Daniela Micheli per il Simplicissimus

Alemanno è disperato: ha fatto il bilancio di quanto è costato al Comune di Roma la beatificazione di Giovanni Paolo II ed ha iniziato a mettersi le mani nei capelli e a strapparseli a uno a uno. 
Chiede l’intervento governativo per i 4,60 milioni di Euro spesi per la cerimonia e che ora pesano come macigni sul capitolo di spesa. Lo chiede a gran voce, teme di restare completamente calvo e dover ricorrere ai trapianti di cui il suo amico è ben avvezzo.
Io sono ignorante, lo so.
Ma poiché tale cerimonia si è tenuta in suolo vaticano, perché diavolo queste spese le deve sostenere lo stato italiano e cioè noi, che si creda o non si creda?  Da quello che mi hanno insegnato a scuola e che leggo ancora all’articolo 7 della Carta Costituzionale (che, nonostante il nonostante, non è ancora un rotolone in offerta speciale da supermercato), è uno Stato indipendente e sovrano, al punto che è esentato – mi risulta -, dal pagamento dell’ICI.
No, qualcuno me lo spieghi perché credo che a qualcun altro, come a me, questa faccenda sfugge proprio.
Oddio, vero è che la carità cristiana abbonda ed interviene in altro, ma che diavolo… basta, per favore, la questua è pratica cattolica e non laica.
Capisco che Alemanno è davvero un gran cattolico caritatevole, viste le pressioni che ha fatto nei giorni scorsi su immigrati e rom. Ma insomma..
Vabbè, potremo sempre dire che ci siamo guadagnati un angolo di paradiso e quando ci porteranno l’immancabile il caffè tra le nuvole, potremo dire un “l’hanno fatto pure santo, con i miei soldi”…