Il 20 settembre scorso  il servizio sanitario britannico ( NHS)  ha annunciato che avrebbe introdotto il vaccino contro il coronavirus per  bambini di età compresa tra 12 e 15 anni lanciando la  più grande campagna di vaccinazione nella storia dell’assistenza sanitaria del Regno Unito. E da allora sono cominciate le ” punture” in centinaia di scuole per difendere i bambini da un virus dal quale non hanno nulla da temere, un idillio vaccinale con la Pfizer nel quale tuti hanno trovato il loro sporco tornaconto ma poi è arrivata la bomba:  il servizio nazionale di statistica del Regno Unito, ONS, ha scoperto che il numero di decessi nei bambini di età compresa tra 10 e 14 anni tra la settimana 38 e la settimana 41 nel 2021 era del 62% superiore alla media quinquennale per il numero di  decessi in questa fascia di età avvenuti nello stesso periodo. E che l’aumento dei decessi è iniziato quando i bambini hanno ricevuto il “vaccino” sperimentale. Ma la tendenza all’aumento della mortalità in questa fascia di età continua ancora adesso. A questo punto si potrebbe dire è stata varata una grande operazione per difendere il vaccino dai bimbi che si ostinano a non ammalarsi. Discoli che non sono altro. Ma nessuna spiegazione viene offerta per questa impennata dei decessi. 

La decisione di vaccinare i bambini di età superiore ai dodici anni è arrivata dopo che i quattro Chief Medical Officer  del Regno Unito hanno consigliato al governo di offrire loro l’iniezione Pfizer e l’esecutivo ha deciso di porre mano a questo programma di punture nonostante il Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione (JCVI) avesse precedentemente dichiarato di non poter sostenere la vaccinazione generale dei bambini. È  solo una coincidenza che il numero di decessi infantili da allora sia aumentato del 62% (e del 400% per i bambini a rischio) rispetto alla media quinquennale? Eppure lo stesso governo che ha dato il via alle vaccinazioni ammette di non sapere nulla sui possibili effetti negativi dell’iniezione sui bambini e addirittura riconosce ” che c’è una notevole incertezza sull’entità del potenziale danno” e quindi ha esposto proprio la popolazione più giovane a rischi sconosciuti con un incredibile leggerezza. Infatti mentre per gli adulti si poteva disporre di studi clinici poi risultati fasulli di Pzifer, per i bambini non c’era assolutamente nulla  Ma si continua imperterriti a rifiutare la realtà ( però non le mazzette come pare di comprendere ) visto che gli chief officer affermano che la vaccinazione aiuterà a ” prevenire focolai di classe e ulteriori disagi in classe” ripetendo un’argomentazione che manca di qualsiasi fondamento fattuale visto che la vaccinazione, non riesce a prevenire l’infezione o la trasmissione come del resto dice la stessa Pfizer. Dunque che i benefici superino i rischi come affermava e afferma ancora adesso il governo non è un errore. E’ una totale e scellerata menzogna.