Come Gates “vaccina” i giornali contro la verità

vaccini-ordine-sanitario-mondiale-vaccinazioni-globali-programma-vaccinazione-planetaria-nexus-magazine-121-2019In Francia è comparsa una notizia inquietante di cui naturalmente non è stata data notizia al gregge: la fondazione di Bill Gates, il vaccinator maximo, ha passato a Le Monde, il più prestigioso quotidiano francese, 4 milioni di dollari in cinque anni con l’obiettivo ufficiale di ”  informare e coinvolgere le comunità”  che è poi il piano generale di una delle attività della fondazione stessa, quella che va sotto il titolo di Global Policy & Advocacy, ovvero politica globale e patrocinio.  Le cifre donate al quotidiano, anzi alla sua sezione Africa  sono in dollari 299.109  nel 2014, 438.083  nel 2015, 516.601 nel 2016, 680.675  nel 2017 e 2.126.790  nel 2019 e non si sa a quale titolo siano state date. E nemmeno si sa per quale ragione siano stati versati 2 milioni al tedesco Spiegel come si è saputo qualche tempo fa.  Di certo non è credibile che la mega fondazione del vaccinatore ossessivo – compulsivo abbia foraggiato per motivi totalmente generici due soli fogli della grande stampa: si può facilmente arguire che i soldi devono essersi distribuiti praticamente ovunque attraverso le mille vie possibili ed è uno dei possibili motivi per cui  l’informazione appare così attaccata alla narrazione apocalittica di un virus parainfluenzale, in presenza di dati che ne smentiscono la gravità in maniera inequivocabile. Tuto per un vaccino.

D’altra parte la potenza di fuoco mediatico della fondazione è enorme visti gli intrecci con Big Pharma, con l’Oms e con Gavi,  ovvero l’alleanza dei vaccini, un formidabile complesso che adesso sta raccogliendo soldi dovunque (140 milioni solo dall’Italia) per fare un vaccino che non servirà a nulla, visto che il virus è estremamente variabile ed ha ad ora una trentina di varianti: ma diciamolo ci vuole ben poco a comprare la complicità di un’informazione che ormai vive di sovvenzioni, ma che è anche gestita da miliardari che fanno comunella con il modello Gates e a cui la crisi attuale porta solo grandi affari.  D’altra parte sono soldi ben spesi per il filantropo dei miei stivali che ne trae dei profitti indiretti enormi : le operazioni vaccinali, peraltro spesso mortali, di Gates in Africa e in Asia portano molti soldi con le sponsorizzazioni indirette di una miriade di multinazionali di ogni tipo da quelle agroalimentari ( Gates è anche il maggiore sponsor degli Ogm) alla Coca cola, le cui azioni sono possedute per miliardi da Bill, mentre da un’altra parte la Fondazione, insieme a Gavi opera in concerto e in associazione con il Pentagono per la vaccinazione universale, senza nemmeno citare i rapporti che Gates ha con i militari in altri campi come quelli per la modificazione climatica. A me fanno davvero ridere quei poveri lobotomizzati dalla nascita che cianciano di influenze apocrife della Cina, quando il Paese è stato praticamente distrutto per dare retta alle mire di uno reso folle dalla ricchezza e dalle manovre del deep state americano.

Peraltro qui non si tratta certo di complottismi: è ufficiale che Gates tramite una finanziaria che agisce dietro e al di sopra della fondazione stia investendo denaro nella costruzione di  laboratori industriali per la ricerca e lo sviluppo contemporaneo di sette vaccini contro il coronavirus. Una cosa che può apparire francamente ridicola viste le evidenze scientifiche sul virus, ma che è in realtà un grande affare, in relazione alla paura disseminata e al ricatto politico informativo del globalismo: per ogni dollaro investito in vaccinazioni nei 94 Paesi al mondo con il reddito pro capite più basso, il ritorno netto è di 44 dollari. Dunque basta poco anche per recuperare anche gli investimenti che paiono a fondo perduto e pure le “donazioni” per acquisire il consenso. Tutto questo non è affatto un segreto lo ha detto lo stesso vaccinatore folle all’Assemblea mondiale della salute di Ginevra: ” Finanziamo la ricerca e creiamo una proprietà intellettuale (leggi brevetti ndr) ragion per cui tutto quello che viene realizzato con i soldi della Fondazione finisce per produrre un ritorno economico:” Insomma il modello filantropico – ultracapitalista di Gates ha ben poco a che fare con la beneficenza e la generosità e molto invece con il controllo e in certi Paesi  anche con l’appropriazione violenta. Si tratta di un modello economico che è al tempo stesso un modello di controllo sociale e politico usato per mettere a tacere la democrazia e la pluralità di idee: il dominio istituito dagli “aiuti” o dalle azioni benefiche serve a creare nuovi monopoli e nuovi mercati, imbrigliandoli per sempre  E adesso tale modello, ripreso nelle sue linee essenziali da tutte le multinazionali,  comprese quelle della finanza, passa dalla sua fase sperimentale nel terzo mondo in Europa e nei Paesi sviluppati , facendo leva su paure ataviche e sul sonno a pagamento della ragione.

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