Ho l’impressione che qualcuno cominci ad avere davvero paura. Paura che salti fuori la verità sulle letali bugie alla base delle campagne vaccinali, in particolare che saltino fuori le falsificazioni negli studi che hanno portato all’approvazione dei preparati a mRna e le vaste complicità nel “non vedere” gli errori e le incongruenze, così che sedicenti vaccini con effetti sconosciuti a breve, medio e lungo termine sono pubblicizzati come “efficaci e sicuri” da governi, commissioni mediche, comitati di vaccinazione,  comitati etici, mentre persino gli stessi dati forniti non dicevano affatto questo. Si capisce bene perciò come la Food and Drug Administration tenti in tutti i modi di non far conoscere la documentazione con la quale ha approvato il vaccino Pfizer o comunque di rallentarne l’uscita visto che il rapporto tra efficacia ed effetto collaterale del prodotto appare molto sfavorevole se appena si va a vedere la documentazione allegata. Ma la stessa cosa anzi  peggio accade con Moderna secondo quanto emerge dallo studio pubblicato sul NEJM il 4 novembre 2021  e che evidentemente nessuno di quei soloni sanitari da i quali ormai si leva un insopportabile lezzo di marcio, si è dato la pena di leggere.

 Nell’articolo intitolato: “Efficacia del vaccino mRNA-1273 SARS-CoV-2 dopo il completamento della fase in cieco” si afferma inizialmente: “In un’analisi ad interim in uno studio clinico di Fase 3 in cieco e controllato con placebo, il vaccino mRNA-1273 ha dimostrato un’efficacia del 94,1% nella prevenzione della malattia da coronavirus del 2019 (Covid-19). Dopo l’approvazione dell’uso di emergenza del vaccino, il protocollo è stato modificato per includere una fase in aperto. Vengono riportate le analisi finali dei dati di efficacia e sicurezza della fase in cieco dello studio”. E’ ormai invalsa anche nella letteratura di scientifica la tecnica di dichiarare a inizio studio qualcosa che poi non è supportato dai dati, ed è questa una delle forme che prende la scienza spazzatura. Infatti anche qui i dati a cui ci si riferisce e che vengono riportati  nell’Appendice Supplementare  ( ma chi le guarda mai le appendici, anche se sono spesso la parte basilare di una ricerca?)  dicono tutto il contrario e mettono in evidenza che bisognerebbe stare proprio alla larga da questo pseudo vaccino: il primo indizio interessante lo troviamo a pagina 22. Qui in parte nascosti dalla struttura stessa che è stata data alla tabella vengono riportati 16 decessi nel gruppo vaccino e 15 in quello con il placebo, il che implica una mortalità maggiore tra chi dona il braccio ai profitti di Big Pharma e chi invece non vuole rischiare per evitare una sindrome influenzale. Ma il bello deve ancora venire perché a pagina 61 di questa appendice risulta che i vaccinati sono esposti a patologie moderate 3 volte più spesso che i non vaccinati e 2,59 volte più frequentemente per quanto riguarda le malattie gravi. E ci sono ci sono anche statistiche che riguardano singoli disturbi come per esempio .la paralisi facciale o i problemi trombo embolici. In tutti i casi i vaccinati sono in testa rispetto al gruppo placebo.

Tutta questa documentazione è perfettamente leggibile, ma essa dice da ogni riga e da ogni tabella  che imporre la vaccinazione alla luce di questi dati è criminale perché di fatto si obbligano le persone a subire probabili danni fisici superiori ai presunti benefici, per non parlare di guai  futuri di cui nulla si sa, ma di cui si può arguire la gravità. Il fatto fondamentale è che questi non sono i risultati dell’ultimo momento, ma erano in campo fin da subito: perché le burocrazie sanitarie che dovevano difendere i cittadini proprio dalla possibilità di essere più danneggiati che guariti dai farmaci si sono lasciati sfuggire questi numeri e non li hanno mai valutati per mesi? Sono dei totali incompetenti oppure li hanno visti, ma hanno fatto finta di niente perché indotti alla cecità dai benefici di Big Pharma o dalla  pressione dei politici e di quel potere grigio che ormai contraddistingue le cosiddette democrazie occidentali? Probabilmente un insieme di queste cose, ma mi meraviglio come sulla base di tali acquisizioni non si riesca a mettere in piedi un’azione legale collettiva dal momento che ogni iniezione costituisce un rischio maggiore rispetto a quello che proclama di evitare anche a detta dei suoi stessi produttori e che un’approvazione sia pure di emergenza era insensata in queste condizioni. So che solo in Italia esistono migliaia di cause di cui l’informazione non parla, ma qui il livello individuale non basta, occorre qualcosa di collettivo che quanto meno sbugiardi gli attori di questa infame commedia e faccia un po’ di pulizia, perché la puzza è soffocante.