Il Palazzo ha una risposta al dramma che il Paese comincia a scoprire sulla propria pelle: la farsa. Dopo la Carfagna ora anche Prestigiacomo vuole lasciare il Pdl per  rifugiarsi nel gruppo misto. Naturalmente rimanendo ministro, perché la poltrona non si tocca. Naturalmente votando fiducie., perché il padrone non si contesta

La proto miss del berlusconismo, il primo corpo da concorso esposto alla folla dei plaudenti come promessa di un futuro da cuccagna, si è vista bocciare un rinvio su una legge, è così ha fatto il gran rifiuto. Magari un piccolo ricatto, un gesto di stizza che rientrerà prontamente dopo la telefonata dai cespugli del bunga bunga o forse una consapevole mossa seguendo l’aria che va cambiando.

Vengono i brividi pensando che questo è l’esecutivo che dovrebbe salvare l’Italia dalla sindrome greca. Un nulla che arriva alla gola. Viene lo scoramento pensando che questa torma di topi e topastre sul formaggio, faccia delle riforme, invece di svanire come un incubo.

Ormai infatti la farsa non fa più ridere, disgusta e annoia:  isso, essa e ‘o malamente non sono che maschere  di se stessi. Qualcuno dovrà pure tirare giù il sipario e se non saranno gli addetti, incerti e disorientati, sarà alla fine il pubblico a farlo. Come oggi si comincia a intuire.