Quelli che il Covid è la peste

Al Fatto quotidiano, ma anche al Corriere la notizia deve essere sembrata succulenta e liberatoria dalle balle che devono raccontare tutti i giorni sulla pandemia, la seconda ondata, le mascherine, il virus dalle abitudini notturne, i banchi con le rotelle che mancano a chi li compra e insomma tutta l’orrenda e stupida chincaglieria del culto virale: finalmente qualcosa di vero e persino di clamoroso da raccontare in favore della narrazione corrente, a tacitare coscienze tenute in coma terapeutico. Non deve essere sembrato vero che Flavio Briatore, il negazionista da Billionaire, fosse stato ricoverato in gravi condizioni per Covid. e allora su di lui si è scatenato il livore di tutti quelli costretti a  raccontare ogni giorno fesserie filo governative, filo europee, filo mondialiste di parte rotschildiana per questo brandello di presunta verità per giunta con il sapore del contrappasso. Così il Fatto con il moralismo degli immorali titolava: “Quelli che il Covid non esisteva” partendo dalla primitiva credenza magico animistica che chi nega la gravità della pandemia, peraltro negata dagli stessi numeri, neghi conseguentemente il suo agente. E invece no era un miraggio, Flavio Briatore si era ricoverato al San Raffaele per un disturbo assai più consono al suo stile di vita: una prostatite, non era affatto grave e non si sapeva nemmeno se fosse positivo al tampone, per quel che vale, cioè con una probabilità da rosso e nero alla roulette, un test privo di significato diagnostico come dice il suo stesso inventore, il premio nobel Kary Mullis. Ma in un certo senso essendo state abolite tutte le altre patologie sembra quasi impossibile che qualcuno si ricoveri senza essere affetto da Covid, qualcosa che per i ricchi con le loro cliniche da 20 mila euro al giorno non è un  problema, ma lo è invece per le persone normali che sono costrette a non curarsi perché la sanità sta evaporando in questa sordida commedia generata dagli scontri di potere. Infatti il povero Travaglio non ci può credere e tenta di nascondere la figuraccia con tentativi di ironia che ormai hanno perso di efficacia.

Se c’è uno che mi sta sullo stomaco quello è proprio Briatore, ma non c’è dubbio che l’episodio denuncia lo stato comatoso dell’informazione italiana, ostaggio totale dei piccoli poteri e interni e tramite essi di quelli internazionali e vittima di una incurabile sindrome di Stoccolma. Ma se altrove ogni tanto si può anche leggere, sia pure in posizione defilata, qualche opinione contraria, da noi la stampa a e la televisione formano una specie di fitto muro di nebbia per nascondere il mondo reale e far apparire solo ciò che vuole il sistema in ragione della sua sopravvivenza a breve termine. Da qualche tempo però, soprattutto adesso che si deve dar credito alla seconda ondata basandosi sul puro nulla, si ricorre sempre di più all’ invenzione ovvero alla fake news nella sua essenza, per coinvolgere i giovani in racconti di fantapatologia. Così abbiamo la ventenne romana ricoverata in terapia intensiva dopo una settimana di folli notti da discoteca in Sardegna e divenuta ben presto un capro espiatorio per l’indignazione des idiots savants. Peccato che in terapia intensiva  non ci fosse alcuna ventenne romana, che la notizia fosse una pura invenzione. Poi c’è stata la bimba di 5 anni di Padova ricoverata per una malattia rara, ma che qualche ignobile sciacallo ha dato per un grave caso di Covid in tenerissima età; e ancora la ragazza tornata a Palermo da una vacanza a Malta e ricoverata in gravi condizioni. Peccato che la ragazza non esistesse. e che le terapie intensive fossero deserte. Ma il fatto più grave sono i 5 inesistenti ragazzi  pugliesi di età compresa tra i 20 e i 30 anni  ricoverati in condizioni severe «Hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero» Non sono mai esistiti, ma la cosa più grave è che la notizia sia stata data dall’epidemiologo Lopalco, talebano della vaccinazione, capo della task force pugliese  che oltre a svolgere in maniera così scrupolosa e professionale il suo mestiere è anche candidato alle elezioni regionali per il Pd. Mi piacerebbe proprio vedere le facce di chi lo voterà.

Ricordo che esiste una Commissione parlamentare sulle fake news, la quale si guarda bene dal controllare la massa di menzogne della propaganda governativa, ma invece pare molto attiva nel contrastare chi cerca di far filtrare qualche verità scientifica in questo calderone di sciocchezze infilate l’una all’altra come in un rosario. Di fatto abbiamo – e non solo per il virus- la coincidenza quasi totale tra informazione e propaganda, esattamente come in una dittatura quella del mercato che è anche mercato della salute. .

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