Caos non calmo: ostaggi di bugie e “bourloni”

Viviamo in un modo agli antipodi della ragione, in balia di forze e di logiche di cui vediamo appena le ombre aggirarsi nei media che sono poi le pareti della nostra caverna platonica e vittime di impulsi che non sappiamo controllare: l’apollineo mondo della scienza e dell’innovazione, lascia il posto a una vorticosa girandola di non sensi e di inganni, al gioco dionisiaco del denaro. Fino a pochi giorni fa era ufficialmente vietato parlare di qualsiasi trattamento medico per il Covid  che non fosse il vaccino e chi toccava quel tasto prendeva la scossa perché l’unica cura possibile doveva per forza essere il vaccino. Adesso dopo un numero infinito di effetti avversi, di gente che diventa positiva dopo il vaccino e di decessi che si cerca disperatamente di nascondere, la Pfizer ha pensato bene di ridurre la produzione adducendo strani problemi di ristrutturazione di cui nulla si sapeva prima, mentre Astra Zeneca  ha annunciato che è bene non usate il suo vaccino dopo i 65 anni, vale a dire nelle fasce d’età dove potrebbe servire. Ma contemporaneamente l’Istituto Nazionale della Salute statunitense ha tolto i divieti risalenti all’aprile scorso  sull’uso dell’Ivermectina un farmaco contro le infestazioni che oggi viene considerato molto efficace contro il coronavirus . E in tutto questo Bourla, presidente della Pfizer ci burla, dicendo che ci dovremo tenere il covid, perché ci sono le varianti del virus, ma soprattutto perché il suo quasi instant vaccino a mRna sembra essere un catastrofico insuccesso che si tenta in qualche modo di coprire per salvaguardare i protagonisti della commedia.

Se poi pensiamo che tutta la pandemia è stata costruita su test Prc del tutto fuorvianti soprattutto se usati proprio a questo scopo aumentando a dismisura il ciclo di amplificazione ( vedi qui ) possiamo comprendere bene la situazione. E a riconoscerlo è ora lo stesso Oms che sia pure con le consuete formule che nascondono le ritirate, ci fa sapere che bisogna accompagnare il tampone con una disamina del quadro clinico per capire se la positività è reale. Peccato che il quadro clinico sia assolutamente identico a quello dell’influenza e delle sue eventuali complicazioni. Ma è importante riportare le parole con cui l’organizzazione mondiale della sanità per renderci conto fino in fondo il livello di mistificazione che stiamo subendo: “La maggior parte dei test PCR hanno l’indicazione di ausilio diagnostico, quindi il personale sanitario deve considerare qualsiasi risultato in relazione ai tempi di campionamento, al tipo di campione, alle specifiche del test, alle osservazioni cliniche, alla storia del paziente, allo stato confermato di qualsiasi contatto e alle informazioni epidemiologiche.” Insomma adesso ci si dice  che il tampone sul quale è stata costruita tutta la saga pandemica e soprattutto i provvedimenti di isolamento e di segregazione, è solo un ausilio diagnostico e non un test diagnostico. Magari a qualcuno potrà sembrare una differenza da poco, ma in realtà c’è la differenza come tra il giorno e la notte, perché significa che il tampone di per sé non dice nulla e che il suo responso deve essere accompagnato da molte altre osservazioni ed esami. In pratica l’Oms decreta la fine del positivo asintomatico e di tutta la narrazione pandemica come si è svolta fino ad ora , anche se la cosa ovviamente non passa sui media mainstream, perché comunque la pandemia deve continuare fin che si può.

Del resto come si è sempre detto su questo blog la cosiddetta scienza in questa vicenda è sempre stata ancella del potere reale. Basti pensare che il Cdc americano, aveva valutato, dopo un disamina dell’intera letteratura medica sull’argomento, che le mascherine erano di fatto inutili al di fuori di particolari contesti, ma è bastato che il neo Biden, o meglio chi  decide per lui, esprimesse la volontà che i pubblici dipendenti portino la museruola, che  ha immediatamente cambiato idea e riallineato le proprie raccomandazioni “scientifiche” alle parole del presidente. La mia sensazione è che non si sappia più come uscire da una situazione in gran parte creata ad arte e con scopi politici: non si può certamente tornare indietro è scoprire così le trame della narrazione, né si sa come andare avanti visto che la situazione sembra cominciare ad incontrare ostacoli sempre più seri. Stiamo assistendo a una delle ultime commedie della globalizzazione a guida americana nella quale l’azione delle grandi multinazionali occidentali ha raggiunto l’apice, creando un allarme spropositato che direttamente o indirettamente ha fatto moltissime vittime e ne farà ancora molte altre per lo sfascio delle sanità pubblico e l’intento di tagliare ancora di più i loro fondi.

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