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Dopo la beffa il danno: in arrivo nuovi blocchi

Potrebbe sembrare una buona notizia il fatto che all’esame dei giudici di Bergamo ci sia anche un dossier dell’ex generale Pier Paolo Lunelli, il quale ha scritto protocolli pandemici per diversi Stati europei, secondo cui se si fosse agito secondo un piano pandemico adeguato a prevenire un’epidemia influenzale probabilmente avremmo avuto 10 mila morti in meno di Covid. E che ci siano stati grossi pasticci dovuti alla disorganizzazione e ai sempre maggiori tagli alla sanità non c’è dubbio, che si debbano cercare delle responsabilità è altrettanto sacrosanto, ma tutto questo alla fine tende ad accreditare una narrazione apocalittica  fatta di cifre che non stanno in piedi. Che senso ha dire che diecimila si potevano salvare dal tremendo virus quando ancora non sappiamo quanti siano effettivamente morti per Covid e non semplicemente con Covid presunto. Qui ci sono, come tutti dovrebbe sapere, ma si guardano bene dal sapere, due problemi di fondo: il primo è che la diagnosi con i tamponi è assolutamente priva di qualsiasi valore, vista l’enorme percentuale di errore e soprattutto il fatto che il tampone può rilevare catene di Rna appartenenti ad altri coronavirus, insomma è solo il primo passo di diagnosi differenziali che non sono mai state effettuate. Secondo il  Responsabile medico della Sanità canadese , tanto per prendere una fonte ufficiale, che può prendere le distanze solo relativamente, il tasso di falsi positivi è del 50 %. Il secondo problema è che da noi, come del resto in moltissimi luoghi che guarda caso hanno il maggior numero di infetti e di decessi ufficiali, la diagnosi di Covid comporta benefici finanziari non indifferenti per gli ospedali, i reparti e i singoli medici o paramedici: una situazione che compromette in maniera radicale qualsiasi criterio statistico creando una premialità nei confronti delle diagnosi.

Ora se prendiamo le 35 mila persone ufficialmente decedute per presunto Covid e le dimezziamo per tenere conto della percentuale dei falsi positivi, arriviamo a 16 mila 500, se a questi sottraiamo i 10 mila salvabili senza gli errori commessi, rimangono appena 6500 decessi in quattro mesi, una cifra inferiore dalla metà a un quarto rispetto a quella dell’influenza stagionale. Ecco perché la sollecitudine per altro obbligatoria, verso gli errori, tende però ad accreditare in qualche modo l’allarme e le successive misure di segregazione. Questo sta avvenendo su vari livelli un po’ dovunque e il movimento per cancellare le tracce dell’Apocalissi in un raffreddore è così evidente che quasi se ne sente il rumore. Del resto è necessario tenere le carte coperte perché le conseguenze economiche di un tentativo di ingegneria sociale surfetato su un allarme sanitario in gran parte costruito, sono in qualche modo fuori controllo: la ripresa ad agosto si è fermata, anzi è arretrata rispetto a luglio, segnalando che i guasti sono stati più profondi di ciò che si poteva prevedere e adesso tutti gli analisti prevedono che ci vorranno almeno due anni per riattingere i livelli pre Covid.  In queste condizioni ogni Paese ha i suoi specifici problemi, ma da noi, dove si è tentato disastrosamente di fare i primi della classe nella narrazione pandemica, l’unica speranza per il governo non è far cadere tutto l’apparato simbolico e informativo della paura per tentare una qualche vera ripresa, ma anzi continuare a prospettare l’apocalisse, con l’invenzione continua di storie fasulle, tipo quella dei cinque giovani ricoverati,  e la riproposizione delle segregazioni per nascondere la propria totale incapacità. Non può riaprire tutto per poi far scoprire ai cittadini che non è in grado di riaprire le scuole e che anzi soldi preziosi per l’istruzione sono stati scialacquati in orrende stronzate come i banchi su rotelle: è fin troppo chiaro che ci si appresta a dire che non ci sono le condizioni di sicurezza o magari si metteranno a breve regole per rendere di fatto impossibile l’insegnamento. E questo vale per molti settori strangolati dalle misure anti virus che dovranno essere abbandonati a se stessi visto che non ci sono i soldi per sostenerle in qualche modo. e che quelli millantati in realtà sono in gran parte nostri e per il resto non si sa se e quando arriveranno

Dunque aspettiamoci un nuovo blocco totale della attività, la creazione di nuovi comitati e task force formati da sedicenti esperti , nonché consulenze milionarie.  Così, questo governo di incapaci – protetto dal silenzio del Capo dello Stato – potrà continuare a sopravvivere, a dispensare consulenze milionarie a cialtroni di livello stratosferico e a fare di tutto e di più per zittire le critiche e comprarsi – come è avvenuto per esempio con Cremaschi – i cocci infranti di un pensiero di sinistra, regalando visibilità ( e dunque soldi) purché siano i banditori dell’ubbidienza: una visibilità che sarebbe venuta totalmente meno in caso di fedeltà alla ragione.   E tutto questo avverrà con la benevolenza dell’Europa dei frugali che non vede l’ora di mettere le mani sui risparmi privati degli italiani tramite la troika.


Lasciate ogni Speranza

Cattura3Carcere o manicomio per i positivi che non vogliono farsi curare o entrare in quarantena sulla scorta del solo tampone: forse qualcuno pensava che fossero battute di Zaia, dal quale ci si può aspettare di tutto, ma adesso le  stesse cose vengono riprese dal ministro Speranza dal quale al contrario non ci si può aspettare nulla vista la totale inesistenza del personaggio, ma dal quale almeno ci si poteva aspettare di non vedere l’imitazione del folklore più squallido e la presa in giro della Costituzione. Invece è accaduto Non voglio nemmeno perdere tempo a commentare sui “nuovi focolai in Veneto” ( 5 contagiati, al di sotto della probabilità statistica) o sugli indici di diffusione la cui entità è tanto più grande quanto minori sono i casi, ormai  non è nemmeno più il caso di far fronte alle menzogne numeriche che siamo costretti a sentire, né le idiozie sui tamponi e insomma su una epidemia a la carte che può essere modulata come si vuole, ma la banda del virus deve in qualche modo simulare la seconda ondata prevista che non c’è affatto stata e in prospettiva deve mantenere alti i livelli di allarme semplicemente perché non può arrivare all’autunno e al redde rationem disarmato del Covid: a parte gli affari sui vaccini che ormai sono conclusi e sui quali non si può più tornate indietro, si devono preparare ad affrontare una tempesta economica senza precedenti che essi stessi hanno provocato e non possono nemmeno pensare farlo senza questo alleato, con le sirene di allarme disinnescate. In questo modo si crea una sorta di circolo vizioso: più si preme l’acceleratore sulla paura, più si amplia il panorama del disastro economico e più si ha bisogno di mantenere l’allarme.

Ci vogliono in  manicomio o in carcere come se fossimo in una sorta di incubo, ma sono loro ad essere come topolini dentro un labirinto che ormai  non fornisce più scelte e vie di fuga: sono come il giocatore rovinato che non ha altra possibilità che continuare a giocare nella speranza di invertire il corso della fortuna, ma che comunque rimane al tavolo per rinviare il momento in cui dovrà affrontare il peso definitivo della sua rovina. Se a questo si aggiunge che hanno anche anche barato il quadro è completo. Se non fossero ormai prigionieri del gioco pandemico si accorgerebbero che mantenere alto l’allarme in mancanza di  fatti concreti ha molte probabilità di provocare una reazione di rigetto e di far aumentare l’area di scetticismo che è ampiamente diffuso, ancorché non sia rappresentato nell’informazione, anzi sia demonizzato. Ma non c’è via di scampo e lo si vede chiaramente dalla povertà delle misure di rilancio dell’economia che sono nient’altro che quattro soldi distribuiti a pioggia, speso con meccanismi assurdi e sempre con l’occhio di riguardo verso i ceti più abbienti del Paese. Tutto nell’attesa dell’impiccagione dell’Italia al Mes che è il futuro grande obiettivo dell’Europa dell’euro, ma che è anche l’obiettivo finale di questo ceto politico senza scampo.

Così si riducono a vivere di morti che come sempre continuano a morire per le più diverse malattie, anzi muoiono anche di più visto che l’assistenza sanitaria è stata praticamente abolita nonostante non vi sia più alcuna emergenza e persino i medici di base si sono fatti di burro. Naturalmente sperano di trovare un modo per non pagare ciò che hanno perso alla roulette della pandemia, ma alla fine, quando non serviranno più a nessuno avranno il loro Tso.

 


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