Anna Lombroso per il Simplicissimus
Berlusconi ai servizi sociali, il pg in aula: “Se diffama ancora i giudici si revochi la misura alternativa”. Non so a voi, ma a me non è piaciuta la “diffida” di categoria, avrei preferito che la minaccia, peraltro non così crudele, di condannarlo agli arresti domiciliari in una villa sibaritica tra ancelle e giullari, prendesse corpo nel caso di esplicita ingiuria contro il popolo italiano.
Ma scaramucce per bande, risarcimenti, grazie, riscatti, riprovazioni, edificazioni, condanne giudiziarie, sulle quali siamo costretti a contare in mancanza di quelle della storia e anche della cronaca, e men che mai di quelle della politica, ci sfiorano di striscio, a cominciare dalle elezioni sempre più regredite a formali liturgie, retrocesse a conviviali e festose primarie, ridotte a riti inutili e ufficiose in previsione del definitivo svuotamento del potere di rappresentanza, tramite la conversione del Parlamento in Authority, in agenzia di nominati.
Sembreremmo in larga parte aver corrisposto alla volontà esplicita di trasformarci in passivi teleutenti, in letargici consumatori di talent show, che a questo si limiterebbe il confronto, la tenzone, perfino l’antagonismo, da esprimere sempre più stancamente col televoto. Sembriamo aver accontentato chi ci vuole svogliati spettatori che vedono la vita scorrere dal davanzale della finestra, sperando che non arrivi il proiettile anche solo virtuale di qualche cecchino, lo spruzzo di sangue di qualche scontro, il botto di una bomba, con l’auspicio di una politica sempre più invisibile, remota e distante che si faccia i fatti suoi, lasciandoci occupare delle nostre vicende personali, sempre più ristrette in un mediocre isolamento.
E infatti di noi, del popolo, non si parla nemmeno più, come si addice al dinamico leader, che preferisce pubblici di riferimento, target, lobby, segmenti con i quali colloquiare sbrigativamente, cui dare qualcosa per togliere qualcos’altro, da accontentare per scontentarne un altro. Non si preoccupa di essere impopolare, come rivendicava qualche suo predecessore, attuando misure “contro il popolo”, mica l’hanno eletto, il consenso se lo guadagna con la più elementare propaganda e comprandolo tramite l’abuso di illusioni sempre più miserabili, infilando intasca una mancetta, blandendo vecchi marpioni e offendendo mature saggezze. E in effetti chi sta affacciato sul corso del paese è contento se vede svolgersi sotto il balcone eventi da ricordare, se guarda scorrere veloce il traffico. E infatti il trafficante ci dà dentro, con la sua ostensione di fervore dopo tanta inerzia e inconcludenza, praticando un decisionismo “animale”, irragionevole e ignorante, animato solo dall’azione, dalla velocità inconcludente quando non nefasta che muove le decisioni e le scelte dell’imperialismo finanziario, gli investimenti e le speculazioni con cui multinazionali e gruppi finanziari spostano fortune da un capo all’altro del mondo, condizionando la vita degli stati e le nostre, in una nuova dimensione temporale nella quale la politica come ragionare insieme per il “meglio” e la democrazia sono inutili ostacoli da rimuovere.
Oggi a Roma un po’ di popolo manifesta, ogni giorno lavoratori scendono in strada, fuori dalle fabbriche o dai posti di lavoro, nei quali sono soli a difendersi con disperazione, ogni giorno malati e chi li cura dà vita a qualche protesta, ogni giorno consumiamo un po’ di meno per nuova povertà o paura. Ogni giorno qualcuno lavora di più e guadagna di meno, quando ha la fortuna di conservarsi un salario.
Sarebbe bene che chiudessimo le finestre e scendessimo anche noi in strada, per riprenderci il Circo Massimo presto affidato alle cure di avidi mecenati, come il 23 marzo del 2002, che ci ricordassimo la dignità degli operai della Fiat chiamati a un referendum il 22 giugno 2010, per scegliere tra la disoccupazione certa e la limitazione dei diritti. Potremmo perfino rimpiangere i girotondi in piena occupazione berlusconiana e rammentare il popolo viola il 5 dicembre 2009.
Non siamo vittime di una perversa mutazione antropologica noi italiani. È che è sempre più forte e diverso e lontano da noi quel corpo separato, ostile all’interesse generale, intento a risolvere solo i suoi problemi di sopravvivenza con i mezzi della soluzione individuale, del clientelismo, della violazione delle regole e della produzione di leggi personali, della criminalità sotto forma di mimesi o correità.
Noi siamo altro, ricordiamocelo per riprenderci dignità, lealtà nei confronti di una storia di lotte e conquiste: questo Paese non deve essere più fatto per loro.


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Sig. jimmiepdx, Lei non conosce il significato di nazione o lo conosce poco e, per non approfondire tira in ballo dei termini medioevali che mulla cntrano con la definizione di popolo o nazione… a me il suo sembra un’artifizio retorico, per sminuire le mie affermazioni, ma la sua retorica-polemica da quel poco che so , in tal modo è ben poco fondata…
Sa qual’è il problema , qui in Italia ??
Che presso taluni personaggi “de sinistra” ( io direi più propriamente sinistrati…), la parola è tabù…. ma detto tabù stranamente sta molto comodo “”” all’ occupante militare USA”””, lo stesso che ha interesse a mantenere in Italia una calsse politicante e dirigente del tutto mediocre, o tipicamente da paese coloniale… eh il tabù della Nazione appunto…
“ben difficile non rimanere parecchio, ma dire molto parecchio , una persona sana di mente come minimo diventa scettica e direi anche un po’ nichilista … ” qui sopra volevo dire “rimanere ( o diventare) scettici”…
“Se non sbaglio, vi si intralegge un certo scetticismo anarchico verso il potere delle istituzioni (inclusi i sindacati).” (si proprio inclusi anche i sindacati…)
Con quello che si vede dalle classi dirigenti in senso lato e politicanti qui in Italia, rispetto a quello che si può vedere in antri Paese all’estero, è decisamente ben difficile non rimanere parecchio, ma dire molto parecchio , una persona sana di mente come minimo diventa scettica e direi anche un po’ nichilista … Lei invece sig. jimmiepdx in cosa crede cecamente e che proviene realmente dall’Italia ??
Oggi pochi leggono e pochissimi scrivono. A meno che l’ “anonimo” appartenga alla CIA o simile (tutto e’ possibile, anche l’impossibile), quanto scrive fa cadere le proverbiali braccia. Non tanto per il contenuto. Se non sbaglio, vi si intralegge un certo scetticismo anarchico verso il potere delle istituzioni (inclusi i sindacati). Potere di apportare qualche pizzicatura (che sarebbe gia’ tanto) alle “autorita’” – per ricordar loro che c’era una volta, anche nel governo, un fattore di minima comune disonesta’. Vale a dire c’era un limite al livello con cui lo puoi mettere in culo al cittadino.
La critica dell’anonimo si riduce – a parte il riferimento gratuito allo stile (giustamente, se non ti piace non leggere) – alla presunta ipocrisia nel distinguere (o confondere) i termini di popolo e nazione.
Distinzione che, nelle circostanze, mi ricorda, chissà perchè, le roventi diatribe tra i teologi del Medioevo sulla differenza tra la consustantazione e la transustantazione. Viene in mente Dante,
La carne d’i mortali è tanto blanda,
che giù non basta buon cominciamento
dal nascer de la quercia al far la ghianda
…. un buon proposito iniziale (cominciamento), non dura nemmeno per il tempo durante il quale dalla ghianda si passa alla quercia. Nella fattispecie, il buon proposito dell’anonimo nella (ipotizzata) resistenza alla corruzione del sistema, non dura nemmeno il tempo per riflettere che “Semplicissimus” e’ animato dallo stesso buon proposito.
E sfruttando ancora Dante,
… pecorelle, che non sanno,
tornan del pasco pasciute di vento,
e non le scusa non veder lo danno.
Cioe’, il non accorgersi del danno apportato alla causa dimostra la loro leggerezza e l’ignoranza della situazione attuale.
http://www.yourdailyshakespeare.com
Sig.ra Lombroso se secondo i suoi canoni di democrazia e legalità dei commenti sul suo blog sono stalking allora proceda con la denuncia per stalking secondo i suo piu personali canoni di legalità ben poco o nulla democratici se non in quelle che sembrano pelopiù ciance che Lei con frequenza scrive a riguardo, d’altronde Lei che pubblica i suoi post, non deve preoccuparsi , conoscendola abbastanza ho già provveduto a leggerla con sempre meno frequenza, e mi saluti la sua legalità, concetto in genere non disprezzabile in genere , ma nemmeno mitizzabile come da la sensazione di fare lei anche indistintamente.
Qualche seduta per calmierare la sua supponenza o intolleranza ( poco democratica se non poco legale…) penso la dovrebbe fare anche Lei.
Ma i suo mito per la legalità ( quale ? di che tipo ? quella all’itaGGliana?) da dove le nasce ?
Fa mica parte di una famiglia , di “legali” ?
Ah mi interrompo subito non vorrei beccarmi una querela anziche una risposta ai miei commenti … comunque… buona llegalità signora Lombroso… dato che Lei sia poco propensa a scendere nei dettagli dei suoi discorsi, penso di aver capito che tipo di persona Lei possa essere, saluti.
attento anonimo, democrazia, legalità e anche gusto del confronto senza pregiudizi potrebbero denunciarla per stalking…ma a me invece viene voglia di pagarle qualche seduta, deve guarire da questo insanabile masochismo che la costringe a leggermi…
Ciao Carlo
..c’è forte crisi d’identità (..è umano, ma inaccettabile!), di aspettative, che inducono un Paese intero a cospargersi ulteriormente di sale… ancora e ancora sulle proprie ferite. Le ragioni di uno non soddisfano più quelle di altri; così interpretando, nella disperazione, si è arrivati alla desertificazione di un comune agire, con immensa soddisfazione per chi allo sfascio… sapeva già di anteporsi, con altrettanto sfascio. Buona giornata Anna. 😉
“questo Paese non deve essere più fatto per loro”… questo paese ( con la p minuscola…) è già fatto per loro, per una classe dirigente e politicante, intesa anche in senso la to, che è la peggiore d’Europa da almeno 20 anni…
a proposito di salari e di povertà del “popolo” ( ringraziamo anche stavolta i molto legali sindacati collusi e compiacenti con la contro parte…).
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=69786
trovo un po’ ipocrita il suo parlare di popolo piuttosto che di nazione, come trovo ridicolo il mito che lei sembra avere nei confronti della legalità , non meglio specificata , ne tanto meno implementata effettivamente magari in modo giusto ed equo…
in fine trovo i suoi post un po’ sciapi, ma accompagnati da parole altisonanti e discorsi aulici… forse è un mio problema personale… o forse il problema è il suo.