che una polimerasi umana può anche tradurre i segmenti di Rna in Dna.  La cosa è piuttosto complessa,. ma per dirla in soldoni la polimerasi theta ha una funzione ibrida per cui può codificare da Dna a Rna e viceversa. I ricercatori ritengono improbabile che i codici genetici contenuti nei vaccini a mRna possano influire nel genoma umano, dal momento che per ottenere questo effetto è sempre necessario un cosiddetto primer per avviare la trascrizione inversa, e questo primer non esiste naturalmente, ma è stato aggiunto durante la sperimentazione. Non ho la competenza per poter valutare la consistenza di quest’ultima affermazione, ma rimane il fatto che una cosa ritenuta impossibile ( ammesso e non concesso che si dicesse la verità) meno di un anno fa adesso è invece risulta possibile sia pure a certe condizioni.

Ma si tratta di condizioni che possono verificarsi intenzionalmente, per esempio aggiungendo alle sostanze geniche iniettate anche il primer. Insomma al contrario di quanto ci hanno detto una modifica genetica può essere possibile e tutto sommato anche abbastanza facilmente attraverso l’ mRna, anzi la cosa potrebbe essere facilitata proprio dall’esperienza fatta con questi vaccini contro una malattia che è meno di un’influenza. Il pericolo viene dal fatto che ormai tutti gli organismi di controllo su farmaci e vaccini hanno abbandonato ogni etica medica e sono a disposizione del miglior offerente, pronti a mentire e a tacere come avviene ormai da troppo tempo: siamo di fatto del tutto indifesi contro una simile eventualità. La strada verso l’homo geneticamente modificato è aperta.