Ma cosa ci sarà dentro quei Sacconi? L’eminente ministro racconta barzellette, forse per far dimenticare di essere egli stesso una battuta vivente. E lo fa con sublime gusto per giustificare lo scasso dell’ articolo di 18 e la libertà di licenziamento. Ha accanto Bonanni, il suggeritore e dice che non è così, che decideranno i sindacati se i licenziamenti ci saranno o meno. Basta dire di no e tutto ritorna come prima. Come se non si sapesse che il valore del lavoro è sotto ricatto.
La cosa è surreale. Al povero Sacconi, per spiegare la cosa salta in mente solo la storiella delle suore violentate dai briganti, tranne una. E quando viene interrogata sul motivo risponde: perché ho detto di no. Bonanni fa sì con la testa, forse perché come appartenente alla setta dei neocatecumeni, altra massoneria italiana, è un po’ come una suora.
Purtroppo però ai briganti non ha mai detto di no: né alla Marcegaglia, con la quale del resto si consulta più spesso che con il medico di famiglia, prendendo le ricette confindustriali per telefono né a Marchionne, né tanto meno al governo delle cui mire di divisione del sindacato è una colonna portante. Anzi, si è offerto toto corde all’amplesso. E si può stare sicuri che non combatterà certo contro i licenziamenti come ha fatto con i tre operai di Melfi.
No cari signori, non avete bisogno di ricordare incongrue barzellette: Sacconi ministro e Bonanni sindacalista sono già due barzellette. Di quelle vecchie e tristi che racconta Berlusconi.


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Un bel quartetto di pagliacci saltibanchi di professione e pure falsi eruffiani :Il nano burlone, Malanni , diavoletti , ed il ministro del lavoro denza orecchi bel quartetto di gran fi……….di p……….
La democrazia è la volontà di molti rispetto la volontà di pochi, inversamente cioè ciò che si sta verificando è TIRANNIA
Appoggiatevi con forza e coraggio al sindacato, ora serve più che mai, fate solidarietà.
Bisogna andare a tirare per la giacchetta certe persone che si fanno chiamare “onorevoli”
comunque Sacconi sta facendo un discorso ipocrita…mettere la tutela del posto di lavoro in mano ad un sindacato , certamente corruttibile, quando non giallo…NON È ASSOLUTAMENTE LA STESSA COSA DI TUTELARE IL LAVORATORE CON UNA LEGGE…LA TUTELA LEGALE DEL LAVORATORE È MOOLTO PIÙ EFFICACE !
…una balla da berluscones insomma…
rimettere i diritti dei lavoratori in mano alla volontà di alcune persone ( sindacati e datori di lavoro…) è un ritorno AL DIRITTO DI TIPO MEDIOEVALE…QUANDO NON ESISTEVA LA PREVALENZA DELLA LEGGE…QUESTI CI VOGLIONO FARE TORNARE AD UNA SOCIETÀ MEDIOEVALE…MAGARI DIVISA IN CETI…IN CASTE APPUNTO ( IO LE CHIAMO OLIGARCHIE POLITICANTI…) !!
Mi piacerebbe che l’art 8 fosse abbrogato solo per gli iscritti con Bonanni. Purtroppo non è così. Spero comunque che molti dei licenziati siano i suoi iscritti vermi.