Bisogna dirlo, il ministro della difesa Crosetto, non è molto fortunato o forse assieme alla sua capa, non comprende bene le dinamiche trumpiane, ammesso che ci sia qualcosa da comprendere. Nei giorni scorsi aveva gonfiato il petto annunciando che l’Italia avrebbe mandato delle navi militari per proteggere il traffico commerciale nello stretto di Bab el Mandeb, cosa nelle sue intenzioni significava scavalcare in bellicismo il resto di Europa che pure sembra sia affamata di guerra.  Adesso sappiamo che lo ha fatto perché sembrava che Trump stesse preparando un attacco contro lo Yemen e gli Houti che di fatto lo guidano. Insomma si proponeva, assieme al governo melonifero di fare quella si chiama una bella figura presso il proprio padrone, anche se questo ensemble da orti di città non sembra abituato a farle. Le cose almeno nella narrazione ufficiose erano già in moto: si diceva che alcuni bombardieri a lungo raggio B-1 avessero sorvolato la Gran Bretagna e diversi aerei cisterna per il rifornimento in volo stessero sorvolando l’Arabia Saudita che dal canto suo aveva già annunciato una dura rappresaglia per l’attacco sferrati dagli Houti nei giorni scorsi, compreso quello contro l’aeroporto di Riad.

Invece niente: padron Trump ha improvvisamente cambiato idea a ha parlato di pace con gli Houti, forse perché l’Iran aveva annunciato attacchi di rappresaglia contro le posizioni e gli interessi statunitensi nella regione e probabilmente anche contro altri impianti petroliferi, dando un altro colpo alla questione energetica, già drammatica. Sapendo bene di non poter difendere quasi più nulla nella regione la Casa Bianca si è  insomma tirata indietro all’ultimo momento. Secondo il New York Times il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, leader de facto del regno e principale alleato nella guerra contro l’Iran, aveva telefonato al presidente per implorarlo, ancora una volta, di intervenire per contribuire a frenare l’avanzata degli Houti. Inizialmente Trump non era favorevole a scendere in campo, ma dopo aver parlato con il principe ereditario, ha cambiato idea e ha ordinato al Pentagono di prepararsi a raid aerei contro lo Yemen. Tuttavia a  mezzogiorno di domenica, il presidente sembrava aver fatto nuovamente marcia indietro. Non ci sarebbero stati attacchi aerei statunitensi contro gli Houti, almeno non per il momento, visto che la maggioranza dei suoi consiglieri era profondamente scettica o addirittura contraria all’ingresso dell’Arabia Saudita nella lotta contro gli Houthi. La decisione di rinunciare agli attacchi contro è arrivata mentre i comandanti avevano approvato le liste degli obiettivi, le truppe stavano caricando le bombe sugli aerei  statunitensi selezionati per le missioni e l’ondata di attacchi stava per iniziare.

È un ritratto drammatico della situazione in cui si trova l’amministrazione americana che si fa travolgere dagli eventi che essa stessa ha causato e vive in un vuoto pneumatico di qualunque strategia. Il giorno per giorno, forse anche il minuto per minuto è l’unica cosa di cui è capace. Così Crosetto che aveva tirato fuori lo spadino del miles gloriosus, ora lo può agitare vanamente nell’aria, magari nella speranza che laggiù dove si puote, si cambi di nuovo idea. Essere confusi come lo è la Casa Binaca è una cosa, ma essere confusi in qualità di valletti Il è imperdonabile.