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Elogio dell’egoismo

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non è un caso che ormai esprimersi sul tema immigrazione, ben collocato tra le emergenze epocali, richieda preliminari schieramenti con l’opportuno riconoscimento nelle  tifoserie pro o contro le Ong. Nelle due fazioni opposte, quindi, quella di chi pretende di difendere la legalità e l’ordine minacciato dello Stato, mediante l’imposizione di un codice di comportamento poco compatibile con le ragioni dello stato di diritto e quella di chi si annovera tra i “giusti” rivendicando la missione salvifica, malgrado per qualcuno preveda opache protezioni, finanziamenti oscuri e ancora più oscuri profitti e popolarità.

È uno degli effetti della campagna di manomissione di realtà e responsabilità orchestrata da chi è convinto di detenere facoltà supreme che autorizzano a dispensare bombe con una mano e con l’altra mandare la Croce Rossa, di chi nutre il sospetto e l’insofferenza dedicati a chi scappa da morte, bombe, fame e imprese belliche che ha mosso, in nome della indiscussa civiltà superiore che si spende nella sua opera promozionale e nel suo proselitismo armato che ha seminato migliaia di morti civili  in Afghanistan, Iraq, Libia, destabilizzando paesi come la Siria e provocando sanguinarie guerre interne, di chi, richiamandosi a valori tradizionali minacciati da un impuro meticciato, e alla tutela delle priorità  dei nativi rispetto a chi non è più legittimato a avere patria, origini, nome, alimenta rifiuto, paura, risentimento e conflitto in modo da meglio imperare su disuguaglianza e divisioni.

Ma c’è un effetto ancora più nero, ancora più vergognoso che segna il successo dell’abiura da qualsiasi senso morale. In linea con una collega di partito che, nella sua qualità di amministratrice di un comune nel quale viene ospitata una piccola quota di profughi, ha proposto di imporre oneri fiscali aggiuntivi per i privati che accolgono gli immigrati, in vista di un possibile illegittimo profitto, il senatore Esposito, Pd, orbato della sua militanza pro-Tav, si è scelto un nuovo fronte di lotta addirittura più  sfacciato, e ce ne vuole.

E infatti accusando le Ong – che in cuor suo assimila ai professionisti del disordine e dell’antagonismo armato contro le benefiche Grandi Opere,    di “estremismo umanitario” si è lasciato andare ad affermare  che “salvare le vite è un lusso che non possiamo permetterci”.

Si vede che noi che siamo venuti dopo, noi che dovremmo aver imparato come può essere facile, addirittura normale, insomma naturale dimettersi dalla condizione umana per stare dalla parte delle belve, noi che proprio in ragione di ciò, essendo stati risparmiati dal ruolo di carnefici e forse da quello di vittime, saremmo obbligati a vigilare dentro di noi e tra noi, possiamo dichiarare conclusa l’era della banalità del male. Perché è cominciata quella delle necessità del male.

E in suo nome siamo autorizzati a difendere il nostro spazio e i nostri sempre più esauriti beni, a cercarne altri depredando terre lontane da sempre condannate a essere derubate e impoverite per noi, a imporre i nostri bisogni e le nostre leggi compresa quella delle armi e soprattutto quella della nostra sopravvivenza in cambio di quella di chi ci hanno concesso di annoverare tra inferiori, immeritevoli, pericolosi, contagiosi, in modo da sentirci puliti e innocenti tanto da esercitare il diritto alla legittima difesa e quello all’onorevole e inevitabile “respingimento”, rimandando i disperati al mittente, despoti coi quali si stringono patti scellerati, mercanti di corpi, guardie e formazioni al servizio di tiranni ben protetti e meglio finanziati.

L’elogio della inevitabilità dell’egoismo fa pensare che tutto questo non finirà in Africa, sul mare nel quale sono annegati più di 2000 persone,  che non sia più tempo delle copertine della Domenica del Corriere con gli eroi che strappano bambini alla corsa folle di un treno, di medici che si prestano durante tremende epidemie, neppure di pompieri e marinai che sottraggono naufraghi alle acque e meno che mai di volontari fino a ieri chiamati a funzioni di supplenza in uno stato talmente impoverito da speculazione e corruzione da non poter offrire nemmeno il mero indispensabile.

Ogni giorno dovremo da oggi in poi ricordare a chi pensa e dichiara come il senatore Esposito che difendere il lusso di salvare altre vite è l’unica maniera che ci resta per salvare anche la nostra da quelli come lui, che hanno retrocesso il loro incarico a servizio cieco e ottuso agli ordini di chi dalla morte, dalla guerra, dalla repressione, dalla povertà, dalla cancellazione di sapere,  conoscenza, libertà e democrazia traggono profitto. Ogni giorno dovremo svegliarci e tenere caro il lusso della vita e la necessità del bene.

 

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8 responses to “Elogio dell’egoismo

  • Anonimo

    chi vuole, guardi:

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  • anna lombroso

    @diderot a onta del suo nom de plume si rassegni, il bianco occidentale è destinato ad estinguersi… ho smesso di interrogarmi – e credo di aver ragione – se sia un bene o un male Semplicemente è così. E quando penso che i più vivaci e attenti custodi di Mozart e Bach e Chopin sono cinesi o giapponesi, non sono certo accorata.. per fortuna ci sono e si sostituiscono a rapper nostrani, web composer ,,,

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  • Anonimo

    chi vuole, legga:

    I CONFINI MESSI A SALVINI

    e

    LO STATO HA SCOPERTO DI NON ESISTERE

    su

    ComidadPuntoOrg

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  • diderot39

    Estraggo dal libro di Coudeneuve-Kalergi (fondatore della EU). Il Premio Kalergi per il 2016 e’ andato a papa Bergoglio.
    “gli europei diventeranno meticci negroidi” e
    “… dagli europei, gente-di-quantita’ che crede solo nei numeri, due razze (sic) di qualita’ emergono (emergeranno, ndr), l’aristocrazia del sangue e i giudei.
    (Von der europäischen Quantitätsmenschheit, die nur an die Zahl, die Masse glaubt, heben sich zwei Qualitätsrassen ab: Blutadel und Judentum.)
    Coudeneuve-Kalergi “Praktischer Idealismus”

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  • Anonimo

    ultimamente, sarà che va di moda, ma si tende a considerare i diritti umani e sociali solo degli immigrati, che degli italiani”chissenefrega”.

    E se i diritti hanno un costo considerato lo sfascio dello stato sociale perche considerato in modo fraudolento, troppo costoso, i diritti sociali degli immigrati entrano in concorrenza-alternativa con quelli degli italiani, quelli che non fanno parte di clan clientelar-familistici.

    Quando l’alternativa a diritti sociali fondamentali di immigrati e italiani, è secca…cosa si dovrà fare ?

    Parteggiare pigramente per gli immigrati , magari di colore, meglio se si lagnano rumorosamente; che fa molto, sinistrato ( spesso miserabilmente incapace e ciarlatano… si pensi allo sfascio dello stato sociale appunto…) ?

    I sinistrato gran boccalone dovrebbe mettersi la mano nella coscienza, ce ne avesse una, e dovrebbe iniziare a capire, magari anche tardivamente, chi ha permesso bombardamenti democratici e umanitari ai confini della nazione italiana, con conseguenti effetti collaterali a spese e a danno degli italiani cittadini, connazionali e contribuenti…dovrebbe iniziare a capire e condannare quei monumenti all’incapacità nella politica estera ( e difesa…) che hanno girato l’itaGlia negli ultimi 20-30 anni.

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    • anna lombroso

      @anonimo non è certo il caso di questo blog che da sempre ricorda a quelli come lei che togliere o non garantire diritti a qualcuno non difende e assicura quelli degli altri. Che non dare assistenza sanitaria all’immigrato che arriva non restituisce risorse per curare i nativi espropriati da inefficienza e malaffare, E che tollerare caporalato e sfruttamento dei profughi non ridà legalità e garanzie conquistate e cancellate al lavoro di tutti

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