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Cortigiani allo scoperto: con l’Europa o con il popolo

asservimento_re_sole_handelforeverDiciamo la verità se non ci fossero lampi di idiozia molte cose resterebbero mimetizzate  dietro arroganti garbugli o pietose bugie e spesso anche la qualità delle persone potrebbe nascondersi dietro gli intricati paraventi di una intelligenza presunta. Ma alla fine il lampo di idiozia scocca illuminando il vero panorama intellettuale ed umano delle persone, il senso della loro partecipazione. Questa volta è accaduto a Elisabetta Gualmini, renziana di ferro, la quale colpita al cuore dalla nomina di Conte non ha resistito a fare pubblico sfoggio della sua gaia scienza politologica alla corte di Matrix: “Lui di fatto ci ha detto che confermerà il ruolo dell’Italia in Europa da un lato, e dall’altro che sarà l’amico del popolo […] questo è impossibile da tradursi in pratica, perché o si sta da una parte o si sta dall’altra”.

Meraviglioso, perché  in questa lampitudine di idiozia compare chiaramente un panorama che solitamente rimane accuratamente nascosto nelle pieghe dei discorsi e cioè  che tra popolo e poteri europei c’è un baratro incolmabile. Se poi al posto di popolo che potrebbe sembrare un po’ vago e pronto ad essere esposto alle vacue accuse di populismo,  ci mettiamo qualcosa di più reale e concreto vale a dire i cittadini con il loro diritti e bisogni, il corpo elettorale che è la fonte della rappresentatività e il responso delle urne vediamo chiaramente che tra strumenti di democrazia e oligarchie europee esiste nella sostanza un’assoluta incompatibilità. E non ci si venga a dire che l’onorevolessa si è espressa in termini impropri visto che assieme all’altrettanto onorevole  marito, Salvatore Vassallo non solo siede in Parlamento sui banche del Pd, non solo è un assessore della regione Emilia – Romagna, ma si fregia del titolo di politologa, ha presieduto l’Istituto Cattaneo, è una faconda produttrice di pagine per Il Mulino, insegna ovviamente all’Università ed è passata per la famigerata London School of Economics che è uno dei maggiori masterizzatori in tutti i sensi della servitù intellettuale di cui si circonda l’oligarchia. Si presuppone dunque che sia immune dall’esprimersi in maniera inadeguata e ambigua.

In realtà infatti si è trattato di un lapsus freudiano, di uno uno squarcio sulla realtà. E del resto durante la campagna per il referendum costituzionale moglie e marito fecero una disperata campagna per il Si, al punto che lo stesso Gianfranco Pasquino di cui tutto si può dire salvo che sia un tipo sanguigno, ha giudicato deplorevole un articolo scritto a quattro mani dai coniugi che se la prendevano con alcuni membri della corte costituzionale firmatari del manifesto per il No, accusandoli di essere dei privilegiati, carrieristi, benestanti e un po’ rimbambiti, inalberando una volgarità inaspettata  per  fare intendere che chi si opponeva alla riforma costituzionale partecipava di questi caratteri. Peccato però che siano stati soprattutto gli anziani ancora anacronisticamente legati a certe fedeltà di partito, a votare per lo scempio costituzionale.

Adesso grazie alla rivelazione che l’Europa nei suoi assetti attuali è contro il popolo e facendo intendere quale sia la scelta coniugale, tutto è finalmente più chiaro. Il che testimonia in corpore vili e per l’ennesima volta la traiettoria di questi “giureconsulti” che vogliono a tutti i costi trovare posto alla corte dell’imperatore per continuare ad essere dei privilegiati. In cambio a costoro si chiede di mantenere in vita con un bricolage da robivecchi il paradigma dell’Europa e delle sue ineluttabili necessità, così come la paura di “far la fine della Grecia”  cercando di nascondere il fatto che il miglior modo per precipitare in questa china, di fatto già iniziata, è proprio accettare qualsiasi cosa. Del resto è inutile stupirsi di queste rivelazioni che illuminano  la filigrana su cui si arrampica una certa intellighenzia: l’idea stessa da cui ha preso vita il Pd, ma in generale tutta la sinistra di “governo” fin dagli anni ’90 era la possibilità di esistenza di un neo liberismo moderato dando per scontato che esso fosse il vincitore assoluto, mentre è palese anzi dovrebbe essere visibile anche ai ciechi, che questa strada non solo è impraticabile,  ma di fatto è inesistente perché tutti i principi su cui si basa il capitalismo di fede finanziaria non tollerano per loro stessa natura una modulazione, non sono più analogici come nel capitalismo keynesiano, ma digitali: o ci sono o non ci sono, senza valori intermedi.

Questo i politologi alla Gualmini lo hanno capito benissimo, così come hanno capito che la rottura è divenuta insanabile dopo il referendum: quindi non possono che essere col potere e contro il popolo, con l’oligarchia contro la democrazia. E fare i cortigiani di lusso.

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