Si sarebbe tentati di vedere una correlazione o un segno del destino, come si diceva una volta, tra la morte di Giorgio Forattini e la notizia che l’ex ministro Brunetta, in barba a qualsiasi norma, prima si è dato uno stipendio di 250 mila euro all’anno come presidente del Cnel – cosa che gli sarebbe stata preclusa dalle disposizioni vigenti perché già pensionato d’oro – grazie ai fondi del Pnrr, sancta santorum delle spese inutili che ben presto dovremo ripagare a strozzo e pochi giorni fa se lo è aumentato di 60 mila euro. Il tutto naturalmente alla presunta insaputa di chi avrebbe dovuto far rispettare le norme e che oggi fa finta di stupirsi o di indignarsi, ma soltanto perché la cosa è venuta fuori. Così con grande gesto di generosità pelosa si è revocato l’aumento, visto il discredito che ha portato al governo, una storia che rassomiglia alle trame della Commedia dell’arte, con Arlecchino, Brighella e Colombina. Insomma la satira è ormai nelle cose, non c’è più bisogno di farla, non servono le vignette, i protagonisti di fatti e misfatti paradossali bastano e avanzano. E per Brunetta non c’è nemmeno bisogno di raffigurarlo come nano, cosa che Forattini ha fatto con Berlusconi e Fanfani, è lui medesimo la vignetta perfetta. Del resto le stesse querele e le pensose e penose sentenze di condanna che il disegnatore si è beccato, sono una intrinseca satira della giustizia italiana che, se fosse davvero seria, dovrebbe querelare se stessa. Per carità, molti magistrati, l’assoluta maggioranza, sono persone per bene, ma le mele marce o riuscite male emanano un tanfo tale che poi si è portati a rifiutare tutto il cesto.
Dunque viva la satira, almeno quella vera che di solito vale più di un discorso politico. Cionondimeno non posso nascondere un sempre maggiore fastidio nei confronti di chi ancora si illude che “una risata li seppellirà” e di chi tenta ad ogni costo di buttarla in ridere. Dietro questi tentativi, buoni o pessimi che siano, non si coglie più la capacità di fare dell’ironia un’arma, bensì un semplice rifugio per l’impotenza e per la rassegnazione. Ancor peggio si avverte la mancanza di valori e ideali politici dai quali lanciare strali agli avversari, per cui tutto diventa un semplice esercizio retorico – comico fine a se stesso. Del resto cosa ci si potrebbe aspettare da una contemporaneità dove domina incontrastato il giorno per giorno e che ha abbandonato ideologie e visioni del mondo, che ha fatto carne di porco dello stesso senso civico e dove si sente dappertutto suonare l’organetto tedioso e sgangherato del globalismo? La satira non è compresa nelle “regole della community” qualunque esse siano, ma che di solito consistono nel censurare ciò che non c’è negli ordini del giorno dei grandi pastori delle chiacchiere e delle greggi social. In effetti poiché il potere, come dimostra la linguistica o almeno quella che attiene alle lingue indoeuropee, è sempre in qualche modo associato al divino – nei tempi antichi in maniera esplicita, oggi in maniera subliminale – la satira ha il compito precipuo di scollegare questi due elementi: non è soltanto la critica a un personaggio, a una parte politica, a un evento, è principalmente quello di togliere l’ inconscia patina di collegamento col cielo che avvolge chi comanda. Ecco, ad esempio, perché Forattini deformava i personaggi della politica rendendoli mostriciattoli cui era negata qualsiasi possibile dimensione mitica: li riportava a terra che più a terra non si può.
Certo la satira a volte suscita una risata, tuttavia non è ciò che davvero conta, anzi questa è la parte meno importante, ma è proprio il mettere dei bastoni fra le ruote dell’atteggiamento di pronazione con cui il potere, di qualunque tipo sia o in qualunque ambito si eserciti, vorrebbe essere visto. Invece oggi si cerca solo la distrazione da un mondo che non si comprende e nemmeno si vuole comprendere, dove tutto è allo stesso importante e futile, privo di un centro di gravità che non sia il proprio narcisismo. Così la satira contro il potere è gestita oggi dal potere stesso, secondo le sue esigenze: ridete e sarete felici. Anzi spesso si ha la sensazione molto netta che un certo personaggio sia preso di mira non tanto per illustrarne i difetti o colpirne le malefatte, quanto per renderlo ancora più noto, quasi per conferirgli un’aura in apparenza negativa, ma comunque un’aura che lo solleva da terra, anche quando è proprio terra terra, una res nullius in qualche campo. In questo caso, la risata che ne consegue, è come la consacrazione nell’Olimpo delle persone che contano abbastanza per essere citate e prese in giro.


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Leone XIV: «La Chiesa è un cantiere vivo fondato sulla roccia di Cristo»
aNCHE IL PAPA FA SATIRA. dOPO QUELLO CHè SUCCESSO ALLA TORRE DEI ROMANI..
Cronaca, Editoriali, Interno, Politica
Marina Berlusconi, Giorgia Meloni, Elly Schlein: l’Italia della politica in mano alle donne. Se queste sono donne..
https://genius.com/Loredana-berte-non-sono-una-signora-lyrics
Visto che si parla di satira: al circo ci stan bene i nani con le “ballerine”…
non vedo in giro filmati e programmi che mostrano giovani donne contadine, artigiane, solo bimbette in selfie e pose idiote con miniabiti. poi si amentan se ci son ovunque solo zoccole e mantenute, specie in politica. Sembra che opzioni piu’ edi-ficanti non si addicano alle italiane.
Nessun aumento di prebende potrà mai compensare… scherzo di natura subito da questo grumo di fiele!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Non so se è satira oppure realtà, ma i tempi mi sembran maturi per la costruzione di un nuovo muro di berlino, dal baltico al mar nero, con vopos Nato armati e torrette di guardia, filo spinato con noi dentro, nuovi Ebrei concentrati con le nostre miserie, i pregiudizi. A sinistra l’oceano ed al sud il mediterraeo ad impedirci di invadere l’africa con i gommni. Ci penserebbero le motovedette libiche, in ogni caso. Così isolati, potremmo non far piu’ dell’altro male al Mondo che là fuori, vive, sogna, inventa il futuro.
E’ vero anche il contrario. Salvini ad esempio, serioso prova a costruire la realtà, invece fa satira al ministero ed alle forze del cosiddeto ordine (disordinato). Una macchietta che rende ridicola anche una deterrenza. Paghiamo dei tizi in dvisa che fan paura agli onesti e ridere chi delinque. Mai che arrestino un banchiere truffatore o finanziatore delle stragi di gaza o un brunetta che si autostipendia ed autoaumenta (no in statura, ne reae e nemmeno politica. Insomma, provocano i neri facendo i babbau e queli, nervosi sclerano , finendo al gabbio o morti sotto taser. Ecco che i giorni del calendario, fan a pugni col carnevale per giustificarsi…
Potere, è anche un poco volere ed io volli, alfieramente fortissimamente volli. Ed oggi, ancora mi nutro dei frutti dell’orto, freschi grazie a questa pazza stagione, cotti sulla fiamma, come una volta, accanto al gfatto che si gode il tepore, e qulche carezza, felice.
Stiamo bene insieme, noi. Ecco,, questo è potere.Il fuoco, è come la Vita: bella e scalda il cuore. Chi è fuori, bruci i soldi per scaldarsi giusto le mani…
sI CREDONO POTENTI, PADRONI DEL MONDO. SE LA GENTE GIRA LORO LE SPALLE, FINISCONO IN CERCA DI ELEMOSINA. Hanno tutto, in realtà non hanno niente.
Condivido pienamente l’assunto. Cosa fa costui per percepire 250.000 Euri all’anno ???????? Ma quanto lavora?????? Vediamo… 250.000 €. : 9,00 €/Hora = 27.778 ORE. Vediamo un Po…. in un anno di 365 giorni x 24 HORE lavorative al Giorno fa …8.760 …. Qualcosa non torna. Propongo di dargli la paga di una rispettabilissima donna delle pulizie ed una corda col cappio. Sono indignato di vedere e sentire di questi soggetti Garzoni di Silvio che da un posto pubblico saltano all’altro prendendo per il ” KULO ” Noi Italiani e si sentono onnipotenti. Sono tutti uguali….. o non l’avete ancora capito ???? CAPITTO MI HAI ??? Due anni fà ho buttato nei bidoni la tessera elettorale…MI FANNO TUTTI SCHIFO
lELE, NON HAI PERSO NULLA, ANZI, HAI GUADAGNATO DEL TEMPO Libero e la tua indipendenza di pensiero. Son 40 anni che non vado a votare e non mi pento di certo. Se fossero vere, le elezioni, magari…
Forattini si rivolterebbe nella tomba.
È da un bel po’ di tempo, signor Simplicissimus, che il potere si è staccato dal Cielo. E la satira antica e meno antica non ha fatto altro che sottolineare agevolmente questa condizione, dato che si trattava e si tratta di evidenza. Diciamo che da qualche secolo, da quando l’uomo si è rinchiuso (o è stato rinchiuso) nella sua umanità (vedi umanesimo), prevale l’errore «to mistake bigness for greatness», come sintetizzava magistralmente James Bryce in “The American Commonwealth” (1888) riferendosi ad un epoca e ad un popolo purtroppo a noi molto vicini. Da qui molte aberrazioni del mondo moderno.
Molto ci sarebbe da aggiungere, ma quello che conta è constatare che qualcuno c’è ancora in giro che sa mettere le cose, e le parole, al loro posto. Spiace che anche i migliori come Il Simplicissimus siano affetti da quel materialismo storico, una delle tante conseguenze dell’umanesimo, sotto la lente del quale, tutto viene distorto ad uso della mentalità imperante che considera il potere come un qualcosa di esclusivamente monetizzabile.
Come ex dipendente INPS, vi assicuro che il doppiopesismo del potere impazza….