Si racconta che alcuni decapitati continuassero a muovere qualche passo anche senza la testa. E così il centro destra, nonostante i dubbi sempre più consistenti sull’attentato a Belpietro, continuano a vaneggiare di un ritorno del terrorismo di sinistra, mettendo insieme la sberla del duomo con il fumogeno lancianto contro Bonanni.

Non si sa se piangere o se ridere e soprattutto non si sa come faccia certa gente ad esprimere opinioni anche privata della testa. Ma proprio l’assurdità di questi vaniloqui fa capire che “là dove si puote” viene vista con favore la possibilità di creare un clima fasullo di paura e di emergenza fasullo per spuntarla ancora una volta alle elezioni.

Certo i media possono fare molto in questo senso e lo sappiamo, tanto più che la paura e  gli annunci ad orologeria sono diventati parte integrante delle strategie politiche in tutto l’occidente, ma potrebbe essere opportuno alimentare il clima con qualcosa di più concreto e di meno ambiguo del presunto attentato al direttore di Libero. E si sa che in questo Paese non mancano gli uomini che sanno cogliere i suggerimenti indiretti e concretizzarli.

Insomma in cauda venenum. E i colpi di coda del berlusconismo potrebbero essere micidiali.