Draghi e la guerra al contante tramite pandemia

Di una cosa possiamo essere certi e cioè che Draghi non sarà un drago, ma da buon banchiere i conti li sa fare e dunque sa bene che i fantastiliardi europei che dovrebbero arrivare sono in realtà poca cosa e dunque le risorse dovranno essere trovare attraverso tassazione degli immobili, una stretta sulle pensioni, una drastica riduzione della spesa pubblica come l’Europa ha già fatto sapere e  la lotta all’evasione fiscale che in questo periodo di caduta dei redditi significa principalmente lotta al contante, perché ovviamente  non di tratta di arrestare l’emorragia dei soldi dei grandi gruppi, delle multinazionali e nemmeno della criminalità organizzata, ma di colpire l’evasione spicciola, proprio nel momento in cui essa è messa in crisi.  In realtà la lotta al contante è il pretesto per passare a un controllo totale della popolazione ed è dunque interessante, in questo contesto, vederne i legami con i principali protagonisti della narrazione pandemica, anch’essa ancorata  in qualche nodo a visioni distopiche di controllo. Tuttavia questo progetto ha subito una parziale sconfitta alla Corte di giustizia europea chiamata a giudicare un causa apertasi in Germania e proposta Norbert Häring fondatore della World Economics Association, la quale ha stabilito in una sentenza complessa e imbarazzata  che comunque i governi nazionali restano liberi di emanare leggi che costringano tutti gli enti pubblici o anche privati, ad accettare contanti in euro, ma anche di approvare leggi che limitano questo obbligo di accettare contanti. Insomma che non esiste una legislazione europeo in merito al significato di moneta avente corso legale. Almeno non si potrà dire che lo vuole l’Europa.

La cosiddetta lotta al contante è iniziata intorno al 2005 come una dichiarata strategia aziendale delle principali società di carte di credito, in particolare Visa E Mastercard che naturalmente vedevano i soldi di metallo e di carta come un fattore di concorrenza, ma in realtà il sistema neoliberista nel suo complesso aveva un interesse nello sviluppo dei pagamenti elettronici tramite carta poiché esso permetteva di tenere alti i consumi anche in presenza di una costante diminuzione di reddito reale da lavoro, grazie a questo particolare tipo di credito al consumo che oltretutto permetteva di tracciare il medesimo e dunque era a sua volta una fonte di reddito derivante dalla conoscenza degli orientamenti di un vasta fetta di società. Non è un caso che qualche anno dopo, ovvero nel 2011 la Bill and Melinda Gates Foundation e Citibank, con l’appoggio esplicito del governo Usa  hanno costituito la Better Than Cash Alliance per perseguire l’eliminazione del denaro. E subito sono stati arruolati in questa battaglia  istituti accademici, istituzioni e interi governi in Africa e in America latina il cui elenco potrete trovare qui.  L’ interesse finanziario per le aziende IT e dunque anche per Bill Gates in questa operazione è più che ovvio, ma quello dei governi è essenzialmente quello di controllo non tanto di recupero fiscale , visto che comunque,  i ricchi sono protetti quasi dovunque da legislazioni e prassi che permettono loro  una radicale evasione dal fisco. La presenza di Gates alla testa di questo ariete anti contante non è solo giustificata da interesse personale, ma anche dal fatto che egli è un fan oltre che dei vaccini,  del controllo politico e dei vari patriot act che si sono succeduti, tanto che è quasi una presenza costante dentro gruppi di pressione ossessionati dalla sicurezza nazionale.

Ad ogni modo passa ancora qualche anno e nel 2016 si dà inizio a una prova generale di eliminazione del contante in India, Paese spesso usato per le sperimentazioni, comprese quelle vaccinali di Gates: nel novembre 2016, il primo ministro Narendra Modi è andato in TV dichiarando “demonetizzate” tutte le banconote tranne le più piccole con solo 4 ore di preavviso.  Ciò ha portato a giorni di caos e mesi di estrema penuria di contanti in un paese in cui metà della popolazione non ha nemmeno un conto in banca e il 90 per cento dei pagamenti viene effettuato in contanti. Il finto obiettivo era colpire  coloro che accumulavano denaro sul mercato nero, ma da questo punto di vista l’abolizione del contante è stato un totale fallimento, a conferma della naïveté di certa ex sinistra facile ad aggrapparsi ai concetti più semplici, e così in poche settimane il governo passò  all’obiettivo dichiarato di “modernizzazione” del sistema finanziario che era stato il vero scopo di questa mossa. E ora con la pandemia si spera di dare il colpo finale al contante e uno decisivo al controllo al tappeto della popolazione: in Usa, ma anche altrove  le banche banche stanno conducendo campagne di mailing, dicendo ai loro clienti che i contanti sono sporchi e le carte o le soluzioni di pagamento mobile non lo sono. Lo fanno nonostante la mancanza di prove che il virus possa essere trasmesso attraverso i contanti e la maggior parte degli esperti sanitari affermano che i soldi sono un canale di trasmissione irrilevante per il virus.

Il fatto è che tutto ciò che paghiamo  digitalmente viene registrato, visto e archiviato da vari fornitori di merci e servizi e finisce nelle informazioni del nostro conto bancario, e se non è più possibile utilizzare contanti, non solo le banche potranno applicare tariffe e interessi da strozzinaggio, senza più alcun limite, visto che diventano non soltanto creatrici, ma anche unici gestori del denaro. Inoltre le informazioni sul nostro conto saranno un registro quasi completo della nostra vita e chiunque abbia il potere di esaminarlo, che sviluppi un interesse per noi in qualsiasi momento, può vedere dove siamo stati e cosa abbiamo fatto per ogni giorno e ora, decenni nel passato. Per molti questo significa poco perché si illudono che nessuno con il potere di farlo svilupperà mai un interesse sufficiente per loro, si sentono protetti proprio dalla loro marginalità: non comprendono che significa qualcosa anche per loro, ovvero vivere in una società, in cui ogni persona di qualsiasi importanza diventa totalmente trasparente per i potenti e può quindi essere ricattata o distrutta o eterodiretta a loro a piacimento. qualcosa che è completamente fuori da qualsiasi idea di democrazia.

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