Annunci

Archivi tag: mujaeddin

Le vacanze premio dei terroristi “buoni”

8708860-k0cB-U433501046509949dpE-593x443@Corriere-Web-SezioniC’è  stupore e incredulità per il fatto che i tre assassini del giovane toscano a Lloret de mar, siano circonfusi da un’immunità di fatto tanto che due di loro sono già stati liberati e passati in Francia dove vivono in qualità di richiedenti asilo perché minacciati da Putin e il terzo probabilmente uscirà ben presto, sarà fatto fuggire o nel migliore dei casi pagherà meno che per uno scippo in autobus. Troppo rischioso che parlino. Ma dentro questa tragedia c’è anche il dramma buffo di un’informazione mainstream che deve fare i salti mortali per non dire la verità, per non rivelare che i tre sono con buona evidenza terroristi professionisti, ma di quelli buoni,  che trovano tutto denaro, complicità e copertura in occidente. Sono presumibilmente mujaeddin ceceni tenuti in vita perché facciano di tutto per destabilizzare la Russia, compagni e analoghi di quelli utilizzati in Siria, forse figli di quei salafiti caucasici che vennero utilizzati inquadrati nella brigata internazionale islamica per la prima e la seconda guerra Cecena nel tentativo di mettere in crisi l’export russo di gas, amici di quelli che fanno decine di attentati e 200 morti all’anno in Russia senza che noi ne sappiamo nulla perché in fondo non ci riguarda, anzi riguarda il nuovo nemico appositamente creato, soprattutto dopo la vicenda ucraina e quella siriana.

Questa storia si iscrive esattamente in ciò che disse nel 2001 Noam Chomsky al Mit con diretto riferimento alla vicenda cecena, allora in corso: ” Come la maggior parte delle armi di morte, il terrorismo è soprattutto l’arma dei potenti: quando si sostiene il contrario ciò avviene unicamente perché i potenti controllano anche gli apparati ideologici e culturali che consentono di far passare il terrore per qualcosa diverso. Uno dei mezzi più usuali di cui dispongono per ottenere tale risultato è far scomparire gli elementi di disturbo per la loro narrazione: in tal modo nessuno se ne ricorda. Che cosa è il terrorismo? Nei manuali militari americani si definisce terrore l’uso calcolato della violenza a fini politici o religiosi, dell’intimidazione, della coercizione o della paura. Il problema di una simile definizione è che essa coincide abbastanza precisamente con ciò che gli Stati Uniti chiamano guerra a bassa intensità, rivendicandone peraltro l’uso. D’altronde nel dicembre 1987, allorché l’assemblea generale dell’Onu ha adottato una risoluzione contro il terrorismo ci sono stati solo due voti contrari: quello di Israele e degli Stati Uniti”.

Poi quando qualche scheggia impazzita, che trova tana temporanea in occidente si comporta come sa, anche in un contesto del tutto estraneo e in questo caso vacanziero, nessuno riesce a riannodare i fili e ci si domanda come mai questa gente possa farla franca. Che è la stessa domanda che si ci si pone quando si apprende che gli eminenti sauditi e gli stessi familiari di Bin Laden sono stati scortati fuori dagli Usa con tutti gli onori dopo l’11 settembre o del perché il congresso Usa abbia votato a suo tempo massicci aiuti nei confronti di quei terroristi anti Assad che in seguito hanno dato vita all’Isis e via dicendo. Certo questa di Lloret del mar è una terribile storia di cronaca, in sé non c’entra nulla col terrorismo, ma vi rimanda implacabilmente e in modo davvero inquietante per la narrazione complessiva di poteri che ci privano di libertà per darci sicurezza, quando sono essi stessi a creare e a mestare nel torbido. Del resto mentre in Cecenia si uccidono omosessuali a decine, qualche testa di gay nostrana pensa solo a manifestare contro Putin, con la solita fila di coreuti deficienti

Però non ci ricordiamo nulla di tutto questo: ormai amiamo l’oblio e le mezze verità. Ci adontiamo perché i nostri imbelli governicchi intenti ai massacri sociali su ordine dei poteri finanziari non abbiano fatto nulla per la faccenda Regeni quando il potente Obama aveva fornito le prove che l’assassinio del giovane era opera del governo egiziano. Ci piace mugugnare, ma non ci chiediamo come mai negli Usa (dove Regeni aveva studiato dalle medie in poi) si sapessero tante cose e come mai un governo con mille problemi serissimi era così perversamente attento alla ricerchina sui sindacati di uno studente di Oxford. Allora diciamo pure che ci vogliamo lucidamente mentire, che stiamo bene così, che possiamo persino plaudire con coscienza netta a Minniti e al suo lager libico pre elettorale. Che ci piace guardare impotenti e distratti come la folla di imbelli che si dimena nelle discoteche, si compiace delle frasette tipo baci perugina, pezzo forte dell’ideologia contemporanea e si mostra totalmente ignara del proprio futuro.

Annunci

11 settembre, dai complotti alla storia

1473605461-7089283-1Per una qualche ironia della storia che alla fine non risparmia nessuno gli eventi hanno dato ragione ai complottisti più spinti che in mezzo ai fischi dicevano che erano stati gli americani stessi a buttare giù le torri. A distanza di 15 anni molte cose sono ancora avvolte nella nebbia e di certo la verità non si esaurisce con l’inchiesta ufficiale peraltro oggi messa in dubbio da alcuni di quelli stessi che vi contribuirono, ma sta di fatto che la tesi dell’auto attentato è diventata se non fattualmente almeno storicamente vera nel momento stesso in cui gli Usa sono divenuti alleati e ufficiali pagatori dei supposti colpevoli. Al Quaeda, i cui uomini e il cui capo Bin Laden furono accusati di aver provocato il massacro dell’ 11 settembre oggi sotto il nome di ribelli moderati (e sotto altre sigle in Libia e nel resto dell’Africa) sono i protagonisti dell’assalto per distruggere la Siria. Anzi Al Qaeda e le sue incarnazioni locali sono ufficialmente alleati dell’occidente .

Insomma si è chiuso il cerchio che vide l’organizzazione terroristica nascere in Afganistan nel 1980 durante la presidenza di Carter e con la regia di  Zbigniew Brzezinski, come freedom fighters ovvero mujaeddin, grazie all’opera della Cia che raccolse, organizzò e armò, anzi in qualche modo creò il fanatismo mussulmano. Tanto che fu proprio nel periodo di formazione di Al Quaeda che prese vita il movimento talebano. In un documento recentemente declassificato dell’amministrazione americana e risalente all’87, si evince che tutto questo era già noto nei suoi significati, nelle sue conseguenze e nella sua cattiva coscienza: “Qualsiasi cambiamento nel modo di vita tradizionale è considerato sbagliato e le idee moderne, sia comuniste che occidentali sono viste come una minaccia …. I gruppi tribali resistono ai marxisti afghani e ai sovietici più per preservare le loro tradizioni che per combattere il comunismo. Alcune delle riforme che hanno irritato le tribù – l’ istruzione delle donne, per esempio – sono in conflitto con la percezione della tribù di ciò che è giusto …. Nei villaggi tribali, è nell’interesse degli uomini più influenti proprietari terrieri, capi religiosi, o entrambi,  respingere le riforme, specialmente quelle comuniste, che minacciano sia le loro proprietà sia il loro potere politico”.

Insomma ciò per cui ufficialmente si combatte in Afganistan con l’esportazione di democrazia è in realtà stato creato dalla stessa “democrazia eccezionale” degli Usa e  nel documento citato, come del resto in altri, si riconosce persino che la cultura che ora si vorrebbe cambiare era combattuta in maniera più radicale ed efficace dai laici afgani e dai sovietici contro i quali e per ragioni di pura strategia geo politica Washington opponeva l’organizzazione e l’armamento delle fasce più fanaticamente religiose prima esigua e ininfluente minoranza.  Quelle stesse che oggi giustificano la guerra della civiltà.

Dunque è assolutamente vero che l’assalto dell 11 settembre è stato in qualche modo un attentato interno: inutile chiedersi – come fa ormai persino Bloomberg – come fu possibile che gli attentatori potessero prendere il brevetto di volo in Usa, perché i caccia levatisi per intercettare gli aerei furono lasciati senza informazione, come mai edifici di quella mole siano inaspettatamente collassati cosa per la quale non c’è forse bisogno di pensare alla distruzione controllata, ma semplicemente all’uso di materiali inadeguati e non rispondenti alle specifiche, pratiche che conosciamo benissimo, né a tutte le altre teorie e considerazioni che si sono via via accumulate. Storicamente sono state forze suscitate dagli Usa, divenute incontrollabili e oggi di nuovo alleate di Washington in medio oriente.

In un certo senso è quasi emblematico che Hillary Clinton sia svenuta durante la cerimonia di commemorazione di ieri visto che lei è l’ideale e fanatica continuatrice di questa linea rosso sangue che si è dipanata per quasi quarant’anni. Il fatto che subito dopo il malore già si parli della sua sostituzione come sfidante di Trump squaderna uno spettacolo di drammatica crisi della democrazia made in Usa: un candidato democratico eletto a forza di brogli su quello della sinistra, che poi accusa Putin di rivelare i suoi documenti compromettenti  spediti e ricevuti con leggerezza ci dicono che di democrazia ne è stata esportata fin troppo e che in patria ne rimane ormai molto poca.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: