Anna Lombroso per il Simplicissimus
“Rimborsi elettorali, pronti a stop ma si impegnino su riforma elettorale, abolizione Senato e taglio costi politica”. Abituato allo scambio di figurine più che ai negoziati, persuaso delle tecniche di marketing più che dalla contrattazione politica, incantato delle virtù del libero commercio più che di quelle della democrazia, Renzi tratta i soldi pubblici come fossero la Sua collezione Panini, oggetto di mercanteggiamento con quella che considera la Sua opposizione, da comprarsi per sostenere il Suo prossimo governo, come se fossero i Suoi quattrini, vinti alla Sua ruota della fortuna per acquistare la Sua presidenza del consiglio, dopo aver definitivamente cancellato la memoria storica e un onorevole futuro al Suo partito, che considera l’inevitabile passaggio necessario e obbligato per il Suo premierato.
Ha proprio appreso bene la lezione Mediaset, ha fatto sua la Weltanschauung del mentore non troppo occulto: da seminarista volonteroso è diventato un sacerdote ossequioso della chiesa delle privatizzazioni, così che pensa che tutto possa essere roba Sua voti, consenso, denaro pubblico,Firenze, Parlamento, Costituzione. In modo che la teologia del mercato si combini con il primato mediatico: offerte commerciali invece di proposte di legge, svendite e liquidazioni di beni e diritti in sostituzione delle riforme, liturgie di primariato al posto delle elezioni, facciate à la manière di Michelangelo altro che difesa del suolo, precariato ufficiale e economia informale in cambio di tutele e regole, annunci tramite stampa al posto delle azioni, parole invece dei fatti.
Il grullo che si crede furbo ha pensato di prendere due piccioni in una volta, snidare Grillo che non poteva che rispondere di no, e perseguire il suo disegno di “partito impresa”, costretto – si fa per dire a licenziare arcaico personale, quadri e funzionari, da sostituire con agenti, venditori porta a porta, esattori; appagare quel po’ di antipolitica che alligna anche tra i suoi elettori, condannati a accontentarsi di primarie vista la riduzione a cerimonia di conferimento e suffragio della nomenclatura delle elezioni; e favorire il passaggio alla definitiva privatizzazione del finanziamento, che ha già disinvoltamente sperimentata secondo scelte dinamiche, smart, pragmatiche e disinvolte.
Applicando i vecchi sistemi collaudati: buttare qualche braciola “civile” pensando di placare la fame di un lavoro che progetta di umiliare definitivamente, di un welfare del quale vuole abbattere gli ultimi capisaldi, è probabile che il Pieraccioni della politica, rappresenti davvero la nostra contemporaneità, quella che ha cancellato orizzonti comuni entro i quali orientarsi, per la liquefazione di classi e ceti, dopo che la società delle disuguaglianze ha visto allargarsi a dismisura la forbice tra i primi e gli ultimi fino a renderli incomunicanti. È lui il nuovo volto prestato a un ceto dirigente incurante del discredito, paga ricevuta per la mancanza di responsabilità e competenza, a èlite indifferenti, collocate su pianeti diversi da quelli abitati dai destinatari delle loro decisioni, ormai invisibili da essi, testimonial e soggetto al potere finanziario, aspirante ad essere ugualmente immateriale, per agire a distanza senza sporcarsi le scarpe, mediante flussi di azioni eterodirette da lontane oligarchie delle quali agognano di far parte.
Fa la voce grossa, come i guappi, come i padroncini dei camion o come i caporali in campagna che mettono sotto i raccoglitori di arance. Qualcuno deve averlo convinto che agli italiani piace più ubbidire che comandare. Non ci resta che dissuaderlo.


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@Roberto Casiraghi
Non vi è nulla da reinventare, si tratta solo di riprendersi quello che ci è stato strappato con l’inganno.
Il sapere, il conoscere, la presa d’atto, se non supportati da gesti consoni, servono solo a consolare gli orfani del fare.
Il M5S in pochi mesi, ha dimostrato quando sia importante anche solo essere all’opposizione e del potere che può avere un’opposizione nel contrastare i costanti inganni che si celano tra le pieghe incalzando con controproposte.
Semmai serve un’unità di intenti che si raduni sotto la bandiera del nemico comune, abbandonando le divisioni di lana caprina che non fanno altro che fare il gioco di chi volutamente lo alimenta.
Però per fare ciò, bisogna calare la maschera, quella del sapere, del conoscere, della presa d’atto, per indossare quella del fare, del volere, del pretendere, quella del coraggio che impone una volta per tutte di dire apertamente da che parte si sta, senza nascondersi dietro la foglia di fico dei sofismi inutili che non fanno altro che far perdere altro tempo.
Il tempo delle riflessioni è scaduto! Ora è il tempo delle decisioni e dei posizionamenti.
Renzi viene paracadutato dall’alto come ieri lo furono Prodi o più recentemente Monti e lo stesso Letta.
Lo stesso meccanismo del paracadutare fa capire che cosa è diventata la politica oggi. Il partito va dallo spin doctor di riferimento e gli spiega le sue esigenze di marketing: il “dottore” scrive una ricetta su misura e il popolo si ritrova i Prodi, i Monti, i Letta e, ora, Renzi fatto crescere in fretta in laboratorio in funzione anti-Grillo. Il modello di costruzione del mito politico è probabilmente derivato dalla tradizione agiografica, ripresa da giornalisti atei di mezzo mondo, e con un occhio al mondo dello spettacolo dove la costruzione dell’immagine è tutto e la sostanza, spesso, il nulla. Sotto altri chiari di luna, in India, per esempio, il candidato sfidante di Rahul Gandhi alle prossime elezioni generali, Narendra Modi (nome famigerato presso la comunità musulmana dello stato del Gujarat per non aver impedito pogrom anti-islamici alcuni anni fa e che per questo non riesce da anni ad ottenere il permesso di visitare gli Stati Uniti) si affida al fumetto per migliorare la sua immagine e così Raj Comics fa uscire un albo in cui inserisce Modi all’interno di una collana che celebra i grandi uomini dell’India con il titolo roboante di Pragati Purush (L’uomo del progresso). Si tratta solo di un candidato ma è già avvolto da un alone divino, la storia è con lui. Consiglio a chi voglia vedere forme inconsuete di manipolazione dell’immagine di un uomo politico di andarsi a vedere la copertina di questo fumetto!
Sull’ultima frase dell’autrice ‘Qualcuno deve averlo convinto che agli italiani piace più ubbidire che comandare. Non ci resta che dissuaderlo.’ credo che la dissuasione opererebbe con molta più efficacia se ci fosse un partito nuovo che unisse al formidabile spirito che permea tutti gli articoli di Anna e di Mr. Simplicissimus anche una sorta di nuovo decalogo politico che ci faccia uscire per sempre dall’età dell’innocenza e dell’ingenuità (quella in cui basta scrivere che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro per farci credere che la nostra Costituzione sia una meraviglia) e permetta di erigere barriere poderose contro il neoliberismo e la prassi di sovvertire i diritti dei cittadini utilizzando l’arma delle formulazioni legali ambigue, all’insegna della sacra triade ingannare, nascondere e manipolare che è la cifra su cui è costruito l’intero carrozzone della politica mondiale. Faccio solo un esempio, molto concreto, e che interessa le tasche di tutti i cittadini d’Europa. Tra un po’ si scriverà sui giornali che è stata ufficialmente ribadita dall’UE l’intoccabilità dei depositi dei risparmiatori al di sotto dei 100.000 euro di consistenza, una regolamentazione che entrerà in vigore nel 2016 anziché nel 2018, come si era deciso solo alcuni mesi fa. Ma bisogna ricorrere alla forzata onestà di un quotidiano greco para-governativo come Ethnos (La Nazione) per leggere, ieri, un articolo in prima pagina online in cui si fa notare che le nuove regole prevedono ampie possibilità di deroga da parte dei singoli stati. Ossia, caro cittadino europeo, ti dò la mia parola che i tuoi soldi sotto ai 100.000 euro in banca sono al sicuro a meno che non decida di fare una deroga!
Ed ecco come – con riferimento a questa notizia – il nuovo partito si posizionerebbe rispetto agli altri ipotizzando che si tratti di un partito solo italiano:
– Forza Italia, PD e altri partiti di centro-destra-sinistra direbbero: la Commissione Europea pone fine ai dubbi, i soldi dei risparmiatori sotto ai 100.000 euro non si toccano!
– Il Movimento 5 Stelle: no comment!
– Il Nuovo Partito Virtuale: sì comment! La Commissione Europea pone fine alle illusioni: i soldi dei risparmiatori si potranno toccare anche sotto ai 100.000 euro.
Ed ora una domanda ovvia: chi vuole far parte del nuovo partito?