Non so se la Pasqua venga ancora festeggiata in America, probabilmente no, visto che proprio ieri notte è stato messo in atto un tentativo di invasione dell’Iran, nell’area di Isfahan, nel tentativo di impadronirsi di un luogo dove, secondo le indicazioni del Mossad, viene custodito l’ uranio impoverito, ma è stato respinto dopo uno scontro a fuoco. La stampa statunitense per carità di patria, ma soprattutto sotto choc, ha fatto finta di credere che si sia trattato di un’operazione per salvare uno dei piloti abbattuti sull’Iran, ma siamo di fronte a una serie di bugie concatenate piuttosto clamorose: la missione di salvataggio è infatti costata agli Usa due C 130 Hercules oltre a un A10, a un F15 e a due elicotteri BlackHawk. La narrazione è piuttosto divertente perché ci vogliono far pensare che per salvare un solo pilota siano stati inviati due velivoli capaci di trasportare ognuno 92 uomini con equipaggiamento completo, o un articolato complesso di uomini e mezzi blindati. Ma via, per queste operazioni, si utilizzano solo elicotteri, molto più adatti all’uso e che possono atterrare facilmente quasi dovunque. E che, tra l’altro, non sono poi molto meno veloci di un Hercules. Soprattutto si inviano nella zona dove è probabile che si sia paracadutato il pilota abbattuto, non in una zona distante. Ma c’è di più: in un crescendo di frenesia narrativa, viene riferito che i due velivoli sarebbero stati danneggiati, non si sa bene in quali circostanze e che per questo sono poi stati distrutti per evitare che gli iraniani se ne impadronissero. Sai che guaio, il C 130 è un ottimo aereo, ma risale alla metà degli anni ’50, non è proprio il top della tecnologia aviatoria. Ma quante palle.

Al momento è stato annunciato il salvataggio del pilota caduto, la cui ricerca ha evidentemente fatto da copertura a questa operazione fallimentare, anche perché cosa se ne faranno mai di bidoni di uranio impoverito? Era forse un’operazione dimostrativa? Sta di fatto che l’account principale su X delle forze armate americane che pubblica praticamente ogni pochi minuti qualche notizia, è silente da oltre trenta ore. La batosta deve essere stata piuttosto brutta e ancora non sappiamo quanti possano essere stati i morti. Per il momento non è possibile sapere di più, ma di certo gli americani non festeggeranno più la Pasqua ma di certo si avviano a conoscere l’inferno.