C’è un passaggio fondamentale tra il fascismo parlamentare, autoritario, armato, assassino, ma ancora esitante ad abbattere la democrazia formale  e la dittatura conclamata: il Manifesto degli intellettuali fascisti, promosso da Giovanni Gentile i un convegno a Bologna del 29 e 30 marzo del 1925. In esso si afferma la fuoriuscita dal liberalismo per approdare allo stato etico e al fascismo come “religione” nazionale.

Proprio quel manifesto che giustificava lo squadrismo e anzi lo poneva alla base della nuova Italia, fornì la giustificazione teorica per ciò che seguì in quello stesso anno: la distruzione dei sindacati, l’attribuzione di tutti i poteri a Mussolini, l’abolizione della libertà di stampa e lo scioglimento dei partiti e delle organizzazioni antifasciste.

Ora mi domando: se un qualunque movimento, gruppo parlamentare, formazione politica, pone alla base della sua azione questo manifesto, non è evidente che si tratta del tentativo di ricostituire il partito fascista? Non ha alcuna importanza che vi sia esplicitamente la parola fascismo visto che la Costituzione ne vieta la riorganizzazione “sotto qualsiasi forma”.

La ricopiatura di Scilipoti del manifesto gentiliano, ad uso dei responsabili, ha suscitato indignazione, ma soprattutto riso per lo squallore , la goffaggine di questa operazione da mentecatti. Però mi chiedo  come mai nessuno abbia pensato di denunciare il l’ agopuntore e i suoi accoliti per ricostituzione e apologia del Pnf.  Non credo che ci sia fatto più significativo che prendere a proprio modello il documento fondamentale del fascismo per commettere il reato. O forse si pensa che solo vestiti di orbace e con il fez in testa, prestando se stessi a una pagliacciata la cosa sia credibile?

La verità che ormai ci basta l’indignazione, ci basta schernire l’imbecille di turno e fare satira, per sentirci in qualche modo appagati. E gli lasciamo fare ogni cosa.