Rosella Roselli per il Simplicissimus
Torno sull’argomento, mi scuserete. Ma mi dicono, nel vecchio latinorum tanto caro ai rappresentanti di Santa Romana Chiesa, che repetita juvant. Ieri, sempre su il Simplicissimus, avevo fatto appello all’arcivescovo di Milano Angelo Scola, perché si riflettesse sulla necessità di rinunciare ai privilegi di cui gode la Chiesa, segnatamente ICI e 8 per mille.
Non credo che l’Arcivescovo e gli altri esponenti ecclesiastici prendano in considerazione le richieste sacrosante, è il caso di dirlo, che vengono dai cittadini dello Stato Italiano, stato sovrano che li ospita a titolo gratuito. E probabilmente devo aver sbagliato nella scelta dell’interlocutore.
Me ne sono convinta leggendo le dichiarazioni rilasciate nella stessa giornata di ieri dal Segretario di Stato vaticano monsignor Tarcisio Bertone, a margine di un concerto nella basilica di S.Maria in Aracoeli in onore dei Cavalieri di Colombo, al quale ha preso parte insieme al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti su quale fosse il suo giudizio sulla manovra finanziaria presentata dal governo Monti ha risposto, seraficamente, che i sacrifici fanno parte della vita , dando così ai severi provvedimenti dell’esecutivo l’aura di ineluttabilità di una punizione divina e al ministro Fornero la possibilità di piangerci ancora su.
Mi accorgo che di fronte a questi argomenti c’è poco da discutere, da argomentare. Perciò, pentita per aver osato l’inosabile, rivolgo la mia richiesta al suo destinatario naturale, il nuovo Presidente del Consiglio prof. Mario Monti. Ricordo anche a lui, ancora una volta, che se è possibile rompere i patti con i cittadini, i lavoratori soprattutto, i contribuenti come egli ama chiamarli, a maggior ragione e per gli stessi motivi -la cassa, il pareggio di bilancio, il rigore e l’equità-, pretenda finalmente che la Chiesa faccia, al pari dei cittadini italiani, la sua quota di sacrifici, imponendole il pagamento dell’ICI su tutti gli immobili che la Chiesa sfrutta a scopo di lucro su tutto il territorio nazionale, oltre alla restituzione delle quote dell’otto per mille che siano state impiegate in attività (scuole, oratori, ospedali, residenze per anziani ecc.) che producono redditi mai interamente quantificati e per i quali non è stato mai corrisposto allo Stato Italiano alcun contributo.
Prevedendo se necessario le stesse sanzioni che a ciascun cittadino italiano verrebbero applicate nel caso questo non dovesse verificarsi. Perché se è vero che i sacrifici fanno parte della vita è anche vero che in questa vita prima che nell’altra ci sono regole da rispettare, per la Chiesa come per tutti.


RSS - Articoli


Si figuri io. Oltretutto non ho mai detto quello che lei mi attribuisce, sul divieto di versare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Per quanto…In merito alle leggi, certo ci sono, ma vengono largamente eluse, con metodi più degni di inveterati evasori fiscali che di uomini di chiesa. Cordiali saluti, Anonimo
Veramente è il suo commento ad evadere una risposta al mio intervento, precisandomi di errori secondari e frutto della fretta. Mi dispiace molto, perchè significa che l’intento di questo blog non è informare seriamente, ma sollevare animi a fini ideologici. Io le leggi me le sono andate a leggere una per una (vuole che gliele citi?). Lei?
Quanto alla firma, invitarmi a scrivere il mio nome è solo una violenza, ed una maniera per mostrare la sua debolezza di fronte alla discussione. Mi dispiace molto, ma non trovo stimoli alla discussione in una persona che risponde così.
volevo scrivere volta, naturalmente
Monti è Presidente del Consiglio, non Primo Ministro, caro Anonimo. Ti consiglio di informarti meglio, ANCHE su questo. Magari la prosima vola fatti riconosere, così ti rispondo
l’esenzione dell’Ici è riservata solo per gli immobili nei quali gli enti commerciali (anche laici) svolgono alcune specifiche attività, come recita la legge 222/1985. Enti “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenzial…i, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto”. Se una parrocchia possiede una pensione, una trattoria, un negozio o una libreria, paga l’Ici fino all’ultimo centesimo secondo la legge, anche se i suoi utili vengono reinvestiti a fin di bene. Quindi non capisco su cosa si faccia ancora polemica, soprattutto rivolgendosi al primo Ministro Monti. Cosa dovrebbe fare? econda cosa voglio ricordare che l’8 per mille si cede alla chiesa cattolica come a qualsivoglia entra che si vuole! Compreso lo stato? vorreste per caso impedire che si possa dare l’8 per mille alla chiesa cattolica. Solita campagna di disinformazione di questi servizi
Flavio, fatti dire dalla tua informatissima amica in quale misura le attività patrimonio di “tutte le realtà sociali” gestite dalla Chiesa, direttamente o indirettamente, vengano finanziate localmente dalle amministrazioni regionali e comunali, intanto. E se è a conoscenza delle rette che vengono fatte pagare per partecipare alle attività (sport, progetti, cure, ecc.) che vi si svolgono. Oltre tutto queste attività vengono di solito gestite da cooperative accreditate presso comuni e altre amministrazioni pubbliche che le finanziano. Per quanto riguarda il turismo religioso (foresterie, b&b, ricezione alberghiera-conventuale, ecc).il discorso è più lungo, ma anche questo dipende da equilibri territoriali variabili, non da normative precise e inderogabili
salve una mia amica cattolica praticante ha postato questo un po di giorni fa(Mi potete confermare o meno?): A questa notizia che gira in rete mi permetto di rispondere per quello che ci riguarda: Come sempre i luoghi comuni e l’ignoranza impera! Il Vaticano è uno stato indipendente (es. San Marino) con leggi e finanze proprie. Diversa è la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che sussiste sul territorio italiano e quindi è soggetta alle leggi italiane! Quindi i beni della Cei (chiese, conventi, oratori, mense dei poveri, scuole cattoliche…) pagano allo stato italiano i consumi di gas, luce, nettezza urbana..ecc.. l’Ici viene pagata dalle attività fiscali di proprietà della Chiesa, cioè dove si produce reddito fisso, (alberghi, scuole parificate, asili…) Sono esenti le chiese e le abitazioni dei sacerdoti e religiosi MA SONO ESENTI DA ICI ANCHE LE ATTIVITA’ SOCIALI DEI PARTITI, DELL’ARCI, DEL VOLONTARIATO…ECC… Quindi non è un privilegio solo della Chiesa ma di tutte le realtà sociali… che ricordo SI SOSTITUISCONO ALLO STATO ASSENTE IN QUESTI AMBITI!! COPIATE E INCOLLATE SE PENSATE CHE LA VERITA’ VADA DETTA TUTTA… E NON SOLO QUELLA CHE FA COMODO!!
è vero o no?