Probabilmente non è una grande notizia, ma mi diverte molto visto che gli italiani considerano Londra l’ombelico del mondo e sembra che inopinatamente molti dei nostri connazionali trovino laggiù in poche ore posizioni ottime e con lavori ben retribuiti: basta sbarcare a Dover per risolvere la vita. Naturalmente sono solo miti e i magnifici posti esistono solo nella fantasia. È una vita che mi vengono a raccontare della Swinging London, però io sono riuscito a scorgere solo molto grigio, molto pessimo gusto borghese e molta mediocrità, tanto che se proprio si vuole qualche brivido bisogna rivolgersi a Jack lo squartatore e alla città dickensiana. Ma forse è perché non ho trovato la direzione di una grande multinazionale non appena posteggiato.
Esagero ovviamente, ma insomma lasciatemi un po’ divertire quando leggo che più di 3.000 pub, bar e discoteche hanno chiuso in tutta Londra dopo la pandemia. E molti dei locali sopravvissuti sembrano operare con margini sottilissimi, di appena il 3 per cento, grazie agli oneri finanziari prodotti dall’aumento delle tariffe commerciali, dell’Iva e delle imposte sugli alcolici. Il che li espone praticamente sempre al rischio di chiusura. il che si traduce quasi sempre in scarsa qualità. Non solo, ma praticamente è impossibile prendere un drink dopo le 23 nel centro di Londra, almeno nei giorni feriali e la stragrande maggioranza dei locali suona il campanello degli “ultimi ordini” alle 22, 30 mentre quelli che rimangono aperti praticano prezzi assolutamente insostenibili per la maggior parte della popolazione, anche a causa di tasse che scattano alla mezzanotte.
Nelle ultime settimane molte persone hanno condiviso foto di strade e locali vuoti di Londra su X, sotto l’hashtag #LameLondon. “Vivo a Soho e non conosco un pub dove posso prendere un drink dopo le 22:30 di una sera nei giorni feriali”, ha scritto un utente. Un altro post mostrava un cartello che diceva ‘non è consentito bere fuori oltre le 21,30: “La vita notturna londinese è praticamente inesistente. Siamo un Paese di ficcanaso, guastafeste e gente che spia dalle tende”. Insomma Londra sta diventando noiosa ammesso che non lo sia stata ormai da mezzo secolo e passa: molti danno la colpa al sindaco Sadiq Kahn e al colpo subito con le segregazioni pandemiche, ma è probabile che la città sta soffrendo una crisi acuta di elefantiasi, visto il ruolo sempre più modesto della Gran Bretagna nel mondo. Un po’ quello che è successo a Vienna dopo la prima guerra mondiale. Infatti altre città inglesi come Manchester e Bristol stanno vivendo una vera rinascita della vita notturna.
Anche da questi indizi banali si intuisce il declino che si insinua come una nebbia sottile.


RSS - Articoli


Ho alcuni fatti che mi rimangono in mente da Londra e ciò che la collega a me, ho visitato molte capitali, persino jakarta, delhi, hanoi, yangon, Brasilia…. ma Londra fa indiscutibilmente tristezza.
Là city é un anonimo complesso delle élites, ha una particolare bruttezza da periferia di cemento, senza un nome.
Il castello dei reali è una piccola catapecchia.
A quei tempi credevamo ancora alle sciocchezze che ci raccontavano in tv, nonostante tutto alla stazione abbiamo chiesto il treno che portasse più vicino alle bianche scogliere di dover, il bigliettaio scocciato non sapeva e non voleva aver niente a che fare con dover. La metropolitana era posizionata sempre troppo lontano, i luoghi iconici avevano tutti quell’aria patinata e finta.
Una città a parer mio morta.
Diverso discorso fuori Londra le persone sono più simpatiche per quanto guidino come pazzi per stradine sotto dimensionate.
👍Giusy
Da sempre in personalissima lista di città più brutte e meno affascinanti d’Europa ed in cui non vivremmo manco sotto tortura… parto evidente di corruzione morale di cui impregnata da secoli… posizionata largamente al comando ci sta Londra!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Anonimo 👍🏻
C’è gente che si diverte a copiare i nick degli altri. Grunfgrunf, datti pace.
Oh Gatto guarda che non sono io, togliti l’ossessione almeno questa, traditore infosannita
Le grandi città muoiono sotto il cofrifuoco pratico, la mancanza di libertà, affettività, creatività. rapporti informali,ingessati sotto gli occhi dl cop in manganello. Un po’ l’indole puritana dei riformati che pareva un privilegio al tempo dell’impero e si rivela oggi una privazione di gioia e fantasia, ancor possibile nei paesi latini, certo piu’ vitalistici ed allegri.Meloni a parte, riusciamo a ritagliare scampoli di normalità e soddisfazione per mantenere un minimo di qualità della vita. Allegri nonostante tutto, anche se ci costa un botto. Di temperamento flemmatico, non conoscono il guizzo che ci caratterizza e non abbondano di passione nel manifestarsi. Se tanta remissività permette loro di vivere in un ambiente piovoso perlopiu’, dall’altra si traduce in scarsa reattività, monotonia appunto. Anche lo humor è prevalentemente fatto di freddure che in fondo, connotano uno stato d’animo comune alle zitelle per antonomasia, brittanniche appunto. Una sorta di struggimento inconfessato, una rivalsa cinica che si riduce ad una capriola mentale, un poco onanistica.
Non sono attualmente nelle condizioni di manifestare un bacon, shekspeare,chesterton. Una fumisteria da oppio javanese, se va bene.Certo non un’avanguardia o un faro per il nuovo mondo. Stanno come un rapporto d’amore con una bella donna ed un’avventura clandestina con il posteriore di un travestito nel camerno di un club. Del resto, non si spiegherebbe l’esterofilia british di altri club consimili nostrani, altolocati che un volta al governo, tendono a perpetuare tale raptus erotico, dainriflessi condizionati,discutibile,con i malcapitati cittadini.
Ecchisenefrega !
Se sprofondasse domani quell isoletta di merda festeggerei a vita !!!