Tutta da ridere. Tutta da piangere. In termini giornalistici si chiamano pompini e dunque Renzi nuovo stagista del vecchio potere non si fa pregare e ostenta un incontro con Clinton a Firenze. Naturalmente Clinton nemmeno sa chi sia Renzi, ma viene a inaugurare un nuovo stabilimento Tecnogym a Cesena e a partecipare al Wellness Congress organizzato ormai da una decina d’anni dalla stessa azienda che produce attrezzi da ginnastica. Pagato a cachet come è d’uso per questi ex statisti che fanno un mucchio di grana presenziando a qualsiasi cosa purché corra il soldo. Lui, Blair, Schroeder inaugurano l’inaugurabile, fanno notizia, fanno pubblicità.

Ma siccome la Tecnogym è anche tra i finanziatori del sindaco di Firenze ecco che è bastato aggiungere qualche migliaio di dollari alla paga dell’ex presidente per farlo dormire a Firenze  e incontrare il town major in corsa per la presidenza del consiglio. Brunello e gigantesche fiorentine, naturalmente sul conto dei cittadini, acciocché topo gigio possa essere fotografato assieme a Bill. Meraviglia. Si tratterà dunque solo di un rapporto orale e  in questo caso non sarà nemmeno necessario mettere l’immagine nel freezer per usi successivi.

Capirete quello sfigato di Bersani ha incontrato solo Hollande, davvero non c’è storia. E chissà che invidia coverà in segreto Veltroni definitosi per anni clintoniano anche se non ha mai saputo cosa potesse significare. In realtà qualcosa vuol dire: Clinton e Blair sono quelli che hanno svenduto le idee liberal e laburiste al mercato della finanza e alle multinazionali. Ma questo è meglio non farlo sapere in giro, soprattutto prima di aver raggiunto il potere, poi non ci sarà nemmeno bisogno di dirlo tanto sarà evidente.

Del resto si sa che il Renzi ha una irrefrenabile passione per gli Usa dove è stato capace di spendere 70 mila euro per un viaggio di rappresentanza quando era presidente della Provincia, non facendosi mancare proprio nulla. E non solo: nello stesso periodo ha concesso 40 mila euro non a qualche università italiana, ma al Mit per far parte di una specie di consorzio volto a creare «una piattaforma unica di condivisione relativa allo sviluppo delle tecnologie digitali applicate ai contesti urbani». Chi ha una qualche dimestichezza con i linguaggi accademici sa che questa frase non vuol dire un ‘azzo e significa più o meno: “pagateci un buon  numero di pubblicazioni per le nostre carriere e qualche vacanza gratis”. Di certo Firenze non è più digitale di prima e  preziosi soldi per le nostre università sono finiti dove non ce n’è certo bisogno.

Ma sapete è così che si fa: lui milionario di famiglia grazie anche a lucrosi rapporti della sua azienda con l’universo berlusconiano, lui che manda in giro i suoi per chiedere contributi da 100 mila euro, ha avuto la faccia di chiedere alla “ggente” i soldini per mettere benzina nei suoi camper.  Mica è populismo, per carità:  è presafondellismo, la vera novità politica che ci attende. Garantisce Bill.