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Finché c’è pandemia c’è profitto

Con i tempi che corrono e con la concreta possibilità  di essere messi di nuovo in gabbia, capisco che qualcuno per sopravvivere possa pensare di dedicarsi ad attività criminali, le uniche ormai, assieme a quelle finanziarie, ad avere qualche futuro, ma anche qui non bisogna commettere l’errore di indirizzarsi verso settori tradizionali ormai poco remunerativi e per giunta pericolosi come il controllo della prostituzione, lo spaccio di droga o il gioco d’azzardo: ci sono attività che garantiscono guadagni molto superiori e rischi davvero minimi. Anzi come per certi casi di criminalità organizzata può anche portare ad essere stimati e onorati come come benefattori.  Per esempio dovreste seriamente pensare di mettervi nel business delle mascherine, anche se sapete benissimo che non servono proprio a nulla e che colpirete solo i poveracci: pensate che una bobina di polipropilene con la quale potete realizzare 705 mila “museruole da Covid”  costa appena 600 euro e quindi la realizzazione di una mascherina da vendere a 50 centesimi vi costerà appena 0,0011 euro. Detto in termini più chiari con un solo euro ne potreste produrre 1175 da cui ricavare più di 23 mila euro vendendole a 20 centesimi al distributore. Oh certo poi dovrete mettere in conto altre spese, per materiali secondari, elettricità e  ammortamento per i macchinari a ciclo completo, ma si tratta di poca cosa: in Cina – praticamente l’unico Paese dove si producono i macchinari completi o i pezzi da assemblare – si possono acquistare “mascherinatrici”  per cifre che vanno dai 10 ai 100 mila dollari per una produzione di 160 mascherine mono uso al minuto. Più impegnativo è il discorso per le pezze da bocca più sofisticate  tipo quelle  FFP2 che comunque sono vendibili più o meno allo stesso rapporto costo – ricavo. Il governo svizzero ha importato dall’ex celeste impero una macchina capace di fabbricare 120 mila mascherine al giorno del tipo più sofisticato, le FFP2 appunto: è costata 800 mila franchi ( grosso modo 742 mila euro)  ma siccome queste mascherine vengono vendute a 10 -12 franchi ciascuna (anche 22 in caso per altro frequente di speculazione) l’ammortamento dell’investimento avviene in un giorno.

Insomma volete mettere? Con 70 mila mila dollari vi comprate una macchina che produce 120 mascherine monouso al minuto con sterilizzazione e confezionamento incluso: per cui potreste farvi oltre un milione al giorno con una spesa complessiva non superiore a quella di un’auto di fascia alta ben accessoriata. Se poi voleste acquistare anche una stampatrice di prezzo molto contenuto per fare la personalizzazione potreste vendere il vostro prodotto anche a due o tre euro al pezzo, decuplicando il profitto.  Questo con un ciclo di produzione di  8 ore al giorno, ma volendo fare una buona azione e sfruttare senza pietà qualche immigrato – così oltretutto dimostrate di essere accoglienti – potete anche andare avanti per 12 o 14 ore e sborsare appena un cinquantino al giorno che è il giusto salario dell’umanità in versione Soros.  Insomma i soldi veri, i miliardi a centinaia  si faranno con i vaccini, sempre che le grandi mafie del farmaco e della filantropia abbiano il coraggio di vendere a caro prezzo qualcosa di assolutamente inutile o persino dannoso come sembra emergere dal misterioso “incidente” occorso all’Astra Zeneca una delle maggiori aziende farmaceutiche in lizza per il vaccino ( vedi qui ), ma in ogni caso potrete arrangiarvi piuttosto bene così come tutti quelli che lavorano nella filiera che va dalla produzione mediatica della pandemia alla vendita dei supporti sanitari. Naturalmente adoperare il cervello sarebbe quasi gratuito e anche molto più efficace contro certe infezioni, ma si tratta di qualcosa che non è di facile reperibilità e oltretutto come si sa il suo uso è fortemente sconsigliato dalle autorità politiche e sanitarie le quali ritengono che il suo uso sia di per sé un abuso.

Ovviamente sarebbe bello poter campare onestamente di un lavoro che non sia semplicemente il risvolto parassitario di un inganno e magari anche non riempire il mondo plastica la cui produzione è aumentata a dismisura in questi mesi nonostante i riti apotropaici e solo parolai al tempio di Greta, ma come diceva Gabriel Laub in una società di mercato gli uomini onesti si lasciano corrompere in un solo caso: tutte le volte che si presenta un’occasione.


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