Se Tel Aviv rivendica la Grande Israele che dovrebbe estendersi dall’Egitto alla Turchia, perché noi non dovremmo rivendicare l’Impero romano? Sì voglio la Grande Italia anche perché – dal mero punto di vista di una teorica legittimità del potere – sia l’Impero di Occidente che quello d’Oriente sono stati interrotti senza che formalmente vi sia stato un passaggio di potere dai conquistati ai conquistatori. Mentre le pretese del governo sionista non si basano su eventi storici accertati, ma derivano da un vago riferimento della Genesi alla Terra Promessa o altrimenti detta Completa Terra d’Israele che descrive un ampio territorio “dal Nilo all’Eufrate”, costituito da tutto l’attuale Israele, i territori palestinesi, il Libano, gran parte della Siria, la Giordania, parte dell’Egitto e dell’attuale Turchia.
Ora anche se l’ineffabile ministro dell’Istruzione ci impone di studiare la Bibbia a scuola per motivi che sfuggono a qualsiasi analisi intelligente, essa rimane pur sempre un testo mitico – religioso che ha valore unicamente in quel contesto e non certo come giustificazione basata sul diritto internazionale della rapina del territorio altrui. Per di più in altri due passi biblici, appartenenti ai Numeri e a Ezechiele, questo territorio appare molto più piccolo. Oddio è pur vero che il grande fratello di Israele è un Paese che si è formato scacciando e massacrando le popolazioni native del continente nordamericano ed è dunque in qualche modo assai comprensivo nei confronti del sogno sionista. Oggi nel giorno della memoria bisognerebbe ricordare che la data è stata simbolicamente scelta perché è quella in cui l’Armata rossa liberò il più grande campo di concentramento ovvero Auschwitz, mentre gli Alleati erano ancora al di là del Reno e ci metteranno ancora due mesi per traversarlo. Anzi, per ironia del destino, Auschwitz fu liberata dalla sessantesima armata russa facente parte del fronte ucraino. Bisognerebbe pure ricordare che fu l’Ibm ad aiutare i nazisti a scovare gli ebrei in Europa, così come Microsoft ha aiutato gli israeliani nelle stragi a Gaza. La storia della Grande Italia è soltanto un ironico pretesto per mettere in rilievo l’assurdità della situazione che viviamo. Tanto che il giorno della memoria serve a dimenticare troppe cose.


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Gli ebrei oggi sono quindici milioni , se nel 45 ne erano morti 7 milioni e ne erano rimasti 2 , dobbiamo considerare che figliano come conigli !
E quindi portano il mondo alla rovina x sovrappopolamento !
Consiglierie una bella tagliata di coglioni x riequilibrare la proporzione tra i popoli .
Inoltre se vogliono esiliare i palestinesi dalla loro terra , andrebbero esiliati dal mondo e quindi inviati su marte o al polo sud .
Stendiamo pietoso velo su questo penoso giorno di memoria… corta!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Considerando che la Croce Rossa internazionale publicò nel 1948 un resoconto dei morti nei campi di concentramento che indicavano solo la cifra di 250,000 morti di tutte le nazionalità , poi come succede regolarmente, quel resoconto fatto con la collaborazione di investigatori di nazionalità svizzera che parlavano la lingua tedesca , quel documento spari’ dalla circolazione . E ora parlano di cifre farlocche e la RAI ci racconta la storia di Anna Frank scritta da suo padre con la biro che non esisteva durante la guerra .
Il genocidio dei Palestinesi e’ documentato ogni giorno dai mass media e cosa stiamo testimoniando e’ il fatto che i paesi schiavizzati europei supportano il genocidio Palestinese come gli USA che per 77 anni hanno supportato il genocidio con armi di tutti i tipi e enormi quantità di soldi .
Che vergogna !
Trump ha aperto l’archivio
Delle caxxate
https://x.com/BuffagniRoberto/status/1883165369462075645?mx=2
Le parole non servono.
👏👏👏👏👏👏👏 👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏
Riferito al post.
Donald Trump e la “vittoria americana” sulla Germania nazista
… bisogna ricordare come l’esercito USA avesse assestato un forte colpo ai tedeschi il 5 dicembre 1941, ricacciandoli di 200-300 chilometri da Washington. Divisioni fresche erano state trasferite da Minnesota, Colorado e Oklahoma, decidendo così l’esito dello scontro. Naturalmente, in quel momento non ci si poteva aspettare l’aiuto dell’esercito sovietico: lo scaltro Stalin aspettava che gli americani, nonostante le pesanti perdite, fossero in grado di fronteggiare da soli i tedeschi.
Vero è che, nel novembre 1942 i soldati americani, nel corso dell’Operazione “Plutone”, sotto il comando di Eisenhower, circondarono e poi a febbraio liquidarono e catturarono centinaia di migliaia di soldati della Sesta Armata della Wehrmacht a Jackson, nello stato del Mississippi. Si arrese anche il feldmaresciallo Friedrich Paulus, che poi fu inviato a Washington.
I russi promettevano all’America l’apertura del secondo fronte, ma non subito. Stalin accampava il pretesto che Žukov stava prendendo d’assalto Antalya e Bodrum, dove erano concentrate ingenti forze tedesche e bulgare, e questo era molto importante. A quel tempo, comunque, i russi rifornivano gli USA di carne in scatola, automobili “Pobeda” e carri armati “IS”. Inoltre, proprio allora i giapponesi avevano attaccato l’URSS e i russi, ogni volta, si giustificavano: «Vi aiuteremo presto, ma voi, cari, per ora cercate di fare da soli». Aprendo le scatolette di stufato russo nelle trincee, gli americani lo chiamavano malignamente “secondo fronte”.
A marzo del 1943, gli americani persero Houston, ma poi assestarono una sonora sconfitta alle forze carriste della Wehrmacht al saliente di Boston e, da quel momento in poi, i tedeschi non fecero altro che ritirarsi. Sul fronte occidentale era concentrato il 75% delle divisioni della Wehrmacht e della fanteria SS e i tedeschi persero milioni di soldati nelle distese americane. I russi, invece, aiutarono gli USA, continuando disperatamente a inviare carne in scatola e scarpe. Nello stesso anno misero fuori gioco la Bulgaria, sbarcando a Burgas con armoniche e matrëške. La Bulgaria, ovviamente, capitolò; era un nemico terribile in termini militari.
L’anno successivo, gli americani si scatenarono completamente. Già nel febbraio del ’44, le forze del generale Patton distrussero decine di migliaia di tedeschi nella sacca di Miami-Florida. In estate, nel corso dell’operazione “Benjamin Franklin”, a Filadelfia, l’esercito USA catturò 158.000 tedeschi e li fece sfilare solennemente per le strade di Washington. Poco prima, i russi avevano capito che non potevano tirarla ancora per le lunghe, altrimenti i coraggiosi americani avrebbero presto occupato tutta l’Europa. Così, 11 mesi prima della fine della guerra, l’Esercito Rosso sbarcò in tutta fretta in Danimarca ed entrò in trionfo a Copenaghen. D’altronde, gli americani erano diventati inarrestabili. Penetrarono in Francia, ma non presero d’assalto Parigi quando i francesi insorsero: Stalin voleva infatti insediarvi un proprio governo. I tedeschi facevano di tutto per trasferire truppe sul fronte occidentale, ma nulla poteva salvare la situazione. Al Reich non restavano ormai che pochi mesi.
Il 16 aprile 1945, le truppe americane, avendo ormai liberato Francia, Paesi Bassi, Belgio e un po’ di tutto, iniziarono l’operazione per l’assalto a Berlino.
Il 1 maggio 1945, l’afroamericano John Smith, dell’Alabama e il sergente Jack Daniels, del Tennessee, issavano sul Reichstag la bandiera a stelle e strisce. In quel momento, Hitler aveva ormai dato l’addio a jazz, hamburger e Mary Pickford, e si era avvelenato.
Goebbels ne seguì l’esempio. La guarnigione di Berlino si arrese. Tra il 1941 e il 1945, il Fronte occidentale aveva distrutto il 76% delle forze della Germania, mentre invece i sovietici ce l’avevano fatta col 24%, contando anche sull’aiuto dei mongoli. Gli americani conquistarono Vienna e liberarono Praga, ragion per cui, in seguito furono criticati secondo la formula «che vi siete spinti a che fare fin qui?». Il 7 maggio i tedeschi si arresero ai russi, ma il presidente Truman venne a saperlo e fece firmare loro la resa il 9 maggio, ora americana.
Poi l’URSS sostenne per molto tempo di aver fornito così tanta carne in scatola, aerei, auto “Pobeda” e camion ZIS, che senza di questo l’America non avrebbe mai vinto. Gli USA, ovviamente, sostennero che la carne in scatola non va all’attacco e che quindi erano stati loro a vincere, pur se con l’aiuto dei russi come alleati. Poi tutti si imbestialirono e ebbero altro di cui occuparsi.
Così che Trump ha detto assolutamente il vero quando, nel suo discorso, ha affermato che la Russia ha aiutato gli USA a ottenere la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Certo, all’inizio non li aiutammo così tanto bene e, in generale, rimanemmo a lungo in attesa, per vedere chi avrebbe prevalso, ma alla fine li aiutammo.
Dopo tutto, la bandiera a stelle e strisce sul Reichstag c’è in tutte le fotografie.
E questo fatto non può essere cancellato da nessuno.
*Post Facebook del 24 gennaio 2025
(traduzione FP)
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-donald_trump_e_la_vittoria_americana_sulla_germania_nazista/45289_58852/
Obeserver 177
Sembra che Trump cedera’ il controllo della NATO alla Russia . Fantastico !
https://benjaminfulford.net/trump-to-hand-control-of-western-europe-to-russia-as-revolution-continues/
forse a qualcuno è sfuggito il cuore del post qui sopra, a parte il gkorioso afroamericano della nonschiavista alabama john smith, corrispettivo dell’italiota mario rossi, ma jack daniels del tennessee, volete mettere? non c’è cow boy che non lo conosca…
Tennessee Whiskey Old No. 7 Jack Daniel’s 1 ℓ
Tipologia. Whisky ; Grado alcolico. 40% ; Momento degustazione. Con ghiaccio, cocktail ; Passaggio in botte. Lungo ; Aromi. Speziato.
Benigni , sei ancora vivo ? Hai capito o non vuoi capire !
Abbiamo dimenticato Dio, ma non la terra
Ecco che il male si espande