Anna Lombroso per il Simplicissimus

Circola grande ammirazione per l’esibizione di laicità del primo ministro: lui ostentatamente non ha baciato l’anello, la sua signora non ha indossato il merletto nero al cospetto del Papa.
Eppure – si osserva con compiacimento – vanno a messa tutte le domeniche. Eppure – si esulta – sono praticanti e osservanti.

Effettivamente il presidente pratica una attenta osservanza delle forme. E’ che forse dovremmo pretenderne di più per i contenuti.
Allora, sembra sia una assurda pretesa di carattere ideologico pensare che la fede cristiana sia anche militanza in Cristo e che quindi debba impegnare al rispetto della dignità, alla solidarietà che si esprime anche nella considerazione per i diritti degli altri, nella cura diligente per il loro lavoro e le loro esigenze.
Allora, sembra sia una ingiusta rivendicazione ritenere che chi vi si ispira debba guardare sempre anche nell’azione politica, a quei valori che integrano principi di pace, fratellanza, rifiuto della prevaricazione e della prepotenza degli uni sugli altri.

Ma al tempo stesso pare che da tecnici prestati alla politica a qualsiasi fede appartengano non si possa esigere ragionevolmente in tempo di crisi economica di occuparsi di qualità della vita e della morte, di inclinazioni, di benessere, di libertà, di riconoscimento di pari dignità alle inclinazioni, alle coppie comunque siano formate, alle opzioni che fanno dell’esistenza il modo libero e armonioso di stare al mondo, finche dura, appena un po’ oltre all’età pensionabile.
E poi certe iniziative sono di delega squisitamente parlamentare. Oddio, un po’ si e un po’ no: si devono per ora mantenere le province o non abbassare l’età che dà diritto alla cittadinanza se si è di nazionalità italiana (sovranità parlamentare), ma si può manomettere l’articolo 18 o esautorare un referendum sui beni comuni (sovranità governativa).
Pare che siano tutte inique speculazioni. Dobbiamo, si dice, lasciarli lavorare.

Il governo dei ragionieri salvaitalia rivendica una specifica missione, anzi una conclamata religione, di fare comunque quadrare i conti.
Quindi, il Presidente è libero di baciare l’anello, non ce ne adombreremo. A condizione però che non esoneri più la Chiesa dal pagamento dell’Imu. Rispettiamo il primato dei professori, a condizione che permetta anche ai nostri figli di diventarlo, grazie ad una istruzione pubblica che garantisca loro lavoro e gratificazioni e a noi di contare su professionisti competenti e preparati. E non gli imporremo di inalberare la bandiera multicolore della pace su Palazzo Chigi, a condizione che sospenda l’infame sperpero di denaro pubblico per l’acquisto di cacciabombardieri, per fare nel modo migliore la sua guerra contro gli sprechi.