L’uomo dei tornelli, l’ennesimo riformatore del nulla, il bugiardo tascabile del Pdl, il fannullone, il raccomandato, il plagiario di pubblicazioni economiche, è anche un ometto volgare e di pessimo gusto.

Invitato a L’Aquila per raccontare le solite corbellerie governative, con l’aggiunta delle sue personali*, a L’Aquila distrutta e lasciata in macerie, non ha gradito il pranzo offertogli, troppo povero e dimesso per una simile personalità, forse senza nemmeno cameriere alla sua altezza, per mancanza di circhi nelle vicinanze.

E ha avuto il malgusto di lamentarsene: il pane era stantio, lo spek mediocre, l’ananas non so come. C’è un lungo grottesco, quasi sconcio carteggio tra il portavoce del ministro e il ristoratore che si è visto calare addosso 300 calabroni ministeriali affamati e non i 150 attesi, non riuscendo a soddisfare palati e pance .

Cosa si aspettasse Brunetta da un pranzo scroccato in una città terremotata e lasciata terremotata dal governo di cui fa parte, non è dato sapere. Forse il ministro fra le tante attività collaterali, è ispettore della guida Michelin, anche se dubito che i responsabili della “rossa” si possano fidare di un tipo del genere. Ma una cosa è certa: se nessuno al mondo si sogna di dargli il Nobel, a cui aspirava, l’Ignobel se lo è aggiudicato per molti anni di seguito.

Chissà se il portavoce sia anche impegnato a mandare lettere ai fornitori di escort sulla qualità della vitella tonnè. Non me ne stupirei vista l’aria da pescheria che circola in quel ministero. E del resto l’occhio di Brunetta non mi convince: forse, come per i branzini, è tenuto vivo con il ghiaccio o con la neve.

* Teutonica precisazione. Brunetta è andato a L’Aquila a vendere aria fritta. “La città sarà un laboratorio per l’innovazione con un progetto anti-crash che consentirà, anche in caso di sisma, ai servizi informatici di continuare a lavorare». Il povero ministro non sa che le reti dati furono inventate proprio come risorsa di comunicazione anti terremoto e anti bombardamento. In effetti sono già la parte più resistente delle strutture comunicative.