Stati generali di follia

Jheronimus_Bosch_011Il vuoto di governo e di idee è inversamente proporzionale ai ridicoli diktat epidemici e agli sconci affari su mascherine o vaccini che si stanno facendo. Ma il nulla è talmente denso, compatto che rischia di far inciampare Conte e l’esecutivo in qualcosa che sembra completamente alieno a questo ensamble di svenditori – grassatori  che ci ritroviamo, ovvero un po’ di verità: gli Stati generali indetti da chi ha scambiato Palazzo Chigi con una specie di Versailles urbana, la dice lunga sulle intenzioni: intanto ancora una volta si mette da parte il Parlamento che sembra ormai un orpello vintage in mano all’avvocaticchio pugliese come in una democrazia degli strascinati. Ma poi a fare la parte del leone dentro un’assemblea di assistenti fallimentari, compreso il povero Landini colpito da anni da una forma di amnesia progressiva,  c’è la troika al completo dalla presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, dal capo della Banca centrale europea Christine Lagarde e dalla direttrice operativa del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. Insomma tre persone che hanno già dato ampia prova di inettitudine, ma sul cui malanimo nei confronti dei ceti popolari e della democrazia si può sempre contare.

In realtà tutto sembra molto diverso dall’apparenza più mondana e spicciola di spettacolo offerto per distrarre gli italiani ancora mascherati e distanziati solo per tenere bordone ai più sfacciati affari sanitari:  si tratta di una specie di atto di vendita dello Stivale. Ciò che il governo vuole nascondere ovvero di aver messo il Paese in una condizione tale da essere ancor più della Grecia condannato alle cure dell’oligarchia europea e poi le balle stratosferiche sui miliardi a fondo perduto che hanno indotto molti clientes a fingersi cretini piuttosto che smascherare le chiacchiere, trovano la loro smentita proprio in questa costosa e inutile kermesse che in pratica simboleggia il passaggio definitivo della governance dalle istituzioni nazionali a quelle della finanza sovranazionale. Anzi qualcuno  ha paragonato questa mascherata con l’incontro sul panfilo Britannia dei grandi privatizzatori e svenditori dell’industria e del patrimonio pubblico del Paese che avvenne trent’anni e di cui fu protagonista Draghi. In quei giorni gli accordi sulla testa dei cittadini furono discretamente condotti in acque internazionali, al largo di Ostia, quasi che ci si vergognasse di ciò che si stava facendo e coincisero con il cambio di paradigma neoliberista che si attuò anche con Maastricht e per quanto l’Italia, con mani pulite che doveva fare fuori la gran parte della classe dirigente politica

Oggi non c’è più bisogno di alcuna segretezza, anzi  il contratto di svendita di ciò che rimane viene fatto con gli squilli di tromba, con gli orpelli di villa Pamphili e i pennacchi per rendere più alto e solenne il topolino di Volturara Appula che ha messo in scena questa vera e propria provocazione contro gli italiani per accreditarsi come il Duce della svendita sia dei beni pubblici come dei risparmi privati Non a caso manca il protagonista principale del Britannia, ovvero Mario Draghi, troppo intelligente per partecipare a riti indecenti come questo, ma che nell’ombra gareggia con Conte: chi dei due offrirà di più alle fameliche oligarchie europee che adesso si trovano a scontare una nuova crisi economica, ancora più forte di quella del 2008 e che per superarla devono gettare alle ortiche tutte la dottrina ordo – austeritaria, costringendovi solo i Paesi che non sono in grado ribellarsi?  Saranno gli italiani ad essere la rete di sicurezza in caso di caduta di  Deutsche Bank ? Questi sono gli interrogativi che ci dovemmo porre, ma a quanto pare il deficit di ossigeno dovuto alle mascherine rende complicato vedere questo governo nella sua reale dimensione, si preferisce vederlo come una possibile corte dei miracoli che può curare le piaghe causate dalla paura e dalla segregazione.  E si sta al gioco nonostante si possa intuire che le carte sono truccate.

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