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Ostaggi

20160612_glider_0Arrivati alla fine dell’anno ci sono due notizie complementari che ci riguardano da molto vicino e costituiscono una nuova cattiva sorpresa: da una parte la concreta possibilità del trasferimento sul nostro territorio di altre 50 testate nucleari americane tolte dal territorio turco e trapiantate da noi e l’entrata in servizio dei primi sistemi d’arma ipersonici russi Avangarde. Si tratta di piccoli velivoli automatici, chiamati in gergo alianti, in grado montare  testate nucleari di potenza variabile dai 500 kilotoni ai 2 megatoni trasportati in gran numero da un missile balistico e capaci di arrivare a velocità di mach 27 a 50 chilometri di quota e in grado di variare in ogni momento obiettivo. Questo vuol dire che non sono  intercettabili da nulla per almeno vent’anni stando a ciò che dicono gli esperti militari  Alla fine del prossimo anno ne saranno schierati 480. Non è in fondo una sorpresa perché già i sovietici erano parecchio avanti nello studio della propulsione magneto – fuidodinamica e la maggior parte di queste realizzazioni anche in anni lontani sono avvenute in Asia. Per la verità gli americani avevano concepito più o meno lo stesso tipo di arma, ma otto anni fa le prove effettuate fallirono e adesso sono in grave ritardo. A questo si devono aggiungere il nuovo missile balistico cinese ipersonico lanciabile da sommergibili, lo svantaggio accumulato nelle difese anti missilistiche, la mediocrità di parecchi sistemi d’arma che molti Paesi sono in pratica costretti a comprare per dare soldi all’industria americana che è un esempio di corruzione quasi mistica.

Non c’è bisogno di dire che questo cambia profondamente il quadro strategico: gli Usa si erano illusi dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica di potersi comprare la Russia e probabilmente anche la Cina, neutralizzandole per sempre e invece adesso si trovano a dover fronteggiare una situazione nella quale i due Paesi di cui ci si era in qualche modo liberati per far risplendere l’impero monopolare, sono più forti di prima e soprattutto hanno dimostrato che con una frazione di quanto spendono gli Stati Uniti per un complesso militar – economico – politico elefantiaco, non soltanto sono in grado di tenere testa alla macchina schiacciasassi, ma anche di sopravanzarla con relativa facilità. Basti pensare che proprio quest’anno il Pentagono ha firmato un contratto per lo sviluppo di un sistema aliante a 5 mach e questo la dice lunga sulla situazione. L’uomo della strada rimbambito da un’informazione senza più ritegno, non ha la minima idea di questa situazione e di come le economie miste si siano rivelate molto più efficienti di quelle basate sul puro profitto privato. Di certo da qualche anno a questa parte gli stati maggiori della Nato sono letteralmente terrorizzati e la cosa migliore che hanno saputo produrre sono la russofobia e la cinofobia cercando di nascondere la situazione alle opinioni pubbliche occidentali e di armarle in sostengo di  un mondo irreale dove i golpe, i massacri le false guerre civili, vedi Cile, Bolivia, Siria, Ucraina,  sono la democrazia e dove i tentativi di fare il solletico alla Cina con Hong Kong o con leggende su presunte repressioni di popolazioni mussulmane senza nemmeno uno straccio di prova, sono un modo di mobilitare le coscienze perché esse non vedano il reale contesto.

Ma questo è un tema affrontato più volte, il problema più specifico per noi ( e anche di altri Paesi europei) è quello di essere prigionieri di un’alleanza aggressiva che tuttavia non gode più della tranquillizzante superiorità in cui ha vissuto negli ultimi trent’anni. Così non opponiamo la minima resistenza alla militarizzazione altrui del territorio e alla trasformazione dello stivale in un deposito nucleare  sul quale non abbiamo di fatto alcun controllo: diventiamo insomma e sempre di più un bersaglio da neutralizzare senza che però i padroni degli arsenali siano in grado di difenderli efficacemente e di difenderci. Eppure l’evoluzione delle tecnologie militari ha completamente cambiato le carte in tavola, anche al di là dei rapporti di potenza, senza però produrre un cambiamento di atteggiamento: addirittura l’Algeria oggi dispone di aviogetti russi di quinta generazione capaci di fare il tiro al piccione con il fallimentare F35, caccia studiato nel contesto del First strike e di fatto inutile nella difesa. Insomma siamo un po’ come quei civili messi a fare da scudo umano a causa di una lunga subalternità, mai messa minimamente in discussione. Una situazione che poteva anche avere un senso nel mondo bipolare del dopoguerra, ma che oggi sa diventando davvero improponibile, anche se il milieu politico non ha fatto altro negli ultimi 30 anni che caricarsi di sempre maggiori servitù sia militari nei confronti della Nato, sia economiche nei confronti dell’Europa alla tedesca. E  con un’opinione pubblica che ha sempre preferito vedere il dito piuttosto che la luna diventando un ostaggio con la sindrome di Stoccolma.


Il Clouseau del mondo

empire-suicide-squad-subs-cover-harley-quinnDa quando i Tomahwks sono stati lanciati sulla Siria ed è esplosa la superbomba in Afganistan  il gradimento di Trump è risalito dal 44 al 50 per cento e poco importa che i due terzi dei missili siano stati abbattuti o che l’ordigno afgano, usato in modo improprio solo per fare cinema, sia molto meno potente degli analoghi di cui Mosca dispone, che insomma il pugno di ferro inaugurato dal presidente, compreso l’invio della vecchia portaerei Carl Vinson mandata quasi sola davanti alla Corea del Nord per fare scena, denuncino piuttosto il degrado dell’elefantiaco sistema militar – industriale americano, colto di sorpresa dall’inatteso ritorno in campo della Russia e dalla straordinaria crescita di potenza della Cina. La constatazione è che ci troviamo di fronte a un Paese che ha ormai interiorizzato a tal punto la violenza e la sensazione che la sua eccezionalità la consenta sempre e comunque da rendere improbabile, qualunque sia l’amministrazione, una vera contestazione politica e popolare di essa che in realtà è comparsa solo quando i rampolli delle elites rischiavano il Vietnam.

I presidenti americani del resto hanno usato a piene mani le bombe per trarsi di impaccio, valga per tutti Clinton che al culmine dello scandalo Lewinsky, un giorno prima di dover comparire davanti alla commissione dell’impeachment, ordinò attacchi massicci sull’Irak lanciando 450 missili e uccidendo dalle 600 alle 2000 persone, immolandole all’altare della importante questione se un pompino sia o no un rapporto sessuale. La differenza è che nel dicembre del 1998 gli Usa non avevano rivali e qualunque loro azione non rischiava di accendere un conflitto globale che oggi invece diventa una possibilità concreta. L’amministrazione costruisce telefilm, le gente se ne ciba come se fosse Fast and Furious ma è del tutto evidente  nei vertici la frustrazione dei generali stranamore che sanno di dover rinnovare gran parte dello smisurato, ma goffo sistema militare prima di potersela vedere con lo snello ed efficace sistema  militare russo, peraltro non gravato fino all’assurdo dalle esigenze del lobbismo di mercato.

Sono cose che ho già ho avuto modo dire, ma che adesso prendono una consistenza diversa visto che sono in sostanza quelle espresse, anche se ovviamente in maniera più tecnica dal generale Dominique Delawarde ex capo della sezione guerra elettronica e pianificazione operativa dello Stato Maggiore francese ( qui ). Non si tratta solo di dati, constatazioni e opinioni,  non solo di un certo sarcasmo riguardo ala situazione delle forze americane nonostante un bilancio annuale di ” appena” 700 miliardi dollari, ma del fatto che attraverso Delawarde il complesso militare francese, ossia l’unico che in Europa abbia conservato una qualche autonomia rispetto alla Nato, comincia ad esprimere una seria preoccupazione per una situazione che pare sempre di più senza controllo e abbandonata ad azioni estemporaneo o peggio ancora  alla frustazione di “militari che si trovano più o meno a dover frenare insieme  i loro ardori e la  belva che hanno scatenato in Trump, nella misura in cui si accorgono che non hanno  i mezzi per le loro ambizioni”.

Il problema è però che trovarsi questa situazione di strapotenza e debolezza assieme significa dover alzare continuamente la posta, seminare caos e sovversioni, guerre e stragi, tenere sempre alta la tensione  e alla fine prepararsi per combattere una guerra fin da subito atomica come del resto risulta chiarissimo dalla volontà del ministro obamiamo Ashton Carter di rinnovare per primo l’arsenale nucleare, rendendosi conto dell’assoluta impossibilità di prevalere sul piano globale con le armi convenzionali.  Per questo è importante che il tema cominci ad essere posto in un’ Europa che sembra del tutto catatonica rispetto al proprio non felice destino in caso di conflitto e che anzi segue ogni più acefala avventura senza fiatare, come se non avesse compreso che il poliziotto del mondo è divenuto via via un crudele Clouseau globale che prima o poi farà esplodere le polveri.


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