Già tra il 2015 e il 2017 la Russia ha distrutto il terrorismo di marca americana che si incarnava nell’Isis, ufficialmente combattuto da Washington, ma in effetti creato e sostenuto dagli Usa. Adesso ci stanno riprovando facendo risorgere un terrorismo nostalgico del califfato proprio per tornare a colpire la Siria e per aggiungere un po’ di caos contro l’Iran e per appoggiare le stragi sioniste. Ormai è dagli anni ’70 che questa carta viene giocata dagli Stati Uniti contro gli avversari del momento e poco importa se tutti sanno che barano, ma le cose si stanno facendo più difficili per questi giochini soprattutto se qualcuno chiede un mazzo nuovo. Ed è per questo che le forze aerospaziali russe (VKS) hanno organizzato pattugliamenti aerei lungo la linea Bravo che divide le alture di Golan tra Siria e Israele e le forze armate di questi Paesi.
Il vice capo del Centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra (CPVS), il contrammiraglio Vadim Kulit, ha detto che nelle ultime 24 ore nella zona di de-escalation di Idlib sono stati portati due attacchi contro posizioni governative siriane da parte dei gruppi terroristici Jabhat al-Nusra e del Partito islamico del Turkestan mentre un terzo è avvenuto nella provincia di Aleppo. Sempre nella regione di Al-Tanf, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha registrato una violazione dello spazio aereo siriano da parte di un drone multiuso MQ-1C. Il monito è molto chiaro, dal momento che queste organizzazioni terroristiche sono vietate in Russia e considerate fuorilegge, verranno sorvegliate e colpite come già è avvenuto in passato. Naturalmente il messaggio è rivolto a Washington, un invito a tenere bene al guinzaglio la sua muta di cani e per sottolineare meglio il significato i pattugliamenti saranno effettuati anche da piloti siriani.


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