Sul finire del 2021 avevo previsto che l’anno successivo sarebbe stato quello cruciale in cui tuti i nodi sarebbero venuti al pettine: pensavo in realtà  che le cose sarebbero andate un po’ più veloci, ma comunque sono state messe le premesse per il nuovo medioevo progettato e ideato sostanzialmente dalle elite nordamericane : la guerra in Ucraina, il suicidio dell’Europa, il tentativo Usa di rimanere al comando e di conservare la propria eccezionalità, che in effetti si sta dimostrando reale, ma al peggio mostrandoci una società corrotta e ingiusta, dove si falsificano le elezioni per eleggere un presidente affetto da demenza senile  e con la quale è impossibile stabilire rapporti che non siano di mero vassallaggio. Così sarà il 2023 ad incaricarsi di portare alle ultime conseguenze ciò che è scattato con la pandemia. Parlo della recessione che è ormai inevitabile in occidente e che le banche favoriranno per smorzare l’inflazione, ma in realtà per tentare di spegnere le società occidentali: né le operazioni di manipolazione dei dati ( particolarmente evidenti quelli scoperti sul tasso di occupazione in Usa), né la triste trasformazione della Germania in una specie di golem controllato da Washington, possono nascondere questa realtà. Ma parlo soprattutto della guerra visti gli indizi chiari di un’escalation. Lo dicono gli ottusi applausi a Zelensky dei dipendenti di aziende private che sono poi i deputati americani  anche se le pagliacciate sono poco significative e indicano soprattutto il disorientamento delle elite, ma lo dicono anche le notizie molto più serie che arrivano da Mosca: il ministro della Difesa Shoigu ha dichiarato che il prossimo anno la Russia oltre ai duecentomila uomini raccolti con la la leva speciale aggiungerà cinque nuove divisioni di artiglieria pesante, otto reggimenti di  bombardieri, un reggimento di caccia, tre divisioni di fucilieri  motorizzati, due divisioni di assalto aereo e sei brigate di aviazione dell’esercito.

Questo enorme schieramento che da solo supera tutte le possibilità operative attuali  dell’intera europa sarebbe completamente superfluo  per l’Ucraina che è solo in grado di spartirsi tra ladri e oligarchi  i soldi che arrivano da Washington e il cui esercito è ormai affogato dentro le trincee e occupato a lanciare tutto quello che gli rimane contro la popolazione civile, cosa quest’ultima che prova come dietro queste azioni ci sia lo zampino americano e anglosassone che per tradizione e per dottrina bellica colpisce in primis  le popolazioni civili. No davvero: questo schieramento militare è chiaramente pensato per far fronte ad un attacco diretto della Nato. Soprattutto se si pensa che le fabbriche in Russia lavorano 24 ore su 24, senza sosta per produrre ciò che è necessario per avere una spaventosa potenza di fuoco grazie alla quale infrangere qualsiasi tentativo diretto. E c’è da dubitare che anche gli Usa possano raccogliere abbastanza truppe vere da sostenere un attacco del genere: una cosa è andare in Medio Oriente a fare guerre dall’alto di una totale superiorità militare , un’altra è combattere ad armi pari. Ricorderò che due o tre anni fa bastò che un caccia russo mettesse fuori uso le centrali di tiro di due  fregate a stelle  e strisce  sul mar Nero, perché una ventina di marinai dessero le dismissioni. Infatti nonostante i proclami e i comici applausi a un comico divenuto boia ufficiale dell’occidente, la Nato va molto cauta con le sue provocazioni dirette.

Tuttavia la situazione può sfuggire di mano in qualsiasi momento a causa di alcuni stati canaglia come per esempio quelli baltici, ma soprattutto a  causa della la Polonia che è decisa ad impadronirsi della parte occidentale dell’Ucraina. Stato saprofita e opportunista ormai da qualche secolo, con un territorio estremamente variabile, ma sempre a spese dei vicini, La Polonia  coltiva uno sciovinismo a tutto campo che le fa costantemente ricercare una propria onirica “grandeur”  che tuttavia non si è mai realizzata perché suoi vicini Russia e Germania sono molto più forti di lei. Costretta ad allearsi o con ‘uno o con l’altro, lo ha sempre fatto in maniera così dissennata e ambigua da prenderle dall’uno dall’altro come certe figure dei burattini, ha trovato negli Stati Uniti un alleato apparentemente  ideale, troppo lontano per avere mire territoriali, ma ideologicamente vicino  e soprattutto in qualche modo ostile ai suoi potenti vicini e addirittura nemico mortale della Russia. Così si è venduta l’anima e anche il senno non riuscendo a comprendere di essere per l’ennesima volta una vittima sacrificale e ora sta pensando di richiamare 200 mila  uomini per la sua impresa. Il fatto è che gli ucraini, specie quelli occidentali odiano i polacchi e in caso di invasione si potrebbe anche assistere a un’inversione di alleanze. D’altra parte gli Usa non dissuadono Varsavia da questa follia perché pensano che un’azione polacca di questo tipo potrebbe salvare la faccia della Nato. Rimane solo il piccolo problema che queste azioni generano ogni secondo un imprevisto, così che il tenue diaframma verso una guerra generalizzata difficilmente potrebbe reggere.